Categoria: Guerra dei Trent’anni

Rocroi 1643: Un grandioso capitolo dell’epopea della gloriosa fanteria spagnola

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Come si può facilmente capire dagli ultimi post, ultimamente ci stiamo dando da fare per coprire con il regolamento e gli scenari l’ultimo periodo della Guerra dei Trent’anni. Infatti dopo la seconda battaglia di Breitenfeld, quella di Herbsthausen e quella di Alerheim (seconda di Nordlingen), non poteva mancare il combattimento più famoso tra francesi e spagnoli: Rocroi 1643.
Una battaglia che, nell’immaginario collettivo, rappresenta l’ultimo, tragico, episodio dell’epopea dei tercios spagnoli e che sembra chiudere la guerra. Cose non del tutto vere, nessuna delle due. I tercios continuarono a combattere, e qualche volta a vincere, fino al trattato dei Pirenei del 1659 che pose fine al conflitto franco-spagnolo. Mentre la Guerra dei trent’anni continuò fino al 1648 ma, senza soluzione di continuità, Francia, Spagna e Inghilterra continuarono a farsi la guerra per altri undici anni.
C’è poco materiale in giro, ma mi piacerebbe aggiungere lo scenario della battaglia di Valenciennes, del 16 luglio 1656. Quella sì che fu l’ultima grande vittoria dei tercios!
P.S.: Rocroi è l’ottantesimo scenario per A la Guerre… niente male!

Verso la fine della guerra: altri due scenari

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Pubblichiamo due interessanti scenari per A la Guerre… versione seicentesca: la battaglia di Herbsthausen (anche conosciuta come battaglia di Mergentheim) del 2 maggio del 1645 e la battaglia di Alerheim (o seconda battaglia di Nordlingen) del 3 agosto. Due battaglie combattute nello stesso anno e con molti dei protagonisti che sono presenti in entrambe. Tra tutti il visconte di Turenne, che presto conquisterà il soprannome di Grand Turenne, e Franz von Mercy, signore di Mandre e Collenburg, che perderà la vita proprio nella battaglia di Alerheim.

Entrambe raccontano la storia dell’invasione della Germania sud-occidentale da parte delle armate francesi e dei loro alleati in un periodo in cui l’impero asburgico è in piena crisi (finanziaria, di risorse, di uomini) e stenta ormai a reggere la pressione esercitata dagli svedesi (all’inizio della primavera Torstensson ha battuto un esercito imperiale e bavarese a Jankov) a nord e dai loro alleati francesi a est.

Breitenfeld, due grandi vittorie svedesi

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Le pagine dedicate alla Guerra dei Trent’anni si arricchiscono di due nuovi scenari, due fulgide vittorie svedesi, colte entrambe nei pressi del paesino di Breitnfeld nella odierna Germania (vedi la mappa):

  • La prima battaglia di Breitenfeld, combattuta il 17 settembre 1631, all’inizio del cosiddetto periodo svedese della guerra. Un vero capolavoro tattico di Gustavo Adolfo, una vittoria che spostò l’equilibrio del conflitto dalla parte svedese e che convinse molti principi protestanti a schierarsi con il re scandinavo.
  • La seconda battaglia, del 2 novembre 1642. Sono passati undici anni, Gustavo Adolfo è morto a Lutzen (vedi Lutzen 1632) che si trova, tra l’altro, a circa trenta chilometri da Breitenfeld, ma i signori della guerra svedesi dettano ancora legge in Germania e l’impero asburgico ormai fatica a reclutare nuovi eserciti.

Come spesso accade, la realizzazione dei due scenari ha portato a un’espansione delle liste per la Guerra dei trent’anni a cui sono stati aggiunti nuovi comandanti e generali.

La battaglia di Honnecourt del 1642

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La Guerra dei trent’anni sta per finire, i protagonisti ancora non lo sanno, ma si trascinerà per sei anni e poi sarà finita. Manca meno di un anno alla battaglia di Rocroi che nell’immaginario generale porrà fine all’epoca dei tercios, la coraggiosa fanteria spagnola.

La battaglia di Honnecourt di Pieter Snayers
La battaglia di Honnecourt, dipinto di Pieter Snayers

Ma non è ancora il 1643. Siamo nella primavera dell’anno prima, i francesi assediano Perpignan. Il governatore delle Fiandre, Francisco de Melo, marchese di Terceira e Tor de Laguna e conte di Assumar, non sa ancora che guiderà le truppe del re di Spagna alla disastrosa sconfitta di Rocroi. Per ora Francisco fa il suo dovere e per distrarre i francesi dall’assedio di Perpignan entra in territorio francese e conquista Lens e la fortezza di La Basée e, non contento, infligge una sonora sconfitta al nemico nei pressi di Honnecourt-sur-Escaut. Uno degli ultimi colpi di coda delle armate spagnole nelle Fiandre. L’armata della Champagne è praticamente annientata ma de Melo sarà ricordato solo per Rocroi e non per la vittoria del maggio del 1642.

