Chiari 1701

1 settembre 1701

Il principe Eugenio si presenta

Scarica le liste per a Guerra di Successione Spagnola e lo scenario in formato PDF. Scenari collegati Luzzara 1702, Cassano 1705, Torino 1706.

All’alba del secolo l’esercito imperiale cala in Italia con l’obiettivo di riconquistare i possedimenti degli Asburgo ma si trova davanti un armata franco-spagnola meglio equipaggiata, più numerosa, e sostenuta dall’alleato piemontese. A Chiari, malgrado l’inferiorità numerica, il principe Eugenio di Savoia-Carignano, comandante dell’esercito alemanno, coglie una delle sue prime vittorie sul teatro italiano.

La battaglia di Chiari 1701

Legenda

Truppe
Fanteria di linea Granatieri Artiglieria Dragoni Fanteria leggera
Fanteria Granatieri Artiglieria Dragoni Fanteria leggera
Fanteria della guardia Picchieri Corazzieri Cavalleria pesante
Guardia Picchieri Corazzieri Cavalleria pesante
Traini o carriaggi Cavalleria della Guardia Cavalleria leggera
Traini o carriaggi Cavalleria della Guardia Cavalleria leggera
Nazionalità
Fanteria di linea Spagna Piemonte -Savoia Austria
Francia Spagna Savoia Austria

Nella mappa ogni settore/quadrato misura 20cm nella scala 6mm o 10mm, 27cm nella scala 15mm (in questa scala si può arrotondare a 30cm la dimensione del quadrante), 40cm nella scala 20mm(1/72) e 25/28mm. Ogni unità sulla mappa rappresenta un reggimento di fanteria o di cavalleria. Le unità di artiglieria sono batterie di otto cannoni (a meno che non sia specificato diversamente).

Note

I corsi d’acqua sono tutti intransitabili (le chiuse erano controllate dall’esercito imperiale).

Tutti gli edifici hanno vdf1 e possono essere occupati da una base di fanteria e/o una batteria di artiglieria a eccezione di Chiari che può essere occupato con un massimo di due basi di fanteria e due batterie di artiglieria. Le fortificazioni hanno vdf1. I boschi hanno tutti vdf1. La zona di terreno antistante la linea di difesa imperiale (settori da B3 a G3) è paludosa.

Le linee di comunicazione dell’esercito imperiale vanno verso l’Oglio ed escono dal tavolo di gioco nei settori A1 e B1 ma anche verso il lago d’Iseo (settore A2). Le linee di comunicazione francesi vanno verso Castrezzato e Brescia ed escono dal tavolo nei settori A4 e G4.

Regole speciali

Non ci sono regole speciali per questo scenario.

Protagonisti

Eugenio di Savoia-Carignano François de Neufville duc de Villeroy
Principe Eugenio di Savoia-Carignano
(18.10.1663 – 21.04.1736)
François de Neufville duc de Villeroy
(07.04.1644 – 18.07.1730)

Esercito Imperiale

I comandi dei generali sono speculativi (i generali erano effettivamente presenti alla battaglia ma le fonti consultate non sono precise per quanto riguarda i rispettivi comandi). Inoltre potrebbero essere presenti alcuni errori nella trascrizione dei nomi dei reggimenti.

23.700 uomini: 15.000 fanti e 7.200 cavalieri, 30 cannoni

  • Esercito Imperiale: Eugenio di Savoia-Carignano +2 10um 7d6 [20]
    • AsMdArt 1/3/- – AsMdArt 1/3/-
    • AsLtArt 1/2/- – AsLtArt 1/2/- – AsLtArt 1/2/-
    • AsLt 1/1/0 sk/ln
    • Visconti +1 8um ala destra di cavalleria
      • AsDr 1/-2/1 (1/-1/0) – AsDr 1/-2/1 (1/-1/0) – AsDr 1/-2/1 (1/-1/0) (rgt Dietrichstein, Sereni, Savoyen)
      • AsCur 2/-/2 – AsCur 1/-/2 – AsCur 1/-/2 (rgt Corbelli, Lothringen, Visconti)
      • AsCur 2/-/2 – AsCur 2/-/2 – AsCur 1/-/2 (rgt Palffy, Vaudemont, Commercy)
    • Daun 0 8um ala destra di fanteria
      • AsGn 2/0/1 – AsLn 1/0/1 (rgt Mansfield)
      • AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 (rgt Longueval, Kirchebaum)
      • AsGn 2/0/1 – AsLn 1/0/1 –AsLn 1/0/1 (rgt Daun, Bagni, Gshwind)
    • Vaubonne +1 8um ala sinistra, prima linea
      • AsGn 2/0/1 – AsLn 1/0/1 (rgt Mansfield)
      • AsGn 2/0/1 – AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 (rgt Guttenstein, Herberstein)
      • AsGn 2/0/1 – AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 (rgt G. Starhemberg, Nigrelli)
      • Pálffy 0 8um ala sinistra, seconda linea
      • AsCur 2/-/2 – AsCur 2/-/2 – AsCur 1/-/2

Esercito imperiale

Armée d’Italie

Potrebbero essere presenti alcuni errori nella trascrizione dei nomi dei reggimenti.

