Lutzen 1632

17 novembre 1632

Morte di un re

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Wallenstein, riassunto al comando dell’esercito Imperiale, invade la Sassonia e costringe l’armata svedese a correre in soccorso dell’alleato tedesco. A Lutzen va in scena una battaglia di eserciti e uno scontro tra due personalità carismatiche ma diverse.

Lutzen 1632

Legenda

Truppe
Fanteria di linea Granatieri Artiglieria Dragoni Fanteria leggera
Fanteria Granatieri Artiglieria Dragoni Fanteria leggera
Moschettieri Picchieri  Grandi unità di fanteria Corazzieri Cavalleria pesante
Moschettieri Picchieri Tercios Corazzieri Cavalleria pesante
Traini o carriaggi Cavalleria della Guardia Cavalleria leggera
Traini o carriaggi Cavalleria della Guardia Cavalleria leggera
Nazionalità
Inghilerra Sassonia sw600
Sacro Romano Impero Sassonia Svezia

Nella mappa ogni settore/quadrato misura 20cm nella scala 6mm o 10mm, 27cm nella scala 15mm (in questa scala si può arrotondare a 30cm la dimensione del quadrante), 40cm nella scala 20mm(1/72) e 25/28mm. Ogni unità sulla mappa rappresenta un reggimento di fanteria o di cavalleria. Le unità di artiglieria sono batterie di otto cannoni (a meno che non sia specificato diversamente).

Note

I boschi hanno tutti vdf1. Il torrente Flossgraben è ostacolo di livello 3 (ma può essere attraversato sui ponti situati nei settori A6, E5. Gli altri corsi d’acqua sono guadabili, ostacolo di livello 1. I due ponti sul Flossgraben sono obiettivi strategici che valgono 1 punto coesione. I rilievi sono tutti normali. La strada Leipzig-Naumburg nei settori C2, C3 è trincerata e ha vdf2, costituisce un ostacolo di livello 2. Le mura di Lutzen, costruite con mattoni di argilla, hanno vdf1.

La linea di comunicazione dell’Esercito imperiale passa per la strada che esce dal tavolo nell’angolo nord-ovest (settore A1). Le linee di comunicazione dell’Esercito svedese escono dal tavolo dal lato sud nel settore F5 e dal lato est nel settore E6.

Regole speciali

La battaglia iniziò intorno alle ore 11.00 (dopo un duello di artiglieria di un’ora circa).

 L’arrivo di Pappenheim

La cavalleria del corpo del generale Pappenheim arriva sul campo di battaglia, entrando dal settore A4, al sesto turno (le 12.30). Con l’ingresso in campo di questi rinforzi ilCiC imperiale aggiunge un dado di attivazione e la coesione dell’esercito diventa 18.

L’arrivo della fanteria del corpo di Pappenheim

La fanteria del corpo del generale Pappenheim arriva sul campo di battaglia, entrando dal settore A4, al ventiduesimo turno (le 16.30). Con l’ingresso in campo di questi rinforzi il CiC imperiale aggiunge un ulteriore dado di attivazione e la coesione dell’esercito diventa 20.

Protagonisti

Albrecht Wenzel Eusebius von Wallenstein Gottfried Heinrich Graf zu Pappenheim Gustaf II Adolf Wasa
Albrecht Wenzel Eusebius von Wallenstein
(Heřmanice 1583 – Cheb 1634)
Gottfried Heinrich Graf zu Pappenheim
(Pappenheim 1594 – Lützen 1632)
Gustaf II Adolf Wasa
(Stoccolma 1594 – Lützen 1632)