Lo scenario per rigiocare la battaglia di Honnecourt con il regolamento A la Guerre… lo trovate seguendo questo collegamento mentre le liste per la Guerra dei trent’anni sono qui, se volete sapere dove si trova Honnecourt-sur-Escaut consultate la mappa.

Su questo sito c’è anche lo scenario per la battaglia di Lens del 1648, quando gli spagnoli tentarono ancora una volta di assediare e conquistare Lens.

de cape et d’epée: liste per la Guerra dei trent’anni

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Dal 1618 al 1648 l’Europa fu attraversata in lungo e in largo da una moltitudine di eserciti che affrontandosi sui campi di battaglia in Germania, nelle Fiandre, ma anche in Italia, diedero vita a quella che successivamente fu chiamata la Guerra dei trent’anni. Un conflitto combattuto anche (o forse soprattutto) da mercenari, professionisti della guerra, che spesso non sapevano far altro nella vita. Personaggi magistralmente descritti da Arturo Perez-Reverte nei suoi romanzi della saga del capitano Alatriste.

Il regolamento de cape et d’epée è perfetto per rivivere su un tavolo di gioco e poi raccontare le storie di questi soldati, forse avventurieri, forse soldati di ventura.

Per meglio simulare le vicende dei soldati della Guerra dei trent’anni, di questo si tratta infatti, è ora disponibile una serie di liste e alcune regola speciali che specificano le caratteristiche dei combattenti della prima metà del seicento. Perfette per ambientare una partita, un’avventura, nell’Europa del XVII secolo, si integrano (e forniscono una base) con le liste che descrivono i personaggi dei romanzi di Alexandre Dumas – http://alaguerre.luridoteca.net/material/dcdedumas.pdf.

Le liste, come al solito gratuite, si possono trovare qui: alaguerre.luridoteca.net/?page_id=899, mentre il regolamento è disponibile nella pagina download del sito.

Un nuovo scenario per de cape et d’épée

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C’è un nuovo scenario per la versione skirmish di A la Guerre…: Si raggiunge il reggimento (qui c’è la versione completa in formato PDF).

Si tratta di un episodio ispirato a Il visconte di Bragelonne di Alexandre Dumas. Non possiamo qui rivelare i dettagli perché ci sono un paio di informazioni che è meglio non divulgare per non guastare la sorpresa ai giocatori. Infatti è un scenario che da il meglio di sé se il game master è l’unico a conoscere tutti i dettagli, lasciando ai giocatori il gusto di scoprire cosa c’è sotto via via che la partita prosegue. Non che il game master non possa giocare: può controllare i civili e gli altri personaggi non schierati ma la sua parte non sarà solo di contorno!

La battaglia di Lens

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La storia è stata riscritta

Domenica mattina abbiamo riscritto la storia della battaglia di Lens. L’esercito delle Fiandre, capitanato dall’arciduca Leopoldo (Maurizio Curti) e Carlo IV d’Austria (Andrea Raponi) ha avuto la meglio sull’armata francese, numericamente inferiore a onor del vero, guidata dal principe di Condé (Andrea Curti) e il conte de Guiche (Gualtiero Grassucci ).

Mauriio Curti (a sinistra) e Andrea Raponi: i comandanti spagnoli.
Maurizio Curti (a sinistra) e Andrea Raponi: i comandanti spagnoli.

La battaglia ha avuto un andamento diametralmente opposto a quella storica. Non appena terminato lo schieramento le truppe spagnole hanno iniziato a muovere, come un sol uomo, verso il nemico. Più lentamente le possenti formazioni di fanteria al centro, più rapidamente la numerosa cavalleria alle ali.

Il primo scontro, la prima scaramuccia, vede vittoriosi i francesi. Il reggimento di cavalleria francese Mazarin, schierato all’estrema sinistra, resiste a un attacco combinato di cavalleria leggera e pesante avversaria, la controcarica travolge il nemico costringendolo a una fuga precipitosa. Sarà solo un fuoco di paglia!

Incuranti di questo primo smacco gli spagnoli continuano ad avanzare. la cavalleria all’ala sinistra sfrutta abilmente lo spazio tra il campo di battaglia e il paese di Liévin ampliando lo schieramento. Condé risponde spostando rapidamente i reggimenti di cavalleria di Erlach, tenuti inizialmente in riserva, a supporto del fianco minacciato. Al centro le artiglieria ingaggiano un duello che, però, produrrà ben pochi risultati.

