Torino 1706

7 settembre 1706

Ora l’Italia è nostra!

Scarica le liste per a Guerra di Successione Spagnola e lo scenario in formato PDF. Scenari collegati: Chiari 1701, Luzzara 1702, Cassano 1705.

Dopo una marcia estenuante attraverso la pianura Padana il Principe Eugenio è alle porte di Torino assediata. Incomprensioni e gelosie dividono il comando francese proprio quando sarebbe necessaria una azione pronta e decisa.

Torino 1706

Legenda

Truppe
Fanteria di linea Granatieri Artiglieria Dragoni Fanteria leggera
Fanteria Granatieri Artiglieria Dragoni Fanteria leggera
Fanteria della guardia Picchieri Corazzieri Cavalleria pesante
Guardia Picchieri Corazzieri Cavalleria pesante
Traini o carriaggi Cavalleria della Guardia Cavalleria leggera
Traini o carriaggi Cavalleria della Guardia Cavalleria leggera
Nazionalità
Fanteria di linea Austria Prussia
Francia Austria Prussia

Nella mappa ogni settore/quadrato misura 20cm nella scala 6mm o 10mm, 27cm nella scala 15mm (in questa scala si può arrotondare a 30cm la dimensione del quadrante), 40cm nella scala 20mm(1/72) e 25/28mm. Ogni unità sulla mappa rappresenta un reggimento di fanteria o di cavalleria. Le unità di artiglieria sono batterie di otto cannoni (a meno che non sia specificato diversamente).

Note

L’esercito francese ha due direttive di comunicazione: la prima linea di comunicazione attraversa la Dora nel settore C4 in direzione di Torino ed esce dal tavolo B4; la seconda è sempre verso Torino e segue le due strade che escono dal tavolo di gioco nei settori A1-2 e A4. L’armata imperiale ha la linea di comunicazione che passa per la strada verso Pianezza e Alpignano ed esce dal tavolo nel settore F2. Le unità francesi in rotta devono muovere verso Madonna di Campagna e solo successivamente verso il bordo del tavolo.

I fiumi Dora e Stura non sono attraversabili, il corso d’acqua che si stacca dalla Stura (settori C1-D1) è guadabile, ostacolo di livello 1 (in piena estate i corsi d’acqua erano in secca).

La linea di controvallazione, settori A2, B2 e B3, è rivolta verso Torino e quindi verso sud-est, nel qual caso ha vdf2, in direzione opposta è ostacolo di livello 2. La fortificazione francese, la linea di circonvallazione dal settore C1 al settore C4, ha vdf1 ed è ostacolo di livello 1. Le ridotte a difesa dei punti sulla Dora possono essere occupate da una base di fanteria e hanno vdf2.

Tutti gli edifici hanno vdf1 a eccezione della Cascina Arnaudi la Gioia che, fortificata, ha vdf2. Allo stesso modo tutti gli edifici possono essere occupati da una base di fanteria e/o una di artiglieria tranne la Cascina Cornetto (settore C1) e la cascina nel settore D1 che possono essere occupate da una base di fanteria di forza non superiore a 2. Il Castello di Lucento ha vdf2.

Regole speciali

Munizioni

L’attacco imperiale iniziò alle 9.00 di mattina, dopo solo un paio d’ore i francesi furono in difficoltà per gli scarsi rifornimenti di munizioni. Per questo motivo dall’ottavo turno tutte le basi francesi, di qualsiasi arma, hanno una penalità di -1 sul tiro. È possibile usare un meccanismo simile a quello descritto nella regola 9.3 Ingresso casuale dei rinforzi per rendere imprevedibile il momento in cui le munizioni francesi inizieranno a scarseggiare.

Rinforzi

Alle 11.00 il duca de la Feuillade distaccò alcuni squadroni di dragoni e battaglioni di fanteria dal proprio settore in aiuto di Orléans in difficoltà. I rinforzi francesi entrano sul tavolo nel settore C4, a sud della Dora e a occidente della fortificazione a difesa dei ponti, a partire dal nono turno. È possibile utilizzare la regola 9.3 Ingresso casuale dei rinforzi.

