Saint Foy 1760

28 aprile 1760

La seconda battaglia dei piani di Abramo

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L’ultimo tentativo francese di riprendere la città di Quebec, caduta al termine dell’estate precedente. Il generale Lévis, radunato quel che resta dell’esercito di Montcalm avanza verso Quebec all’inizio della primavera, prima che il San Lorenzo torni navigabile. Murray, al comando della guarnigione inglese, esce dalle mura, difficilmente difendibili, e avanza verso il nemico incontrandolo sui Piani di Abramo.

Saint Foy 1760

Legenda

Truppe
Fanteria di linea Granatieri Artiglieria Dragoni Fanteria leggera
Fanteria Granatieri Artiglieria Dragoni Fanteria leggera
Fanteria della guardia Picchieri Corazzieri Cavalleria pesante
Guardia Picchieri Corazzieri Cavalleria pesante
Traini o carriaggi Cavalleria della Guardia Cavalleria leggera
Traini o carriaggi Cavalleria della Guardia Cavalleria leggera
Nazionalità
Francia Inghilerra
Francia Inghilterra

Nella mappa ogni settore/quadrato misura 20cm nella scala 6mm o 10mm, 27cm nella scala 15mm (in questa scala si può arrotondare a 30cm la dimensione del quadrante), 40cm nella scala 20mm(1/72) e 25/28mm. Ogni unità sulla mappa rappresenta un reggimento di fanteria o di cavalleria. Le unità di artiglieria sono batterie di otto cannoni (a meno che non sia specificato diversamente).

Note

Le scarpate sul San Lorenzo non sono transitabili, mentre tutti gli altri pendii sono normali. I boschi hanno vdf1. Il mulino (quadrante B1) può essere occupato solo da un distaccamento (forza 2) ed ha vdf1. La fattoria nel settore D1 può essere occupata da una base di fanteria o da una batteria di artiglieria e ha vdf1.

La linea di comunicazione francese passa per la strada verso Montreal (settore A2), quella inglese per le strade verso Quebec (settori D1-D2).

La linea di rifornimento dell’esercito francese va verso Quebec ed esce dal tavolo nel settore H2. La linea di rifornimento dell’armata inglese va verso il fiume San Lorenzo (non c’è strada) ed esce dal tavolo nel settore C1 passando sull’argine sinistro (orientale) del corso d’acqua che corre verso il fiume San Lorenzo.

Regole speciali

Non ci sono regole speciali per questo scenario.

Protagonisti

François-Gaston de Lévis James Murray
François-Gaston de Lévis
(Ajac 1719 – Arras 1787)

James Murray
(Ballencrieff 1721 – Battle 1794)

Esercito francese

6.000 uomini: 6.000 fanti

  • Esercito francese: Lévis +1 8um – 3d6 [5]
    • FrMi 0/0/0 sk/ln – FrLn 1/1/0 – FrLn 1/1/0 – FrLn 1/1/0 centro
    • FrLn 1/1/0 – FrLn 1/1/0 – FrLn 1/1/0 – FrMi 1/0/0 sk/ln ala destra
    • FrNA 0/0/1 sk
    • D’Alquier 0 8um ala sinistra (rgt. Bearn, Milizia di Montreal)
      • FrGn 1/1/1 – FrLn 1/1/0 – FrMi 0/0/0 sk/ln

Esercito francese

 Esercito inglese

4.300 uomini: 4.000 fanti e 6 cannoni da campo

  • Esercito inglese: Murray 0 8um – 3d6 [5]
    • BrLt 2/1/1 sk/ln  – BrLn 1/1/0 Seconda linea (Rangers, rgt. 3/60th, 35th)
  • Fraser 0 8um ala sinistra (Rangers, rgt. 28th, 78th, 43rd, 47th)
    • BrLt 2/1/1 (2) sk/ln  – BrLn 1/1/0 – BrLn 1/1/0
    • BrLtArt 1/2/-
  • Burton 0 8um ala destra (Rangers, rgt. 2/60th, 58th, 15th, 48th)
    • BrLtArt 1/2/-
    • BrLt 2/1/1 sk/ln  – BrLn 1/1/0 – BrLt 1/1/1 sk/ln (2)

Esercito inglese

La storia

La sconfitta di Montcalm dell’estate precedente (cfr. Quebec 1759) aveva consegnato la città di Quebec all’esercito inglese, ma l’inverno aveva costretto la flotta britannica di appoggio a ritirarsi verso approdi liberi dal ghiaccio. Il presidio inglese poteva contare, nella primavera del 1760, su circa 4000 regolari ed era sotto il comando del generale Murray. Il piano francese era quello di attaccare la città ad inizio primavera, anticipando lo scioglimento dei ghiacci, che rendevano impossibile la navigazione sul San Lorenzo e, quindi, l’arrivo di rinforzi inglesi. Per questo un piccolo esercito francese al comando del generale Lévis, composto da 4000 regolari e poco meno di 2000 miliziani, lasciò Montreal verso la fine di aprile del 1760 con lo scopo di riconquistare Quebec.