Esercito Imperiale

21.800 uomini: 12.600 fanti. 9.200 cavalieri e 38 cannoni

  • Esercito imperiale: Wallenstein +2 10um – 5d6 [16] – 6d6 [18] – 7d6 [20]
    • Holk 0 8um ala sinistra
      • ImPk 2/0/2 a – ImSh 1/1/0 – sk/ln (rgt. Jung Breuner, Alt Breuner)
      • ImCav 1/-/2 a – ImCav 1/-/2 a – ImRei 1/0/-1 a (rgt. Holk, Trcka, Hagen)
      • ImLC 0/-1/0 sk/ln (rgt. Gotz, Hatzfeld, Lohe, Isolano)
    • von Colloredo +1 8um centro
      • ImLtArt 1/0/- – ImMdArt 1/1/- – ImMdArt 1/1/-
      • ImPk 3/0/2 a – ImPk 2/0/2 a – ImPk 2/0/2 a (prima linea, rgt. Trcka, Kerhaus)
      • ImPk 2/0/2 a – ImPk 2/0/2 a (prima linea, rgt. Comargo, Grana, Waldstein)
      • SxPk 1/0/2 a – ImPk 2/0/2 a – ImPk 1/0/2 a (seconda linea, rgt. Alt Saxe, Colloredo, Baden)
    • Piccolomini +1 8um ala destra
      • ImPk 2/0/2 a – ImSh 1/1/0 – sk/ln (rgt. Mansfeld, Thun, Reinach)
      • ImCav 1/-/2 a – SxCav 1/-/1 a – ImRei 1/0/-1 a (rgt. Hatzfeld, Desfurs, Leittersheim)
    • Pappenheim +1 8um riserva
      • ImLC 0/-1/0 – sk/ln (rgt. Batthiani, Forgach, Orossy)
      • ImCav 2/-/2 a – ImCav 1/-/2 a – ImRei 1/0/-1 a (rgt. Bredow, Bonninghausen, Sparr, Pappenheim, Lamboy, Merode)
      • Reinach 0 8um fanteria della riserva
        • ImLtArt 1/0/-
        • ImPk 2/0/2 a – ImPk 2/0/2 a – ImPk 1/0/2 a (rgt. Gil de Haas, Goltz, Pallant, Moriame, Reinach)
Esercito imperiale: corpo principale

Esercito imperiale: corpo principale

Esercito imperiale: totale

Esercito imperiale: totale

Esercito svedese

20.100 uomini: 13.900 fanti, 6.200 cavalieri e 60 cannoni

  • Esercito svedese: Gustavo II Adolfo +2 10um – 6d6 [19]
    • SwDr 1/-2/1 – sk/ln (1/-2/0 – sk) a guardia della linea di comunicazione
    • SwCav 3/-/2 – SwCav 2/-/2 – SwSh 1/1/0 – sk/ln prima linea (rgt. Stalhansk, Soop, Sack, Silversparre, Sperreuter, Stenbock)
    • SwCav 2/-/2 – SwCav 1/-/2 a – SwCav 1/-/2 a seconda linea (rgt. Wilhelm leib, Goldstein, Bulach, Beckermann, Hesse leib, Uslar)
    • Leslie 0 8um centro, prima linea
      • SwLtArt 1/0/- – SwLtArt 1/0/- – SwMdArt 1/1/- – SwMdArt 1/1/-
      • SwLC 1/0/-1 (rgt. Dalwigk)
      • SwPk 2/0/2 a – SwPk 2/0/2 a – SwPk 1/0/2 a – SwPk 2/0/2 – SwPk 3/0/2 (bgd. blu e verde, Winckel, Bernhard, Leslie, Wildenstein)
    • Knyphausen -1 6um centro, seconda linea
      • SwPk 1/0/2 a – SwPk 1/0/2 a – SwPk 1/0/2 a (bgd. Bose e Knyphausen, Bose, Wilhelm leib, Pforte, Knyphausen)
      • SwPk 1/0/2 a – SwPk 1/0/2 a – SwPk 1/0/2 a (bgd. nera, Thurn, Isenburg, Hesse leib, Mitzlaff, Gersdorf, Rosen)
    • Bernardo +1 8um ala sinistra
      • SwCav 1/-/2 a – SwCav 1/-/2 a – SwSh 1/1/0 – sk/ln (rgt. Bernhard, Carberg, Domhoff, Tiesenhausen, Courville, Hoffkirchen)
      • SwCav 1/-/2 a – SwCav 1/-/2 a – SwLC 1/0/-1 (rgt. Anhalt, Lowenstein, Brandestein, Steinbach, Stechenitz)

Esercito svedese

La storia

La battaglia di Lutzen vide l’uno contro l’altro due figure egualmente carismatiche ma totalmente diverse: il re Gustavo Adolfo di Svezia e il generalissimo Wallenstein. Fu una battaglia dura e feroce, con gravissime perdite da entrambe le parti, e che vide cadere sul campo un numero impressionate di generali e colonnelli di entrambe le parti.

Per tutta l’estate Wallenstein aveva percorso la Sassonia con l’intento di costringere l’Elettore ad abbandonare il fronte protestante. Con l’arrivo dell’autunno Gustavo Adolfo decise di venire in aiuto dei sassoni, per Wallenstein questa era una vittoria strategica. I due eserciti si inseguirono per qualche tempo fino a quando la stagione avanzata convinse il generale imperiale che la campagna fosse conclusa e quindi fosse necessario provvedere agli acquartieramenti invernali. Fu un errore che poteva costare carissimi alla causa cattolica, Gustavo Adolfo scelse proprio questo momento per sferrare il suo attacco costringendo Wallenstein a richiamare in gran fretta le truppe allontanatesi verso i quartieri invernali. Le armate svedese e imperiale si incontrarono presso Lutzen.

