Mogersdorf 1664

1 agosto 1664

La battaglia che pose fine alla guerra Austro-Turca del 1663-64

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Raimondo Montecuccoli, grazie a una brillante strategia, costringe il Gran Visir Köprülü a combattere una battaglia sul terreno da lui scelto e nel momento a lui più favorevole. Sulle sponde del fiume Raab per le armate imperiali è una grande vittoria che pone fine alla Guerra Austro-Turca del 1663.

Mogersdorf 1664 mappa

Legenda

Truppe
Fanteria di linea Granatieri Artiglieria Dragoni Fanteria leggera
Fanteria Granatieri Artiglieria Dragoni Moschettieri in ordine aperto
Fanteria della guardia Picchieri Corazzieri Cavalleria pesante
Guardia Picchieri Corazzieri Cavalleria pesante
Traini o carriaggi Cavalleria della Guardia Cavalleria leggera
Traini o carriaggi Cavalleria della Guardia Cavalleria leggera
Nazionalità
Impero Ottomano Piemonte -Savoia Sacro Romano Impero Baviera Francia
Impero Ottomano Piemonte/Savoia Sacro Romano Impero Baviera Francia

Nella mappa ogni settore/quadrato misura 20cm nella scala 6mm o 10mm, 27cm nella scala 15mm (in questa scala si può arrotondare a 30cm la dimensione del quadrante), 40cm nella scala 20mm(1/72) e 25/28mm. Ogni unità sulla mappa rappresenta un reggimento di fanteria o di cavalleria. Le unità di artiglieria sono batterie di otto cannoni (a meno che non sia specificato diversamente).

Note

La cittadina di Mogersdorf può essere occupata da due basi di fanteria e/o due batterie di artiglieria e ha vdf1. Gli altri centri abitati possono essere occupati da una base di fanteria e/o una batteria di artiglieria. I boschi hanno tutti vdf1.

Il fiume Raab è guadabile da fanteria e cavalleria, ostacolo di livello 2. C’è un guado, ampio 2um, nel settore F3, attraverso il quale può passare anche l’artiglieria. Il Saubach e l’Ekersdorfer sono quadabili, ostacolo di livello 1. Tutti gli altri corsi d’acqua sono guadabili, ostacolo di livello 0.

La linea di comunicazione della Lega Cristiana va verso Pfeiferberg ed esce dal tavolo nel settore E6. Le linee di comunicazione dell’esercito ottomano escono dal tavolo nel settore H3 (sulla strada verso Windishdorf) e nel settore D1 (verso sud)

Protagonisti

Raimondo Montecuccoli Fazıl Ahmed Köprülü
Raimondo Montecuccoli
(Pavullo nel Frignano 1609 – Linz 1680)
Fazıl Ahmed Köprülü
(1635 – 1676)

Lega Cristiana

23.000 uomini: 13.000 fanti, 6.600 cavalieri, 1.000 dragoni e 48 cannoni da campo

  • Lega Cristiana: Montecuccoli +1 8um – 7d6 [25]
    • von Sporck 0 8um ala destra, cavalleria
      • ImCav 2/-/2 a – ImCav 2/-/2 a (rgt. Montecuccoli, Sporck, Lothringen)
      • ImCav 1/-/2 a – ImCav 1/-/2 a (rgt. Rappach, Schneidau, Schmid)
      • ImDr 1/-2/-1 – sk/ln (1/1/-1 – sk) (rgt. Gutschenich, Görtzki, Jaque)
      • ImLC 1/0/-1 – sk – ImLC 1/0/-1 – sk – ImLC 1/0/-1 – sk
    • von Sparr 0 8um ala destra, fanteria
      • ImMdArt 1/1/- – ImMdArt 1/1/-
      • ImPk 2/0/2 a – ImPk 2/0/2 a – ImPk 2/0/2 a (rgt. Spieck, Nassau, Kielmansegg)
      • ImPk 2/0/2 a – ImPk 2/0/2 a (rgt. Tasso, Sparr, La Corona)
      • PsPk 2/-1/2 – PsPk 1/-1/2 (rgt. Pio di Savoia, Tasso)
    • von Baden-Baden 0 8um centro
      • ImMdArt 1/1/- – ImLtArt 1/1/-
      • BvPk 2/0/2 a – BvPk 1/0/2 a (rgt. Fugger, Pleitner, Ende)
      • BvPk 2/0/2 a – BvPk 1/0/2 a (rgt. Walpot-Wierich, Zweibrücken)
      • BvRei 1/0/-1 – BvRei 1/0/-1 (rgt. Hönig, Schack, Post, Zobel)
      • Hohenloe 0 8um contingente tedesco
        • ImPk 1/-1/1 – ImPk 1/-1/1 (rgt. Leyen, Waldeck)
        • ImRei 1/0/-1 – ImRei 1/0/-1 (rgt. Münsterer, Neuburger, Lüneburger)
      • Bádeni 0 8um contingente ungherese
        • HuPk 1/-1/1 – HuPk 1/-1/1 – HuPk 1/-1/1 – (rgt. Esterházy, Batthyány and Nádasdy)
        • HuSh 1/-1/-1 – sk
    • Coligny 0 8um ala sinistra
      • FrPk 2/0/2 a – FrPk 2/0/2 a – FrPk 2/0/2 a (rgt. Espagny, La Fertè, Touraine, Piemont)
      • FrCav 1/-/2 – FrCav 1/-/2 – FrCav 1/-/1 (rgt. Beauvisé, Forneaux, de Gassion)