36.700 uomini: 28.000 fanti, 7.200 cavalieri e dragoni, 30 cannoni

  • Armée d’Italie: de Villeroy -1 6um 6d6 [28]
    • FrMdArt 1/3/- – FrMdArt 1/3/-
    • FrLtArt 1/2/- – FrLtArt 1/2/- – FrLtArt 1/2/- – FrLtArt 1/2/-
    • SpDr 0/-2/1 (0/-1/0) sk/ln
    • Ravend 0 8um ala destra
      • FrCav 1/-2/1 – FrCav 1/-2/1 – FrCav 1/-2/1 bgd Roquespine, Ganges (rgt Estrades, Verrac)
      • FrCav 2/-1/2 – FrCav 1/-2/1 – PsCav 2/-2/2 bgd Langallerie
    • Vittorio Amedeo II 0 8um centro
      • FrLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1 bgd Vaudery (rgt La Sarre, Angoumois, Solre, Croy)
      • FrLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1 – SpLn 1/0/0 – SpLn 1/0/0 bgd Berulle, d’Aguilar (rgt Lombardia, Napoli, Artiaga)
    • Crenan 0 8um prima linea, sinistra
      • FrLn 2/0/1 – FrLn 2/0/1 – FrLn 2/0/1 bgd Galmoy, La Chassagne (rgt Dillon, La Marine, Bourgogne)
      • FrLn 2/0/1 – FrLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1 bgd Pellot (rgt Auvergne, Bigorre, Medoc)
      • PsGd 3/0/1 – PsGd 3/0/1 bgd La Rocca (rgt Guardie, Monferrato, Saluzzo, Aosta)
    • des Hayes 0 8um seconda linea, destra
      • PsLn 1/0/1 – PsLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1 bgd Laroche-d’Aly, Dugua (rgt Bretagne, Maulevrier, Albigeois, Cotentin)
      • FrLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1 – SpLn 0/0/0 bgd Bouligneux (rgt l’Ile de France, Royal-Comtois, Limousin)
      • FrLn 1/0/1 – SpLn 0/0/0 bgd de Güery
    • Cavoye -1 6um seconda linea, sinistra
      • FrLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1 bgd Cargado (rgt Bresse, Mirabeau, Leauville)
      • FrLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1 bgd St. Paler, d’Orgemont (rgt Sault, Morangies, Viverais, Tournaisis, Cambresis, Perigord, Vendome)
    • Catinat 0 8um ala sinstra
      • FrCav 1/-2/1 – FrCav 1/-2/1 bgd Monasterol, Praslin (rgt Royal-Roussillon, Commissaire General, Cavillac)
      • FrCav 1/-2/1 – PsCav 2/-2/2 – PsCav 2/-2/2 bgd Montpeyroux, Clermont, Villier (rgt Ruffy, Montpeyroux, Mauroy, Viller, Melun, Viltz)

Armata francese

La storia

La pianura Padana, all’inizio del settecento, fu teatro dei combattimenti che diedero il via alla Guerra di Successione Spagnola. L’imperatore Leopoldo I, escluso con la sua famiglia dalla successione alla corona di Spagna, aveva in animo di riconquistare i possedimenti degli Asburgo di Spagna in Italia (il ducato di Milano, il regno di Napoli e la Sicilia) e quindi inviò un armata al comando del principe Eugenio di Savoia-Carignano con l’obiettivo iniziale di riprendere Milano.

Nel milanese stazionava un’armata francese, inizialmente sotto il comando del maresciallo francese Catinat, numericamente superiore all’esercito imperiale ma che doveva proteggere e occupare un territorio molto vasto oltre a presidiare il lungo confine che la divideva a oriente dai territori della Repubblica Veneta e dai territori ereditari degli Asburgo d’Austria.