Gli svedesi avanzarono il 16 di novembre verso il campo imperiale ma furono rallentati dalle operazioni di disturbo della cavalleria leggera croata che permise a Wallenstein di guadagnare una giornata, decisiva per radunare le truppe. La battaglia, ormai inevitabile, fu rimandata al giorno successivo.

Alle 11.00 la linea svedese avanzò verso il nemico come un unico uomo. L’assalto principale fu portato dalla cavalleria situata sull’ala destra svedese che rapidamente mise in fuga la cavalleria leggera nemica mentre alcune brigate di fanteria poste immediatamente alla sinistra della cavalleria scandinava attaccavano a loro volta le fortificazioni nemiche con l’obiettivo di catturare e mettere fuori uso la batteria di artiglieria imperiale posta tra l’ala sinistra e il centro imperiale. L’attacco combinato ebbe successo, tanto da minacciare l’aggiramento dello schieramento cattolico.

Poco dopo anche l’ala sinistra svedese giungeva a contatto con le linee imperiali nei pressi dei mulini situati sulla strada per Leipzig ma qui, dopo un iniziale successo, i corazzieri di Wallenstein riuscivano a fermare l’impeto del nemico bloccandone l’avanzata e impedendo l’aggiramento della linea principale.

Per fortuna di Wallenstein la cavalleria di Pappenheim arrivò sul campo di battaglia. I corazzieri tedeschi si lanciarono sugli svedesi con grande impeto guidati da Pappenheim in persona ma l’attacco si fermò quasi subito, quando il generale, colpito mortalmente, dovette abbandonare il campo. Nel corso del contrattacco svedese lo stesso Gustavo Adolfo cadde alla testa della sua cavalleria, erano forse le 12.30 e due tra i migliori generali della guerra erano caduti sul campo.

Tra le 12.00 e le 13.00 anche il centro svedese lanciò il suo assalto alla linea imperiale, le brigate Gialla e Blu avanzarono verso il nemico. Non ebbero il tempo nemmeno di dispiegarsi per il fuoco che i veterani imperiali, che li aspettavano a piè fermo, fecero strage degli svedesi prima che questi riuscissero a restituire il tiro. La brigata Blu, composta solo dal reggimento omonimo, fu decimata dal fuoco della fanteria imperiale e completamente distrutta da una carica di corazzieri su entrambi i fianchi mentre gli svedesi erano impegnati nel combattimento con la fanteria nemica. I migliori reggimenti di fanteria svedesi erano stati eliminati dal campo di battaglia. Il centro imperiale aveva retto al primo assalto mentre le due ali erano, al contrario, in grande difficoltà. Nel frattempo la notizia della morte del re si diffuse tra i cavalieri della destra svedese fermando temporaneamente l’attacco protestante e concedendo all’ala sinistra imperiale, davvero in crisi, il tempo per riorganizzarsi.

Nel primo pomeriggio l’ala sinistra svedese lanciò un nuovo violento assalto a Lutzen e ai mulini costringendo la cavalleria nemica alla fuga ma Wallenstein in persona si mise alla testa delle truppe in questo settore della battaglia per fermare l’avanzata nemica. L’intervento della riserva imperiale, provvidenzialmente, costrinse la cavalleria protestante alla fuga proprio quando stava per circondare le truppe comandate da Wallenstein.

Alle 15.00 i due eserciti, esausti, dovettero interrompere i combattimenti mentre gli ufficiali provvedevano a riordinare i reggimenti e gli squadroni scossi dalle perdite. La prima linea svedese di fanteria era distrutta o in ritirata ma la seconda linea, ancora non impegnata, utilizzò questo lasso di tempo per consentire ai superstiti della prima di defluire e si lanciò ancora all’assalto. Stava iniziando l’ultimo atto della battaglia di Lutzen.

Lo scontro fu grandioso e terribile al tempo stesso ma soprattutto si trattò di una carneficina del tutto inutile: le truppe imperiali impegnarono le loro ultime riserve e la cavalleria, decimata, contribuì a tenere la linea che non cedette. L’avvento dell’oscurità, intorno alle 17.00, spinse i generali svedesi e protestanti, infine, a desistere, proprio mentre le fanterie di Pappenheim arrivavano sul campo di battaglia.

Verso le 20.00, dopo un consiglio di guerra tra i generali cattolici sopravvissuti, Wallenstein decise di ripiegare verso Lipsia, pur senza aver perso la battaglia. Gli imperiali, infatti, poterono vantare la cattura di oltre 30 bandiere e la distruzione di almeno due brigate di veterani svedesi, difficili da sostituire.

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