La battagia di Cork

Uno scenario ipotetico per le guerre giacobite in Irlanda: lo scenario della battaglia di Cork, 30 settembre 1690.
Dopo la sconfitta sul fiume Boyne nel luglio del 1690 Giacomo II, pretendente al trono d’Inghilterra, Scozia e Irlanda, era fuggito in Francia lasciando l’esercito giacobita combattere per le sue rivendicazioni. I suoi sostenitori si erano ritirati verso ovest difendendo alcune città fondamentali per il controllo del centro del paese. Tra queste, oltre a Limerik e Athlone, c’era Cork, importante porto sulla Manica.
Guglielmo III, saldamente sul trono, aveva assegnato il comando dell’esercito inglese a John Churchill, futuro primo duca di Marlborough, che alla fine dell’autunno dello stesso anno aveva posto sotto assedio la città di Cork circondandola sia da terra che dal mare, sfruttando l’assoluta superiorità della marina inglese.
Da questi fatti storici prende il via questo scenario ipotetico immaginando che un contingente giacobita sia partito da Limerik nel tentativo di sorprendere gli assedianti e liberare la città. L’armata di soccorso incontra il nemico scontrandosi nei pressi della Red Abbey, più o meno dove si trovava il campo inglese nel corso dell’assedio.
Si tratta di un piccolo scenario, per una battaglia da giocare in un’ora o poco più, pensato come introduttivo al regolamento. In particolare, la catena di comando è sovradimensionata per il numero di effettivi dei due eserciti in modo da facilitare l’assegnazione degli ordini e le manovre. D’altra parte è, come altri scenari per la Guerra della grande alleanza, è possibile sperimentare le prime fanterie di linea che di lì a poco domineranno la scena europea. Infatti il contingente danese, ala sinistra di Churchill, è composto proprio da questo tipo di truppe.

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