Protagonisti

Eugenio di Savoia-Carignano Vittorio Amedeo II di Savoia Filippo II di Borbone-Orléans
Eugenio di Savoia-Carignano
(18.10.1663 – 21.04.1736)
Vittorio Amedeo II di Savoia
(Torino 18.05.1666 – Moncalieri 31.10.1732)

duca Filippo II di Borbone-Orléans
(Saint Cloud 02.08.1674 – Versailles 02.12.1723)

Armata imperiale

30.000 uomini: 52 battaglioni (24.000 moschetti), 103 squadroni (6.000 sciabole)

Il comando dell’armata Imperiale era formalmente condiviso dal principe Eugenio di Savoia e dal duca Vittorio Amedeo II ma in realtà Eugenio operò come unico comandante in capo.

  • Armata Imperiale: Eugenio di Savoia-Carignano +2 10um – 8d6 [20]
    • Anhalt-Dessau +1 8um ala sinistra
      • AsLtArt 1/3/- – AsLtArt 1/3/-
      • AsGn 2/1/1 – AsGn 2/1/1
      • PrGd 2/0/1 – PrLn 1/0/0 – PrLn 1/0/0 (bgd. Stillen, rgt. Prinz Philip, Markgraf Albrecht, Markgraf Ludwig, Anhalt-Dessau)
      • PrLn 1/0/0 – PrLn 1/0/0 (bgd. Hagen, rgt. Dönhoff, Kanitz, von Schlabrendorff)
    • Wurttemberg 0 8um centro-sinistra
      • AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 (bgd. Zumjungen, rgt. Raventlau, Wurttemberg, Konigsegg, Gutenstein, Herberstein)
      • AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 (bgd. Bonneval, rgt. M. Starhemberg, Aiduchi, Regal, Kriechbaum)
    • Rehbinder 0 8um centro-destra
      • AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 (bgd. Coppe, rgt. Barbo, Bentheim, Aubach, Bagni)
      • AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 (bgd. Coppe, rgt. Effern, Rehbinder)
    • Saxe-Gotha 0 8um ala destra
      • AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 (bgd. Isselbach, rgt. Bagni, Gotese, Isselbach, Gschwind)
      • AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 (bgd. Harrach, rgt. Daun, G. Starhemberg, Wolfenbütten, Saxe-Meinungen, Zumjungen)
    • Visconti +1 8um cavalleria, prima linea
      • AsDr 1/-2/1 (1/-1/0) – AsCur 1/-/2 – AsCur 1/-/2 (bgd. Hagen, Monasterolo, Gravendorf, Schellnerdt)
      • AsDr 1/-2/1 (1/-1/0) – AsCur 1/-/2 (bgd. Martigny, Roccavione)
    • Langallerie 0 8um cavalleria, seconda linea
      • AsDr 1/-2/1 (1/-1/0) – AsCur 1/-/2 (bgd. Sinzedorf, Thurmein, Batteé, rgt. Palffy, Genevois, Martigny, Savoia, Plefferkorn, Breuner, Hatzfeld)
      • AsCur 1/-/2 – AsCur 1/-/2 (bgd. Wiser, Reising, rgt. Stolzenberg, Frankenberg, Falkenstein, Vaubonne, Sinzendorff)

Armata imperiale

Armata francese

17.850 uomini: 25 battaglioni, 66 squadroni, 39 cannoni (11.250 baionette, 6.600 sciabole)

I rinforzi intervennero quando la situazione sul campo era già abbastanza caotica, in questo ordine di battaglia sono assegnati al maresciallo Marsin in modo speculativo.

Il comando di Lévis è speculativo, pur essendo presente alla battaglia le fonti sono contraddittorie sul comando effettivamente espletato.

