Luzzara 1702

15 agosto 1702

Eugenio accorre in soccorso di Luzzara assediata

Scarica le liste per a Guerra di Successione Spagnola e lo scenario in formato PDF. Scenari collegati: Chiari 1701, Cassano 1705, Torino 1706.

Nell’estate del 1702 l’Armata Imperiale è in gravi difficoltà, inferiore per numero e chiusa nella zona intorno Mantova detta il Serraglio, vede tutte le piazzeforti controllate dagli imperiali assediate o minacciate dalle armate franco-spagnole. A metà agosto il principe Eugenio decide di rischiare lo scontro in campo aperto, lascia Borgoforte e si dirige verso Luzzara per costringere il nemico a togliere l’assedio.

Luzzara 1702

Legenda

Truppe
Fanteria di linea Granatieri Artiglieria Dragoni Fanteria leggera
Fanteria Granatieri Artiglieria Dragoni Fanteria leggera
Fanteria della guardia Picchieri Corazzieri Cavalleria pesante
Guardia Picchieri Corazzieri Cavalleria pesante
Traini o carriaggi Cavalleria della Guardia Cavalleria leggera
Traini o carriaggi Cavalleria della Guardia Cavalleria leggera
Nazionalità
Fanteria di linea Danimarca Piemonte -Savoia Austria
Francia Danimarca Savoia Austria

Nella mappa ogni settore/quadrato misura 20cm nella scala 6mm o 10mm, 27cm nella scala 15mm (in questa scala si può arrotondare a 30cm la dimensione del quadrante), 40cm nella scala 20mm(1/72) e 25/28mm. Ogni unità sulla mappa rappresenta un reggimento di fanteria o di cavalleria. Le unità di artiglieria sono batterie di otto cannoni (a meno che non sia specificato diversamente).

Note

Il fiume Po (settori A0, B0, C0 e D0) è intransitabile. L’argine (settori da A0 fino a B 2) è un declivio normale. I boschi hanno VDF 1, così come tutti gli edifici ad eccezione della città di Luzzara (F2) che ha VDF 3. La linea di rifornimento dell’esercito Imperiale passa per la strada di Borgoforte (settore A0), le linee di rifornimento dell’armata d’Italia passano per le due strade che portano a Guastalla (settori F0 ed F1).

Regole speciali

Non ci sono regole speciali per questo scenario.

Protagonisti

Eugenio di Savoia-Carignano Louis-Joseph de Vendome
Principe Eugenio di Savoia-Carignano
(18.10.1663 – 21.04.1736)
Louis-Joseph de Vendome duca di Beaufort, duca di Morcoeur, duca d’Ètampes e conte di Penthiévre, conte di Dreux e principe d’Anet e di Martingues
(Parigi 01.07.1654 – Vinaròs 11.06.1712)

Armata Imperiale

26.900 uomini: 20.000 fanti e 6.000 cavalieri e dragoni, 18 cannoni

  • Armata Imperiale: Eugenio +2 10um – 6d6
    • AsLtArt 1/2/- – AsMdArt 1/3/- – AsMdArt 1/3/-
    • Ala destra di cavalleria: Vaubonne +1 8UM
      • AsCur 2/-2/2 – AsCur 2/-2/2 – AsCur 1/-2/2
      • AsDr 1/-2/1 (1/-1/0) – AsDr 1/-2/1 (1/-1/0) – GeDr 0/-2/1 (0/-1/0)
    • Starhemberg +1 8um Ala destra di fanteria
      • Prima linea: AsGn 2/1/1 – AsGn 1/0/1 – AsLn 1/0/1
      • Prima linea: AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1
      • Seconda linea: AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1
      • Seconda linea: AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1
    • Centro, seconda linea: Liechtenstein 0 8um
      • Prima linea: DkGd 2/0/1 – DkLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1
      • Seconda linea: DkLn 1/0/1 – DkLn 1/0/1
      • Seconda linea (Auxiliares): AsLn 0/0/1 – AsLn 0/0/1
    • Ala sinistra -prima linea: Visconti +1 8UM
      • AsCur 2/-2/2 – AsCur 1/-2/2
      • AsDr 1/-2/1 (1/-1/1) – AsLC 0/-1/0