Il campo di battaglia visto da nord-est. Sulla destra l'armata delle Fiandre, sulla sinistra l'esercito francese.
Il campo di battaglia visto da nord-est. Sulla destra l’armata delle Fiandre, sulla sinistra l’esercito francese.

La battaglia entra nel vivo. La cavalleria lorenese e spagnola di Carlo IV respinge una carica dei francesi, forse prematura, e il reggimento di M. le Prince è preso sul fianco e travolto. I soldati a cavallo di Erlach, attardati, non riescono a schierarsi a supporto dell’ala destra francese e, presi di sorpresa, si disordinano. Condé stesso si mette alla testa del reggimento di S.A. Reale e coraggiosamente carica il nemico per cercare di guadagnare tempo ma è troppo tardi. L’intera ala destra francese è travolta.

Purtroppo per i francesi una tragedia simile, nelle stesse ore, si svolge nei pressi di Loos-en-Gohelle. Bucquoy trascina avanti l’ala destra spagnola, una carica dopo l’altra, costringendo infine il nemico ad abbandonare il campo. Il centro francese, che aveva colto qualche piccolo successo con l’artiglieria che iniziava a provocare vittime tra i fanti dei Tercios avanzanti, si trova improvvisamente scoperto su entrambi i fianchi e non può far altro che abbandonare il terreno dello scontro. La battaglia è perduta!

Tornavento battle report

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La narrazione della battaglia di Tornavento (qui c’è lo scenario) giocata a Latina il 2 dicembre 2012 (il post è riportato dalla versione precedente del sito).

Personaggi e interpreti

Martin de Aragòn, comandante della battaglia Bullet Francesco Ceccon
Carlo I de Blanchefort de Créquy, comandante del corpo francese Bullet Antonio Gaudino
Vittorio Amedeo I duca di Savoia, comandante dell’esercito alleato Bullet Gualtiero Grassucci
Diego Mexìa Felipez de Guzman y Dàvila, comandante dell’esercito spagnolo Bullet Massimo Petrini
César de Choiseul comte du Plessis-Praslin, comandante dell’ala sinistra Bullet Renzo Roberti

La battaglia

Latina, 2 dicembre 2012

La battaglia si apre con il tiro dell’artiglieria spagnola, piuttosto inefficace invero, situata proprio al centro dello schieramento, contro le fortificazioni difese dagli uomini dide Florainville. Gli spagnoli continuano a mantenere l’iniziativa e le truppe del generale Gambacorta iniziano ad avanzare verso il naviglio grande mentre la cavalleria leggera dei reggimenti imperiali (principalmente archibugieri a cavallo) si allarga sulla destra per aggirare le posizioni difensive nemiche immediatamente contrastata dalla cavalleria dei reggimenti francesi Lestang, Diximieux e Allencourt che carica gli archibugieri a cavallo avversari con impeto spingendoli verso la strada per Lonate Pozzolo.

Il tempo guadagnato dalla cavalleria francese è sufficiente perché il comando franco-savoiardo possa reagire prontamente. Le truppe di Vittorio Amedeo passano senza indugio il Naviglio Grande. L’artiglieria prende posizione alla sinistra della linea di fortificazioni, i picchieri e i moschettieri la supportano allargando il fronte ancora più a sinistra e la cavalleria dei reggimenti piemontesi Souvray e Castelan si unisce a quella francese nelle cariche che respingono ancora una volta gli archibugieri nemici versoLonate Pozzolo.

I generali spagnoli, francesi e savoiardi capiscono ben presto che quello che sta per iniziare è il combattimento cruciale, quello che risolverà lo scontro. E avverrà sul lato settentrionale del campo di battaglia.

L’assalto spagnolo

Due grandi quadrati di picche e moschetti avanzano lentamente ma inesorabilmente verso le linee nemiche, più a sinistra i reggimenti tedeschi Kas e Fuchs, a destra e poco più indietro i famigerati Carlo della Gatta, Giulio Cesare Borromeo e Luzio Bocapianola. È uno spettacolo bello e terribile, i veterani di tante battaglie procedono solennemente mentre i picchieri francesi si dispongono per accoglierli con le picche in resta. Lo scontro è violento e rapido allo stesso tempo, pochi minuti e i soldati di re Luigi devono cedere terreno e ripiegare in gran confusione verso il Naviglio Grande e la salvezza.

La situazione per i franco-savoiardi è davvero pericolosa, due grandi Tercios stanno avvolgendo l’ala sinistra e il rischio che le fortificazioni difensive, costruite in gran fretta nel corso della notte appena passata, è più che reale!