  • Armata francese: Orléans -1 6um – 2d6 [14] – 3d6 [16]
    • FrCav 1/-2/1 – FrCav 1/-2/1 – FrCav 1/-2/1 (bgd. Chateumorant, Simiane; rgt. Colonél General, Birry, St. Germain Beaupré, Dauphin, Simiane)
    • Ravend 0 8um ala sinistra
      • FrMdArt 1/3/- FrLn 3/1/1 guarnigione di Lucento (rgt. Normandie)
      • FrLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1 guarnigione dei ponti sulla Dora (rgt. Royal de Vaisseuax)
      • FrLn 3/1/1– FrLn 1/0/1 (rgt. Piemont, Bretagne, Bourgogne)
      • FrLn 2/0/1 – FrLn 1/0/1 (rgt. Dillon, Anjou)
      • FrCav 2/-1/2 – FrCav 1/-2/1 – FrCav 1/-2/1 (bgd. Coulanges, St.Micaud, Kerkado, Rouvray)
    • Estaing 0 8um ala destra
      • FrLtArt 1/2/- – FrMdArt 1/3/- FrLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1 (rgt. Perche, Durfort, Royal de Vaisseuax)
      • FrLn 3/1/1– FrLn 2/0/1 (rgt. La Marine, Auvergne)
      • FrCur 2/-2/2 – FrCav 1/-2/1 (bgd. Bouzouls, Bonelle, Bonneval)
    • Marsin -1 6um rinforzi
      • FrLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1
      • FrDr 1/-2/1 (1/0/0) sk/ln – FrDr 1/-2/1 (1/0/0) sk/ln dragoni appiedati (rgt. Languedoc, Hautefort)

Armata francese

Scenario alternativo

Lo scenario alternativo è stato progettato per far comparire sul campo di battaglia due personaggi altrimenti un po’ in ombra: il duca Vittorio Amedeo II e il maresciallo Marsin. Il primo comanderà, in modo indipendente, la cavalleria leggera imperiale e piemontese; il secondo, invece di avere il comando della sola riserva intervenuta a battaglia iniziata, sarà usato per dare ordini a tutto il dispositivo francese.