Armata imperiale

Armée d’Italie

36.700 uomini: 28.000 fanti, 7.200 cavalieri e dragoni, 30 cannoni

  • Armée d’Italie: Vendome +1 8um – 5d6
    • FrLtArt 1/2/- – FrMdArt 1/3/- – FrHvArt 1/4/-
    • Ala destra: Practontal +1 8um
      • Prima linea (brigate Vandeuil e Beaujeau) FrCav 2/-1/2 – FrCav 1/-2/1
      • Prima linea (brigate Tribulcio e Wartigny) FrDr 1/-2/1 (1/0/0) – PsCav 2/-1/2
      • Seconda linea (brigate de Broglie, Surco, de Ruffey e Seneterre) FrDr 1/-2/1 (1/0/0) – FrDr 0/-2/1 (0/0/0)
    • Centro: Vaudecourt 0 8um
      • Prima linea (brigate La Roque, d’Orgemont) PsGd 3/0/1 – FrLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1
      • Prima linea (brigata Galmoy) FrLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1
      • Seconda linea (brigata Lignerac) FrLn 1/0/1- FrLn 0/0/0
      • Seconda linea (brigate Pallavicini, Montandre) FrLn 0/0/0- PsMi 0/0/0
    • Ala sinistra di fanteria: d’Albergotti +1 8um
      • Prima linea (brigate Duguast, Luxembourg) FrLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1
      • Prima linea (brigata Chavigny) FrLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1
      • Seconda linea (brigate d’Imecourt, Sezanne, Guercy) FrLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1 – FrLn 0/0/0
      • Seconda linea (brigata de Dreux) FrLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1
    • Ala sinistra di cavalleria: Revel 0 8um
      • Sinistra (brigate Montpeyroux e Ganges) FrDr 1/-2/1 (1/0/0) – FrCav 1/-2/1
      • Destra (brigate Sully, Lestagne) FrCav 1/-2/1 – FrCav 1/-2/1 – PsCav 2/-2/2

Armée d'Italie

La storia

Assedi e fortezze

Nel febbraio 1702 Luigi XIV aveva sostituito il maresciallo Villeroy con il più capace Vendome ed aveva rinforzato l’Armata d’Italia che contava ben 80.000 uomini tra francesi, spagnoli e piemontesi. Il suo avversario, il principe Eugenio, guidava un esercito di circa 45.000 soldati molti dei quali impegnati nel controllo delle fortezze di Reggio Emilia, Brescello, Luzzara, Mirandola ed Ostiglia ed altri bloccati nell’assedio di Mantova.
La primavera dello stesso anno vide Vendome passare all’attacco attraversando l’Oglio, saccheggiando Castiglione delle Stiviere e costringendo Eugenio a chiudersi nel Serraglio, una vasta zona facilmente difendibile tra Mantova, il Po, il Mincio e dall’Osone. In questo modo impediva alla guarnigione francese di uscire da Mantova per unirsi al grosso dell’armata e controllava le strade che portavano alle fortezze del mantovano e del reggiano.

Vendome, con l’intento di isolare l’armata nemica, prima pose l’assedio a Brescello e successivamente a Mirandola (furono rotti gli argini e completamente allagato il contado) e Reggio che fu presa il primo di agosto. Dopo reggio capitolarono Correggio, Carpi e Novellara consentendo all’armata franco-spagnola di concentrarsi di nuovo sulla sponda destra del Po avanzando verso Luzzara che fu posta sotto assedio mentre le truppe si accampavano nella campagna tra la cittadina ed il Po, al riparo degli argini che attraversavano la pianura, ma senza particolari precauzioni, supponendo l’armata imperiale molto più a nord, ancora a Borgoforte.

La battaglia

Il principe Eugenio, nella notte tra il 14 ed il 15 agosto avanz&ogravre; rapidamente e sfruttando la protezione offerta dagli argini arrivò a breve distanza dalle postazioni nemiche. I due eserciti si trovavano separati da due chilometri di campagna coltivata, solcata da fossi e canali di irrigazione, entrambi al riparo di due lunghi argini. L’ala destra imperiale, e quella sinistra francese, appoggiate alla sponda del Po mentre le estremità opposte erano coperte da ali di cavalleria che si fronteggiavano, divise da un terreno rotto e difficile da attraversare.
Si narra che nel tardo pomeriggio le truppe imperiali, ormai schierate per la battaglia dietro l’argine, fossero scoperte per caso da un ufficiale francese. Fatto sta che alle 17 Eugenio lanciò i propri soldati all’attacco. La spinta principale degli austriaci diretta verso l’ala sinistra francese che fu costretta a ripiegare, con gravissime perdite, fino a piegare ad angolo retto lo schieramento. La situazione fu provvidenzialmente ristabilita, per i francesi, dall’interventoi di tutte le riserve che furono in grado di arrestare l’avanzata nemica a poche centinaia di metri da Luzzara.

Il buio, e la stanchezza della battaglia, costrinse i contendenti a sospendere i combattimenti. I due eserciti sostarono uno di fronte all’altro per due giorni fino al mattino successivo. Gli austriaci persero circa 3000 uomini mentre le perdite dei loro avversari assommavano a 4600 soldati. Nel complesso la battaglia non ebbe un vincitore anche se, come spesso nelle campagne d’Italia della Guerra di Successione Spagnola, entrambi i condottieri si proclamarono vincitori. Fatto sta che l’obiettivo di Eugenio di liberare Luzzara non fu raggiunto ed i franco-spagnoli in pochi giorni costrinsero alla resa, oltre a Luzzara, anche le fortezze di Guastalla e Brescello, riuscendo nell’impresa di controllare tutto il mantovano e costringendo l’esercito imperiale ad abbandonare la pianura padana e l’Italia.

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