Párkány (Štúrovo) 1683

8 ottobre 1683

La definitiva sconfitta dell’esercito ottomano

Scarica le liste per le Guerre Austro-Turche e lo scenario in formato PDF. Scenari collegati: Scenari collegati: Mogersdorf 1664, Kahlenberg 1683.

L’esercito ottomano, sconfitto nella battaglia del Kahlemberg dalle truppe cristiane e in ritirata, affronta gli inseguitori nel disperato tentativo di rovesciare le sorti della campagna.

Parkany 1683

Legenda

Truppe
Fanteria di linea Granatieri Artiglieria Dragoni Fanteria leggera
Fanteria Granatieri Artiglieria Dragoni Moschettieri in ordine aperto
Fanteria della guardia Picchieri Corazzieri Cavalleria pesante
Guardia Picchieri Corazzieri Cavalleria pesante
Traini o carriaggi Cavalleria della Guardia Cavalleria leggera
Traini o carriaggi Cavalleria della Guardia Cavalleria leggera
Nazionalità
Giacobiti Inghilerra Spagna Impero ottomano
Ungheria Sacro Romano Impero Polonia Impero Ottomano

Nella mappa ogni settore/quadrato misura 20cm nella scala 6mm o 10mm, 27cm nella scala 15mm (in questa scala si può arrotondare a 30cm la dimensione del quadrante), 40cm nella scala 20mm(1/72) e 25/28mm. Ogni unità sulla mappa rappresenta un reggimento di fanteria o di cavalleria. Le unità di artiglieria sono batterie di otto cannoni (a meno che non sia specificato diversamente).

Note

I boschi hanno tutti vdf 1. Il fiume Danubio è ovviamente intransitabile (c’era un ponte di barche, non mostrato nella mappa, che permetteva di attraversare verso Esztergom, sull’altra sponda).

Tutti i villaggi possono essere occupati da una base di fanteria o una batteria di artiglieria e hanno vdf1, fa eccezione di Párkány che ha vdf2 e può essere occupato da due basi di fanteria e/o due batterie di artiglieria.

La linea di comunicazione dell’esercito alleato passa lungo la strada per Vienna ed esce dal tavolo nel settore D1. La linea di comunicazione dell’esercito ottomano va verso Esztergom lungo la strada che esce dal tavolo nel settore F2 (la linea di comunicazione ottomana è decisamente esposta ma la mappa è ricavata da un’immagine coeva, non troppo precisa a dire la verità).

Regole speciali

La battaglia iniziò intorno alle ore otto del mattino e proseguì fino alle 18.00 circa.

Protagonisti

Charles Léopold Nicolas Sixte de Lorraine Jan III Sobieski Kara Mustafa
Charles Léopold Nicolas Sixte de Lorraine
(3 aprile 1643 –18 aprile 1690)
Jan III Sobieski
(17 agosto 1629 –17 giugno 1696)
Kara Mustafa
(1626 oppure 1636 –25 dicembre 1683)

Esercito Alleato

26.700 uomini: 13.000 fanti, 12.800 cavalieri e dragoni e 30 cannoni da campo

  • Esercito alleato: Lorena +1 8um – 6d6 [18]
    • ImMdArt 1/1/- – ImMdArt 1/1/-
    • von Dünewald +1 8um ala sinistra
      • ImCav 1/-/2 a – ImCav 1/-/2 a – ImCav 1/-/2 a
      • ImLC 1/-1/0 – sk/ln – ImLC 1/-/0 – sk/ln
    • Sobieski +2 10um ala sinistra
      • PdLtArt 1/0/- – PdMdArt 1/1/-
      • PdCav 3/-1/2 a – PdCav 2/-/2 a
      • PdSh 2/0/0 – sk/ln – PdPk 1/-1/1
    • von Starhemberg +1 8um centro
      • ImSh 1/1/0 – ImSh 1/1/0
      • ImPk 2/0/2 – ImPk 2/0/2 – ImPk 2/0/2
      • ImPk 1/-1/1 – ImPk 1/-1/1
    • von Baden-Baden +1 8um ala destra
      • ImCav 1/-/2 a – ImCav 1/-/2 a – ImCav 1/-/2 a
      • ImDr 1/-2/1 – sk/ln (1/1/-1 – sk) –  ImDr 1/-2/1 – sk/ln (1/1/-1 – sk)
      • ImLC 1/-1/0 – sk/ln
    • Jablonowsky 0 8um ala destra
      • PdLtArt 1/0/-
      • PdCav 2/-/2 a – PdCav 1/-/2 a – PdCav 1/-/2 a
      • PdPk 1/-1/1 – PdSh 1/0/0 – sk

