Oldbridge battle report

La narrazione della battaglia al guado di Oldbridge (qui c’è lo scenario) giocata a Latina il giorno 11 dicembre 2013 (il post è riportato dalla versione precedente del sito).

Personaggi e interpreti

Guglielmo III d’Inghilterra e II di Scozia, esercito inglese Bullet Massimo Petrini
Ferdinand Wilhelm duca di Württenberg-Neuestadt,
comandante del corpo danese
Bullet Gabriele R. Rodolico
Giacomo II d’Inghilterra e VII di Scozia, esercito irlandese Bullet Gualtiero Grassucci
Richard Hamilton, comandante della fanteria irlandese Bullet Pierluigi Locarini

La battaglia

Latina, 11 dicembre 2013

 

IL guado di Oldbridge figura 1È freddo in questa mattina di luglio sulla collina di Donore. Il sole si è appena alzato ma ancora i suoi raggi non riescono a scacciare l’umidità della notte. I soldati di Giacomo, le membra ancora intirizzite, guardano in direzione del fiume Boyne, invisibile dal loro punto di osservazione, in attesa del nemico. Poi un violento boato risuona nella valle. L’artiglieria inglese, appostata appena di là dal fiume, ha aperto il fuoco. La battaglia sta per iniziare. La battaglia per il guado di Oldbridge ma anche per Dublino e il trono d’Inghilterra.

Duello di artiglierie

È l’artiglieria inglese ad aprire il fuoco per prima, forte della propria superiorità. Bersaglio la batteria franco-irlandese ubicata appena fuori dal borgo di Oldbridge. Lo scontro a fuoco non dura più di mezz’ora, gli artiglieri giacobiti subiscono perdite significative e preferiscono agganciare i pezzi ai traini e ripiegare riparandosi a sud di Oldbridge. La via per il guado è aperta, la battaglia non inizia con i migliori auspici per gli irlandesi!

Il generale Hamilton, al quale Giacomo II ha affidato la responsabilità del grosso della fanteria giacobita, decide di correre subito ai ripari e ordina alla guardia (Irish Foot Guards) e ai reggimenti de Boisseleau e Antrim di avanzare rapidamente verso il fiume. Si tratta del grosso della fanteria irlandese.

Sull’altra sponda del corso d’acqua i soldati ugonotti e nord-irlandesi di Schomberg si muovono verso il Boyne con l’intenzione di sfruttare Grove Island per attraversare e sorprendere il nemico. Li attende, però, un’amara sorpresa: la marea ha ingrossato il fiume che ora risulta impossibile da attraversare (nella simulazione si è usata la regola speciale Guadi e marea dello scenario Il guado di Oldbridge).

La strategia inglese, che prevedeva di varcare il Boyne in quattro punti diversi con tre colonne di fanteria e una di cavalleria, costringendo così il nemico a disperdere le forze per difendere l’intero tratto del fiume, è già fallita ancora prima di iniziare. Ora sarà possibile valicare l’ostacolo d’acqua in due punti soltanto. Per un’ora la confusione sembra travolgere i comandanti inglesi prima che Guglielmo decida di puntare su un massiccio attacco al guado del mulino, dove gli irlandesi sembrano più deboli. Il ritardo però ha consentito a Giacomo II e ai suoi generali di riorganizzare la schieramento difensivo. La cavalleria di Tyrconnel è spostata a est (a destra nelle immagini), a supporto dei dragoni di Liam O’Neill, insieme con i picchieri e i moschettieri di Carney, mentre le due brigate di Hamilton sono ormai a ridosso del corso d’acqua a Oldbridge, pronte ad accogliere il nemico.

Il guado del mulino

L’azione si sposta adesso sul lato orientale del campo di battaglia. Il contingente danese è ormai presso la riva del fiume e si accinge a varcarlo attraverso il guado del mulino, a fronteggiarli solo i dragoni di Liam O’Neill mentre la cavalleria di Tyrconnell affretta la marcia per supportarli. I danesi di Wurttenberg attraversano il fiume risolutamente e si schierano sulla riva opposta continuando ad avanzare, trattenendo il fuoco per la corta gittata. I dragoni attendono smontati, nervosamente, il nemico che si avvicina. Un breve scontro a fuoco e O’Neill capisce che nulla possono i suoi uomini contro i soldati danesi, un ordine secco e i dragoni montano a cavallo e ripiegano velocemente, giusto il tempo di scambiare una salva di moschetti con il nemico per disordinarlo.

Il guado del mulino figura 1
Il guado del mulino 1: La fanteria danese si avvicina al fiume mentre la cavalleria irlandese manovra per supportare i dragoni.
Il guado del mulino figura 2
Il guado del mulino 2: La Garden til Fods apre il fuoco a distanza ravvicinata contro i dragoni di Liam O’Neill.

Il primo scontro della giornata è stato favorevole alle truppe guglielmite, ma la battaglia per il guado del mulino non è finita. Per gli irlandesi c’è ancora una possibilità per fermare il nemico! La cavalleria di Tyrconnell, arrivata appena in tempo, carica la guardia danese ancora disordinata con una manovra da manuale che costringe i fanti a scaricare i propri moschetti sui reggimenti Parker e Sutherland rimanendo indifesi sulla successiva carica del fior fiore della cavalleria giacobita: i reggimenti Tyrconnell eGalmoy. Per i soldati danesi in prima linea non c’è scampo, la Garden til Fods, orgoglio di re Cristiano V è in rotta (la manovra della cavalleria irlandese è descritta, con i dettagli regolamentari, nel tutorial del regolamento).