Con grande abilità il principe Eugenio riuscì a scendere dai monti del Tirolo eludendo la sorveglianza delle truppe delle due corone di Spagna e Francia, battendo il suo avversario Catinat e Carpi nel luglio del 1701 e costringendo il nemico a ritirarsi dietro la linea del Mincio. Re luigi XIV, insoddisfatto della conduzione della campagna, sostituì Catinat con il maresciallo Villeroi, che aveva sulle spalle una lunga esperienza di guerra acquisita servendo alcuni dei migliori generali francesi della fine del secolo precedente. Villeroi assume il comando dell’armata d’Italia il 22 di agosto.

Il principe Eugenio, indifferente al cambio di comando nel campo avverso, continuò a mantenere l’iniziativa malgrado l’inferiorità numerica e dopo alcune manovre che avevano il solo scopo di ingannare il nemico, passa il Mincio presso Peschiera con un ponte di barche e si dirige verso Castiglion delle Stiviere. I francesi, timorosi, decisero di ripiegare dietro il fiume Oglio, nel cremonese, abbandonando tutto il territorio di Mantova al nemico.

Sotto la spinta dello stesso re di Francia Villeroi decise di passare all’azione incalzando a sua volta l’esercito imperiale. Per tutta risposta Eugenio si trasferì nella zona tra Chiari, Rovato e Palazzuolo. La scelta era strategica, la campagna intorno Chiari permetteva un facile foraggiamento dell’esercito mentre il controllo delle chiuse permetteva di aumentare o diminuire a piacere la portata dell’acqua dei numerosi canali, detti seriole d’acqua, e allagare se necessario la campagna. L’esercito imperiale si accampò in un rettangolo di terra chiuso per tre lati dalle seriole già citate mentre sul quarto lato, quello da cui presumibilmente si sarebbe avvicinato il nemico, fu costruita una linea di fortificazioni che andava da Chiari sulla sinistra fino ad un canale sulla destra unendo casali e mulini l’uno all’altro con parapetti di terra. Il controllo dei ponti sull’Oglio permetteva, in caso di sconfitta, all’esercito di ritirarsi rapidamente verso il lago d’Iseo e le montagne. Non ancora soddisfatto, il principe Eugenio ordinò di occupare la città di Chiari, esautorando la guarnigione veneta e rinforzandone le difese, e fece allagare il terreno aperto prospicente le fortificazioni. Solo a questo punto l’esercito imperiale si mise in attesa del nemico.

Villeroi e i suoi generali, tra i quali il duca Vittotio Amedeo II che aveva nominalmente il comando dell’armata galloispana, arrivarono nella piana verso mezzogiorno del primo settembre del 1701 seguiti da presso dall’avanguardie dell’Arméè d’Italie ma il grosso dell’esercito riuscì a raggiungere i dintorini di Chiari solo nel tardo pomeriggio, costretto a ripetuti guadi e attraversamenti dei corsi d’acqua che costellavano la pianura.

Alle 19 le truppe francesi, spagnole e piemontesi finalmente si gettarono coraggiosamente all’assalto. Ci si accorse immediatamente che l’artiglieria non avrebbe potuto avvicinarsi alla linea nemica tanto da procurare danni a causa del terreno allagato. I fanti comunque avanzarono sotto il violento fuoco delle artiglierie imperiali fino a raggiungere le difese nemiche. L’ala destra, guidata dal duca Vittorio Amedeo, respinse avanti a sé le truppe asserragliate nei mulini e dietro il terrapieno fino ad arrivare sotto le mura di Chiari ma fu respinta dal violentissimo fuoco proveniente dalle mura. Nel corso di tre lunghissime ore si racconta che per ben dodici volte la fanteria dell’armata d’Italia si gettò all’assalto delle difese imperiali e per dodici volte furono respinti con perdite sempre più gravi.

Al calar della notte Villeroi decise di por fine alla battaglia e ordinò all’esercito di ritirarsi. Sia sulla destra che sulla sinistra le compagnie di granatieri imperiali uscirono dalle difese infastidendo il nemico in ritirata e provocando altre perdite e catturando gruppi di sbandati o ritardatari. Al termine della battaglia i francesi contarono 3000 uomini persi tra morti feriti e prigionieri mentre le perdite imperiali furono dieci volte minori.

Chiari 1701 le foto

Fonti

Oltre alle fonti citate nella lista relativa alla Guerra di Successione Spagnola è possibile consultare:

  • Umicalia, Agostino – Memorie historiche della guerra tra l’imperiale Casa d’Austria, e la reale casa di Borbone, per gli stati della Monarchia di Spagna dopo la morte di Carlo II … – 1734, Giovan Battista Recurti (disponibile su Google Books – books.google.it)

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