Esercito alleato

Esercito ottomano

17.800 uomini: 2.000 fanti, 15.800 cavalieri e 12 cannoni da campo

  • Esercito ottomano: Kara Mustafa -1 6um – 2d6 [9]
    • OEMdArt 1/1/- – OEMdArt 1/1/-
    • OEHv 2/-2/1 – OEHv 2/-2/1 (Giannizzeri)
    • OECav 2/-1/2 – OECav 2/-1/2 (Kapikulu)
    • OECav 2/-/2 – OECav 1/-/1 a – OECav 1/-/1 a (Spahis)
    • Kara Mehmed 0 8um ala destra
      • OEDr 1/-2/-1 – sk (1/0/0 – sk) – OEDr 1/-2/-1 – sk (1/0/0 – sk) (Seğmen)
      • OECav 1/-/1 a – OECav 1/-/1 a (Spahis)
      • OECav 1/-/1 a – OECav 1/-/1 a (Spahis)
      • OELC 1/-1/0 – sk/ln – OELC 1/-1/0 – sk/ln (Akinjis)
    • Abaza Sari Hussein 0 8um ala sinistra
      • OEDr 1/-2/-1 – sk (1/0/0 – sk)
      • OECav 1/-/1 a – OECav 1/-/1 a (Spahis)
      • OELC 1/-1/0 – sk/ln (Akinjis)

Esercito ottomano

Scenario alternativo

Non molto lontano dalla linea del fronte erano schierate in riserva le truppe del re di Ungheria Thököly che però, a quanto risulta dalle fonti, non presero parte alla battaglia. Lo scenario alternativo consente di schierare anche questo contingente (la cui composizione e i cui effettivi sono speculativi in quanto non esistono informazioni precise). L’ordine di battaglia dell’esercito alleato è lo stesso.

Parkany 1683 scenario alternativo

Esercito ottomano

26.200 uomini: 4.000 fanti, 22.200 cavalieri e 12 cannoni da campo

Esercito ottomano: Kara Mustafa -1 6um – 2d6 [9]

  • OEMdArt 1/1/- – OEMdArt 1/1/-
  • OEHv 2/-2/1 – OEHv 2/-2/1 (Giannizzeri)
  • OECav 2/-1/2 – OECav 2/-1/2 (Kapikulu)
  • OECav 2/-/2 – OECav 1/-/1 a – OECav 1/-/1 a (Spahis)
  • Kara Mehmed 0 8um ala destra
    • OEDr 1/-2/-1 – sk (1/0/0 – sk) – OEDr 1/-2/-1 – sk (1/0/0 – sk) (Seğmen)
    • OECav 1/-/1 a – OECav 1/-/1 a (Spahis)
    • OECav 1/-/1 a – OECav 1/-/1 a (Spahis)
    • OELC 1/-1/0 – sk/ln – OELC 1/-1/0 – sk/ln (Akinjis)
  • Abaza Sari Hussein 0 8um ala sinistra
    • OEDr 1/-2/-1 – sk (1/0/0 – sk)
    • OECav 1/-/1 a – OECav 1/-/1 a (Spahis)
    • OELC 1/-1/0 – sk/ln (Akinjis)
  • Thököly +1 8um riserva
    • HuSh 1/-1/-1 – sk – HuWb 0/-2/-1 (Hayduk e milizie)
    • HuCav 1/-/1 – HuCav 1/-/1
    • HuLC 1/-1/0 – sk – HuLC 1/-1/0 – sk – HuLC 0/-2/-1 – sk (Szekler e irregolari)
    • HuLC 0/-2/-1 – sk – HuLC 0/-2/-1 – sk – HuLC 0/-2/-1 – sk (Irregolari)