Murray, a cui era stato assegnato il comando delle truppe di guarnigione inglesi era convinto, come il suo nemico Montcalm l’anno precedente, che Quebec non potesse reggere ad un assedio regolare, principalmente a causa di una linea di rilievi, le Buttes a Neveu, che si alzavano a delimitare i Piani di Abramo e dominavano le mura più esterne della città. La sua idea, quindi, era quella di costruire una linea di trinceramenti che avrebbero costituito la prima linea di difesa ed impedito al nemico di piazzare l’artiglieria d’assedio in posizione favorevole. Per tutto l’inverno, però, qualunque operazione di scavo era impossibile a causa del terreno gelato. La mossa francese arrivò prima del disgelo e, avuta notizia dell’avvicinarsi della colonna nemica, il generale inglese uscì da Quebec con tutte le truppe disponibili per approntare almeno una linea di fortificazioni provvisoria.

La mossa, azzardata ma tempestiva, sorprese l’esercito francese ancora in marcia. Solo l’avanguardia, in battaglia destinata all’ala destra, era al suo posto. All’ala sinistra alcune compagnie di granatieri avevano raggiunto la posizione assegnata (un mulino nei pressi della strada per St. Foy) ma il resto dell’armata era ancora in marcia attraverso il bosco di Sillery.

Guerra franco-indianaMurray decise di approfittare dell’occasione e, abbandonato il progetto di costruire le difese campali, schierò il suo esercito per la battaglia. Il nemico era decisamente più numeroso e la linea inglese, sviluppata da nord a sud per coprire la larghezza della pina, pericolosamente sottile. Inoltre, Murray, memore di quanto accaduto l’anno precedente, distaccò numerosi distaccamenti di fanteria leggera nei boschi a protezione dei propri fianchi assottigliando vieppiù la propria linea di battaglia. Due battaglioni del 35° e del 60° reggimento furono tenuti di riserva, formando una sorta di seconda linea nello schieramento britannico.

L’attacco inglese iniziò sulla destra dove i fanti britannici colsero un primo successo sloggiando i granatieri avversari dal mulino. La risposta francese, però, non si fece attendere: il colonnello d’Alquier, che comandava l’ala sinistra, si impadronì di nuovo del mulino mettendo in fuga la fanteria leggera inglese e Murray fu costretto ad impiegare il battaglione del 35° reggimento per chiudere la falla e riprendere il mulino.

L’iniziativa, però, era ormai saldamente nelle mani di Levis. L’ala destra francese avanzò decisa spingendo indietro il 78° e 28° reggimento, che formavano l’estrema ala sinistra inglese. Il battaglione del 60° reggimento, tenuto fino ad ora in seconda linea, fu spostato sulla sinistra nel tentativo di stabilizzare la situazione, ma la pressione nemica costrinse Murray ad impegnare anche il 43° reggimento, scoprendo pericolosamente il cento dello schieramento.

A questo punto Levis rinnovò l’attacco sulla sinistra. L’artiglieria inglese riuscì a compensare lo svantaggio numerico solo inizialmente perché la neve che si stava sciogliendo inumidì ben presto le polveri diminuendone l’efficacia. Per salvare il salvabile Murray ordinò la ritirata verso Quebec, abbandonando tutta l’artiglieria.

La vittoria arrise ai francesi che, però, non riuscirono ad annientare l’esercito nemico. Il contingente inglese, infatti, riuscì a ritirarsi in buon ordine (perdendo comunque oltre mille uomini tra morti, feriti e prigionieri – il conto delle perdite, però, potrebbe riferirsi all’intero periodo di assedio e non solo alla battaglia).

L’assedio per impadronirsi di Quebec fu reso difficile a causa dell’inadeguatezza del calibro dell’artiglieria e delle scarse munizioni. Il 15 maggio due vascelli britannici approdarono in città sbarcando i tanto attesi rifornimenti per gli assediati e distrussero le fregate in appoggio a Levis. Senza più speranze di prendere Quebec Lévis abbandonò l’assedio ritirandosi verso Montreal.

L’otto settembre – curiosa coincidenza – le ultime truppe regolari francesi si sarebbero arrese a Montreal consegnando il Canada alla corona inglese.