Ma non è finita qui. La cavalleria irlandese non arresta il proprio impeto e travolge i reggimenti Prince Frederick e Prince Christian che si trovavano in seconda linea, facendone strage. In meno di mezz’ora il contingente danese è praticamente scomparso dal campo di battaglia.

Il guado del mulino figura 3
Il guado del mulino 3: La cavalleria irlandese di Tyrconnell carica la Garden til Fods sfruttando la superiorità numerica.
Il guado del mulino figura 4
Il guado del mulino 4: I reggimenti irlandesi Tyrconnell e Galmoy travolgono la Garden til Fods e piombano sulla fanteria danese ancora nel guado facendone strage. In figura si intravedono già arrivare le fanterie di Schomberg.

Le truppe guglielmite non proveranno più ad attraversare il fiume al guado del Mulino, mantendo comunque la minaccia dei reggimenti ugonotti e nord-irlandesi diSchomberg per impedire alla cavalleria nemica di tornare verso Oldbridge. A loro volta Giacomo II sposterà le fanterie di Carney a ridosso del fiume per respingere ogni ulteriore attacco sull’ala destra mentre i dragoni, ormai inutili in questo settore, sono inviati a Oldbridge dove risulteranno decisivi per le sorti della battaglia.

Il guado di Oldbridge

I combattimenti sull’ala sinistra guglielmita hanno fornito agli irlandesi il tempo necessario per rinforzare le difese di Oldbridge dove adesso sono schierati ben sei reggimenti di fanteria su due linee con l’artiglieria giacobita che, pur danneggiata, è ora trincerata all’interno dell’abitato e pronta a sparare. È questo l’apparato difensivo che deve scardinare la Gardes te Voet olandese per guadare il Boyne.

Le fanterie olandesi, 4.000 uomini in tutto, si mettono in moto e iniziano l’attraversamento del fiume. Il fuoco dei moschetti e dei pochi cannoni irlandesi è intenso ma non eccessivamente preciso e il primo battaglione della guardia riesce a mettere piede sulla riva opposta dove è immediatamente attaccato dalle Irish Foot Guards (vedi Il guado di Oldbridge 1 più sotto).

Gli olandesi combattono con tenacia e riescono a difendere la sottile striscia di terreno che hanno conquistato consentendo così al secondo battaglione di attraversare il Boynea sua volta e schierarsi in seconda linea a supporto. Dietro di loro i reggimenti di fanteria Brandenburg e NNassau hanno iniziato l’attacco a Oldbridge, fieramente difesa dal reggimento irlandese Clanrickarde (vedi Il guado di Oldbridge 2 più sotto).

La fanteria giacobita è pericolosamente esposta al fuoco dei moschetti olandesi e Hamilton non ha altra possibilità che ordinare alla propria prima linea di caricare il nemico nella speranza di ributtarlo in acqua. Le picche della guardia di re Giacomo avanzano compatte verso il nemico che le aspetta a pié fermo fino all’ultimo istante e poi scarica una micidiale salva di fucileria che apre larghi varchi nelle file irlandesi e costringe alla rotta o alla fuga l’intera prima linea giacobita. La Gardes te Voet, a prezzo di gravi perdite, ha resistito al primo controassalto.

Il guado di Oldbridge figura 1
Il guado di Oldbridge 1: La Gardes te Voet guida la colonna olandese verso Oldbridge.
Il guado di Oldbridge figura 2
Il guado di Oldbridge 2: Lo scontro tra gli olandesi e le truppe giacobite a difesa di Oldbridge.

La battaglia è ora nel suo momento cruciale. Hamilton, conscio del pericolo, lancia all’assalto la sua seconda linea di picche e moschetti che, coraggiosamente, si gettano sul primo battaglione della Gardes te Voet prima che possa riordinarsi. Questa volta il fuoco dei moschetti olandesi non è così letale da arrestare la carica nemica e nel corpo a corpo i fanti irlandesi riescono a farsi valere. Lo scontro è feroce e gli olandesi, inferiori anche per numero, sono costretti alla rotta, immediatamente sostituiti, però, dal secondo battaglione della guardia che si trovava subito dietro (vedi Il guado di Oldbridge 3 e 4 più sotto).

Il guado di Oldbridge figura 3
Il guado di Oldbridge 3: Respinta la prima linea irlandese la Gardes te Voet è attaccata dalla seconda.
Il guado di Oldbridge figura 4
Il guado di Oldbridge 4: Il primo battaglione della Gardes te Voet è in rotta. Il combattimento è sostenuto ora dal secondo battaglione

Siamo però all’epilogo. La fanteria olandese dei reggimenti Brandenburg e Nassau, dopo ripetuti e sanguinosi assalti all’abitato di Oldbridge, è costretta alla rotta. Il secondo batttaglione della Gardes te Voet è isolato sulla sponda meridionale del Boyne, bersaglio dell’artiglieria irlandese che lo colpisce sul fianco, attaccato sul fronte dai reggimenti de Boisseleau eAntrim e sul proprio fianco sinistro è caricato dai dragoni di Maxwell e Donagan. Contro ogni speranza gli olandesi resistono e respingono la carica di cavalleria mantenendo la posizione con ostinazione, irriducibili!

Il guado di Oldbridge figura 5

È solo un’illusione, però. Ancora sul fianco sinistro si materializzano i dragoni di O’Neill, ansiosi di vendicare la sconfitta subita all’inizio della battaglia. La carica questa volta è travolgente. I fanti olandesi, stremati e decimati, cedono di schianto fuggendo disordinatamente al di là del fiume.

Per Guglielmo III l’ultima speranza di forzare il passaggio del Boyne è ormai svanita. La battaglia è perduta!

Il guado di Oldbridge 11.12.13
La battaglia di Oldbridge – 11.12.13

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