Esercito ottomano scenario alternativo

La storia

Dopo la magnifica vittoria ottenuta dall’esercito alleato sulle alture del Kahlenberg, nei pressi di Vienna, l’esercito ottomano era in fuga verso l’Ungheria o verso i Balcani. All’inizio di ottobre i turchi e i loro alleati si erano assestati a Esztergom, una cittadina attualmente al confine tra Ungheria e repubblica ceca, che permetteva di controllare un ponte sul Danubio. Sulla sponda opposta il villaggio di Párkány.

Le truppe cristiane che inseguivano il nemico era disperse lungo la strada tra Párkány e Vienna con l’avanguardia, costituita dal contingente polacco, che il 6 ottobre si trovava già nei pressi di Párkány, presidiato dalla retroguardia ottomana forte di circa 8700 cavalieri al comando di Kara Mehmed Pasha.

Impetuosamente i polacchi si gettarono all’attacco senza aspettare il resto dell’esercito alleato ma, inferiori di numero, subirono una cocente sconfitta e lo stesso Sobieski rischiò di finire prigioniero. L’avanguardia cristiana fu costretta a una fuga precipitosa e solo l’intervento della cavalleria imperiale evitò che la disfatta si trasformasse in un completo disastro.

Due giorni dopo, con l’arrivo del contingente imperiale al comando di Carlo V di Lorena, gli alleati poteva contare su oltre 26.000 uomini con un buon supporto di artiglieria e si accinsero a dare l’assalto alla retroguardia dell’esercito musulmano. Nel frattempo Kara Mustafa, Gran Visir e comandante in capo dell’esercito, galvanizzato dalla vittoria di due giorni prima, intravide la possibilità di prendersi una rivincita e fece attraversare il Danubio ad una parte della migliore cavalleria ottomana portando il numero dei difensori di Párkány a circa 16.000. Inoltre le truppe ungheresi di Thököly, re d’Ungheria creato dai turchi, stazionava sulle boscose colline a nord-ovest del Danubio.

Malgrado l’inferiorità numerica gli irruenti cavalieri musulmani si gettarono coraggiosamente all’attacco contro l’ala destra cristiana impegnando i polacchi di Jablonoski in un violento combattimento che fu respinto dagli alleati grazie anche al pronto intervento dei dragoni imperiali.

A questo punto la cavalleria schierata al centro della linea ottomana attaccò a sua volta le truppe di Jablonoski nel tentativo di approfittare della loro confusione e stanchezza per travolgerle e spezzare la linea alleata. La manovra, a dire la verità piuttosto avventata, si rivelò un vero disastro perché avanzando senza più il sostegno della propria ala sinistra i turchi scoprirono inevitabilmente il fianco. La cavalleria imperiale al comando di von Baden-Baden caricò a sua volta e le truppe del Gran Visir, già decimate dall’artiglieria cristiana che le aveva bersagliate incessantemente e duramente impegnate dagli ussari alati polacchi sul fronte, non furono in grado di reggere l’urto sul proprio fianco sinistro e si sbandarono cedendo di schianto.

Carlo di Lorena lanciò allora all’attacco tutta la rimanente cavalleria imperiale e gli ussari alati dell’ala sinistra. Gli ottomani furono travolti e falcidiati dalle lunghe lance e dalle sciabole dei cavalieri alleati mentre fuggivano verso il fiume Hron, unica via di salvezza visto che il ponte sul Danubio era caduto in mani cristiane lasciando appena il tempo a Kara Mehemed Pasha e alla sua guardia personale di raggiungere la sponda meridionale del fiume. Il resto delle truppe ottomane fu massacrato o perì nel veno tentativo di attraversare il Hron o il Danubio.

L’esercito del Gran Visir fu costretto ad abbandonare Buda e ritirarsi verso Belgrado.