Armata imperiale
  • Armata Imperiale: Eugenio di Savoia-Carignano +2 10um – 9d6 [21]
    • Anhalt-Dessau +1 8um ala sinistra
      • AsLtArt 1/3/- – AsLtArt 1/3/-
      • AsGn 2/1/1 – AsGn 2/1/1
      • PrGd 2/0/1 – PrLn 1/0/0 – PrLn 1/0/0 (bgd. Stillen, rgt. Prinz Philip, Markgraf Albrecht, Markgraf Ludwig, Anhalt-Dessau)
      • PrLn 1/0/0 – PrLn 1/0/0 (bgd. Hagen, rgt. Dönhoff, Kanitz, von Schlabrendorff)
    • Wurttemberg 0 8um centro-sinistra
      • AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 (bgd. Zumjungen, rgt. Raventlau, Wurttemberg, Konigsegg, Gutenstein, Herberstein)
      • AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 (bgd. Bonneval, rgt. M. Starhemberg, Aiduchi, Regal, Kriechbaum)
    • Rehbinder 0 8um centro-destra
      • AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 (bgd. Coppe, rgt. Barbo, Bentheim, Aubach, Bagni)
      • AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 (bgd. Coppe, rgt. Effern, Rehbinder)
    • Saxe-Gotha 0 8um ala destra
      • AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 (bgd. Isselbach, rgt. Bagni, Gotese, Isselbach, Gschwind)
      • AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 – AsLn 1/0/1 (bgd. Harrach, rgt. Daun, G. Starhemberg, Wolfenbütten, Saxe-Meinungen, Zumjungen)
    • Visconti +1 8um cavalleria, prima linea
      • AsDr 1/-2/1 (1/-1/0) – AsCur 1/-/2 – AsCur 1/-/2 (bgd. Hagen, Monasterolo, Gravendorf, Schellnerdt)
      • AsDr 1/-2/1 (1/-1/0) – AsCur 1/-/2 (bgd. Martigny, Roccavione)
    • Langallerie 0 8um cavalleria, seconda linea
      • AsDr 1/-2/1 (1/-1/0) – AsCur 1/-/2 (bgd. Sinzedorf, Thurmein, Batteé, rgt. Palffy, Genevois, Martigny, Savoia, Plefferkorn, Breuner, Hatzfeld)
      • AsCur 1/-/2 – AsCur 1/-/2 (bgd. Wiser, Reising, rgt. Stolzenberg, Frankenberg, Falkenstein, Vaubonne, Sinzendorff)
    • Amedeo 0 8um cavalleria leggera
      • PsCav 2/-/2 (2) – AsLC 0/-1/0 sk/ln (rgt. Garde du Corps, Dragoni di S.A.R., Ebergény, Viszlay)
Armata francese
  • Armata francese: Orléans -1 6um – 3d6 [14] – 3d6 [16]
    • Marsin -1 6um può essere usato per dare ordini a qualsiasi unità
    • FrCav 1/-2/1 – FrCav 1/-2/1 – FrCav 1/-2/1 (bgd. Chateumorant, Simiane; rgt. Colonél General, Birry, St. Germain Beaupré, Dauphin, Simiane)
    • Ravend 0 8um ala sinistra
      • FrMdArt 1/3/- FrLn 3/1/1 guarnigione di Lucento (rgt. Normandie)
      • FrLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1 guarnigione dei ponti sulla Dora (rgt. Royal de Vaisseuax)
      • FrLn 3/1/1– FrLn 1/0/1 (rgt. Piemont, Bretagne, Bourgogne)
      • FrLn 2/0/1 – FrLn 1/0/1 (rgt. Dillon, Anjou)
      • FrCav 2/-1/2 – FrCav 1/-2/1 – FrCav 1/-2/1 (bgd. Coulanges, St.Micaud, Kerkado, Rouvray)
    • Estaing 0 8um ala destra
      • FrLtArt 1/2/- – FrMdArt 1/3/- FrLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1 (rgt. Perche, Durfort, Royal de Vaisseuax)
      • FrLn 3/1/1– FrLn 2/0/1 (rgt. La Marine, Auvergne)
      • FrCur 2/-2/2 – FrCav 1/-2/1 (bgd. Bouzouls, Bonelle, Bonneval)
    • Marsin -1 6um rinforzi
      • FrLn 1/0/1 – FrLn 1/0/1
      • FrDr 1/-2/1 (1/0/0) sk/ln – FrDr 1/-2/1 (1/0/0) sk/ln dragoni appiedati (rgt. Languedoc, Hautefort)

La storia

La città di Torino era sotto assedio dal 14 maggio 1706 e la guarnigione era ormai allo stremo, con l’intero ducato in mano all’esercito delle due corone (quelle di Francia e Spagna) l’Italia sarebbe caduta in mano francese. L’armata imperiale di soccorso aveva marciato per tutta l’estate, attraverso la pianura Padana, eludendo abilmente l’armata francese di Lombardia e presentandosi davanti alle linee di circonvallazione i primi di settembre dopo essersi ricongiunta con la poca cavalleria sabauda sfuggita all’assedio e guidata dal duca Vittorio Amedeo II.

Gli assedianti avevano riunito intorno alla città due armate francesi (o gallo-ispane, come riportano le cronache dell’epoca): quella piemontese, logorata dal lungo assedio e dai continui assalti alla cittadella di Torino e al comando del duca de la Feuillade, e quella di Lombardia le cui compagnie granatiere e i reparti d’elite erano stati massacrati in un ultimo, disperato, tentativo di prenedere la cittadella il 31 di luglio. A questo si aggiungeva una pericolosa carenza di risorgimenti e munizioni e una inopportuna incapacità dei comandanti francesi di operare di comune accordo.