Lega cristiana

Esercito ottomano

22.900 uomini: 10.000 fanti, 10.800 cavalieri 42 cannoni da campo

  • Esercito ottomano: Köprülü +1 8um – 6d6 [20]
    • OEHvArt 1/2/- – OEHvArt 1/2/- – OEHvArt 1/2/-
    • OEMdArt 1/1/- – OEMdArt 1/1/-
    • OEMdArt 1/1/- – OEMdArt 1/1/-
    • Ali 0 8um ala sinistra
      • OECav 2/-1/2 – OECav 2/-1/2 (Kapikulu: sipahy ulùfely jessar)
      • OECav 1/-/1 – OECav 1/-/1 – OECav 1/-/1 (spahy)
      • OEDr 1/-2/1 – sk (1/0/0 – sk) – OEDr 1/-2/1 – sk (1/0/0 – sk) (Seğmen)
    • Ismail 0 8um ala sinistra
      • OECav 2/-1/2 – OECav 2/-1/2 (spahy)
      • OECav 1/-/1 – OECav 1/-/1 (spahy)
    • Ibrahim 0 8um centro
      • OEHv 2/-2/1 – OEHv 2/-2/1 – OEHv 2/-2/1 (Giannizzeri veterani)
      • OEHv 1/-2/0 – OEHv 1/-2/0 (Giannizzeri)
      • OESh 1/0/0 – (Tufekçi)
    • Alihed 0 8um ala destra
      • OECav 2/-1/2 – OECav 2/-1/2 – OECav 2/-1/2 (Kapikulu: sipahy ulùfely jemin)
      • OECav 1/-/1 – OECav 1/-/1 (spahy)
      • OEDr 1/-2/1 – sk (1/0/0 – sk) – OEDr 1/-2/1 – sk (1/0/0 – sk) (Seğmen)
    • Dabijaromán 0 8um cavalleria leggera
      • OELC 1/-1/0 – sk/ln – OELC 1/-1/0 – sk/ln (Akinjis)
      • OELC 1/-/0 – sk (Tartari)
      • OELC 1/-2/0 – sk (Moldavi e Valacchi)

 Esercito ottomanoLa storia

La Guerra Austro-Turca del 1663-1664 è l’ennesimo conflitto che vide la casa d’Asburgo e la Sublime Porta contendersi la supremazia nei Balcani e nei Carpazi. La causa scatenenante le ostilità fu l’intervento dell’imperatore Leopoldo I nella successione al trono del principato di Transilvania, vassallo, almeno tacitamente, dell’Impero ottomano.

Dopo una primavera di operazioni non decisive da parte delle truppe imperiali, il 22 maggio gli ottomani decidono di passare all’azione e il Gran Visir Ahmed Köprülü, con un esercito di 40.000 uomini, si dirige su Kanisza assediata dal conte Hohenlohe e dal generale Zrinyi. Rapidamente liberata la città per il frettoloso ripiegamento degli imperiali, Ahmed Köprülü hanno la concreta possibilità di dirigersi verso la capitale Vienna. Preoccupato per la minaccia l’imperatore richiama in servizio Raimondo Montecuccoli, cinquantenne anni nel 1664, che si mette immediatamente al lavoro per riorganizzare l’armata imperiale.

Giugno trascorre con Montecuccoli impegnato a presidiare la linea di difesa costituita dal fiume Mur fino alla metà di luglio, quando Köprülü, marciando velocemente verso nord, arriva a minacciare l’aggiramento del nemico attraversando il fiume Raab nei pressi di Kormend. Il condottiero imperiale, però, riesce a prevedere le mosse dell’avversario e a impedire all’avanguardia ottomana la costituzione di una testa di ponte di là della Raab. Il 30 di luglio i due eserciti si trovano una di fronte all’altro, a separarli il corso del fiume, ma il tempo guadagnato è servito: l’esercito imperiale è stato raggiunto dal contingente tedesco e dal corpo di spedizione francese.