Per fortuna degli alleati l’impeto e l’iniziativa spagnole sembrano scemare dopo questo primo successo. Le truppe piemontesi provenienti dal ponte sul naviglio hanno il tempo di schierarsi formando due solide linee di picche mentre l’artiglieria inizia a bombardare con inaudita violenza la massa compatta dei fanti nemici provocando gravissime perdite, la famigerata solidità dei Tercios è messa a dura prova dalla violenza del bombardamento di artiglieria. Ancora una volta i soldati del re di Spagna trovano la forza di avanzare sotto il fuoco incrociato dei mercenari scozzesi e dei cannoni francesi, l’artiglieria è travolta e le bocche da fuoco distrutte. Ma a che prezzo! I reggimenti imperiali sono decimati e, con la cavalleria lontana e inattiva, esposti in una posizione troppo avanzata.

Il contrattacco franco-savoiardo

Vittorio Amedeo e Créquy vedono la possibilità di un contrattacco, le picche piemontesi avanzano verso il nemico sottoponendo i soldati dell’odiato Asburgo a un violento fuoco di moschetteria per poi lanciarsi all’assalto con veemenza. Il quadrato spagnolo ondeggia, si disordina e poi cede di schianto fuggendo disordinatamente verso le retrovie.

I compagni italiani avanzano a loro volta per fermare l’avanzata nemica ma sono circondati su tre lati: sul fronte le picche piemontesi galvanizzate dal successo, sulla propria sinistra gli scozzesi di Crequy mentre il fianco sinistro è minacciato dalla cavalleria pesante piemontese dei reggimenti Souvray, Castelan. Lo scontro riprende con vigore da entrambe le parti ma gli italiani al servizio del re di Spagna sono costretti a cedere terreno e piano piano la compattezza del Tercio inizia a vacillare, il panico inizia a serpeggiare tra le file dei fanti fino a che la famosa fanteria spagnola è costretta a cedere di schianto e fuggire per salvare la vita. Meschini! La cavalleria piemontese è in agguato e con una carica irrefrenabile travolge quel che resta del Tercio. L’ala destra spagnola cessa di esistere e le truppe franco-savoiarde iniziano a riorganizzarsi prima di riprendere l’avanzata con l’obiettivo di avvolgere il centro nemico.

Fasi finali

La vittoria sull’ala sinistra galvanizza l’intero esercito alleato e le truppe di Pressi-Praslin, abbandonate le fortificazioni, iniziano ad avanzare verso il nemico, a dire il vero piuttosto inattivo nel settore meridionale del campo di battaglia.

I combattimenti si accendono anche a sud e ben presto diventano feroci e brutali. La cavalleria spagnola, in un disperato tentativo di guadagnare tempo, si lancia all’attacco sia al centro, dove ingaggia un violento combattimento con le truppe di Prassi-Praslin, sia sull’estrema sinistra, dove viene fieramente contrastata dalla cavalleria francese del generale de Florainville. E finalmente anche i Tercios del generale de Aragòn avanzano per supportare la cavalleria amica aggredendo i fanti nemici che hanno appena lasciato le fortificazioni.

I reggimenti italiani Lombardia, Mortara e Fijo de la Mar de Napoles tengono alto l’onore della fanteria spagnola travolgendo e annientando le picche francesi Peyregourdee de Florainville e la speranza sembra rinascere nei cuori dei duri soldati iberici.

Ma è un attimo. La cavalleria all’ala sinistra è spazzata via dalla controparte nemica. Non c’è nemmeno il tempo di programmare una contro manovra che il Tercio formato dai reggimenti Gaspare Visconti, Principe Borso di Modena e Gilles de Haes, già da qualche tempo impegnato in un aspro combattimento che ha provocato perdite sanguinose, crolla sotto i colpi del nemico fuggendo disordinatamente.

È il colpo decisivo. L’intera armata spagnola è scossa dalla perdita dei migliori reggimenti e ondeggia sotto i colpi del nemico. La battaglia è perduta e non resta che tentare di salvarsi la vita!

Prosegue il trasferimento del materiale nel nuovo sito

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Anche se un po’ a rilento prosegue l’upload del materiale nel nuovo sito dedicato al regolamento A la Guerre… Due scenari per il settecento (Chiari 1701 e Luzzara 1702) e due per il seicento (Wimpfen 1622 e Stadtlohn 1623) sono ora disponibili anche direttamente sul web e non solo in formato PDF.

Nei prossimi giorni saranno caricati via via tutti gli altri scenari che però, ricordiamo, sono comunque accessibili in formato PDF dalle pagine Scenari ‘600 e Scenari ‘700.