L’armata di soccorso, inizialmente accampata a Villastellone a sud di Torino, riuscì ad aggirare le posizioni francesi compiendo una larga semicirconferenza attorno alle posizioni nemiche fino a presentarsi, inattesa, il 7 settembre davanti al settore avversario presidiato dagli uomini del duca di Orléans e del maresciallo Marcin (o Marsin). Gli imperiali si schierarono su quattro file, due di fanteria e due di cavalleria, davanti alle fortificazioni piuttosto improvvisate e che andavano dal fiume Stura fino al castello di Lucento e al fiume Dora. Gli assedianti presidiavano le trincee con una sola linea di fanteria supportata da una riserva di cavalleria qualche centinaio di metri all’indietro.

In realtà le truppe francesi erano divise in tre tronconi, a presidiare l’intero perimetro attorno a Torino. Oltre al già citato settore Dora-Stura c’era una più ampia fetta delimitata dal Po e dalla Dora difesa dai soldati di de la Feuillade e la porzione orientale la cui spettava al generale Albergotti. Numericamente superiori di numero i francesi erano prigionieri della propria scelta di non rinunciare all’assedio e quindi bloccati sulle proprie posizioni dalla minaccia di una sortita della guarnigione sabauda e dalla presenza di un nutrito corpo di miliziani piemontesi sulla collina prospiciente la città.

Alle 11.00 l’ala sinistra imperiale iniziò l’attacco alle difese nemiche sull’intero fronte, l’ala sinistra aveva il compito di impegnare il nemico tenendolo fermo sulle posizioni il vero assalto era nel settore opposto dove il principe Eugenio di Savoia aveva concentrato tutte le compagnie di granatieri dell’armata e le brigate prussiane del principe Anhault-Dessau. Questi coraggiosi soldati tentarono per due volte di sfondare la linea nemica, sempre respinti dai tenaci difensori. Al terzo tentativo però le difese francesi cedettero di schianto, i soldati del reggimento La Marine, ormai privi di munizioni, abbandonano la trincea fuggendo verso Madonna di Campagna.

Le truppe imperiali attraversarono d’impeto le fortificazioni piegando verso destra per minacciare l’ala sinistra nemica ma la veemenza dell’attacco aveva pericolosamente esposto i fianchi della fanteria tedesca e la cavalleria borbonica di riserva non si fece sfuggire l’occasione caricando sui fianchi il nemico avanzante. Il principe Eugenio stesso si mise alla testa di una brigata di fanteria della seconda linea che avanzando aprì il fuoco sui cavalieri dell’Orléans decimandoli e rinsaldando il fronte.

Nello scontro il maresciallo Marsin perse la vita e il duca d’Orléans fu ferito e costretto ad abbandonare il campo. privi di ordini i brigadieri francesi tentarono di difendere le posizioni organizzando una nuova linea di difesa che andava da Madonna di Campagna alla cascina Balbiano e, piegando ad angolo retto, si congiungeva con l’ala sinistra che ancora teneva le posizioni. Ma gli imperiali ora avevano più spazio per manovrare e dispiegare tutta la propria superiorità numerica e ben presto i francesi furono travolti e costretti alla rotta.

Alle 12.00 anche la guarnigione di Torino era entrata in azione minacciando alle spalle il dispositivo borbonico, la sfiducia che già serpeggiava tra le file gallo-ispane si trasformò in panico travolgendo anche le truppe del duca de la Feuillade, non ancora impegnate in battaglia, volgendo in fuga l’intero esercito. Torino era libera. Nei giorni successivi i francesi si ritirarono verso le Alpi anziché verso oriente, abbandonando così il ducato di Milano in mani imperiali. In pochi giorni, travolte le ultime resistenze, l’intera Italia settentrionale cadeva nelle mani di Eugenio di Savoia. Per dirla con le sue parole: Che colpo, l’Italia è nostra!

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