Per tutto il 31 di luglio e per gran parte della notte successiva le artiglierie ottomane, forse 100 cannoni di vario calibro, battono le posizioni alleate, preludio di un attacco in grande stile. La mattina del primo agosto giannizzeri e spahis attraversano in forze il fiume e si gettano all’assalto delle truppe tedesche sfondando il fronte e respingendo il nemico fin dentro l’abitato di Mogersdorf. La situazione per gli alleati è davvero terribile ma Montecuccoli riesce a reagire prontamente attaccando con le riserve il fianco scoperto dei giannizzeri avanzanti. Il risultato è un totale successo che porta alla riconquista di Mogersdorf e alla quasi totale distruzione delle truppe nemiche che per prime avevano attraversato il fiume.

A mezzogiorno Köprülü trasferisce al di là del fiume altri 14.000 uomini che iniziano immediatamente a fortificare la testa di ponte mentre le ali di cavalleria ottomana attaccano le posizioni cristiane nel tentativo di distogliere truppe dal centro. Il piano non riesce per la pronta reazione delle truppe imperiali di Sporck sulla destra e dei soldati francesi di Coligny sulla sinistra. La battaglia ha un momento di pausa, gli ottomani continuano, risoluti, a fortificare la testa di ponte, base di partenza per un più violento attacco il giorno successivo.

I comandanti alleati sono divisi ma alla fine prevale l’opinione di Montecuccoli, di Hohelhoe e altri: attaccare ora per ricacciare il nemico oltre il fiume prima che sia troppo tardi. L’unica alternativa sarebbe quella di abbandonare il campo. L’attacco è portato dall’intera linea alleata che si lancia con coraggio e con terribile determinazione sul nemico. Le linee nemiche sono forzate in più punti e la cavalleria cristiana approfitta dei varchi per lanciarsi come un sol uomo sul nemico facendone scempio. I soldati alleati giungono fino al fiume travolgendo ogni resistenza. L’esercito ottomano è sconfitto e sbaragliato, i soldati in fuga e le artiglierie abbandonate o gettate nel fiume. Il disastro è tale che la battaglia pone fine alla Guerra Austro-Turca.

Gli ordini di Raimondo Montecuccoli per la battaglia di San Gottardo

Da Della guerra col turco in Ungheria, R. Montecuccoli

Le picche a quattro di fondo con due fila di Moschettieri dinnanzi a loro, fanno il battaglione di 6 di fondo, e tutto il resto di fronte;
A canto a ciascheduno squadrone di Cavalli sieno posti plottoni di 24 o 30 Moschettieri l’una, li quali se doppo fatte le salve fossero per aventura fortemente investiti, ritiransi al favore de’ più vicini battaglioni;
La moschetteria non faccia tutta insieme una salva, ma compartiscasi in modo ch’una o due file per volta sparando, li tiri sieno continui, e dove l’ultima di esse ha dato fuoco, abbia la prima ricaricato;
L’istesso deesi osservare nello sparare dell’Artiglieria;
Sieno le distanze così per fianco come per tergo tanto nel postarsi quanto nell’avanzarsi, per ischifare ogni confusione, esattamente tenute;

La Cavalleria grave non si separi mai dalla Fanteria per seguitar lo inimico dalla cui primiera fuga non lascia punto adescarsi: ma tutta la battaglia in grosso, piede a piede, unitamente l’incalzi, e sendovi la Cavalleria leggiera, dessa li carichi allora ch’egli volge le spalle, per li vuoti degl’intervalli, e, scontrando ostacolo troppo forte, per quegl’istessi a salvarsi ritorni;
Nissuno, a pena d’infamia e di morte, si dia bottinare sin che l’oste turchesca non è intieramente battuta e messa in rotta e che i nostri sieno padroni del campo rimasi; – Non curar punto nè lasciarsi smarrire dagli urli e gridi de’ barbari, o dalla numerosa apparenza, composta in gran parte di gente vile, disarmata, canaglia;

Gli squadroni di riserva soccorrino oportunamente e senza confusione gli altri che ne hanno bisogno;
Ognuno si trovi a combattere sotto la sua insegna, né si mescoli tra ‘l bagaglio a pena d’infamia e di morte;

Ogni capo favellando con parole ardite a’ suoi soldati, al combattimento gli accenda;

Nel marciare, conservi ciascheduno il medesimo posto et ordine nel qual’egli è, senza cambio darsi infino e tanto che si sta in presenza e a veduta dell’inimico, cioè: o si marcia in battaglia di fronte, o per corpi gli uni dietro gli altri, o per colonne, secondo che la situazione del paese spazioso o angusto il permetterà;
Il bagaglio, dove sieno strade comode, marcierà risoperto a canto all’Armata; o non essendovene, alla coda di quella.