Mollwitz 1741

10 aprile 1741

Federico II scende in campo

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Mollwitz, in pratica, è la battaglia che apre la Prima Guerra di Slesia, uno dei tanti conflitti che sui libri di storia sono riportati sotto il nome di Guerra di Successione Austriaca. È anche la prima battaglia campale che vede scendere in campo Federico II ed il suo comportamento quel giorno non fu certo degno della sua fama.

Mollwitz 1741

Legenda

Truppe
Fanteria di linea Granatieri Artiglieria Dragoni Fanteria leggera
Fanteria Granatieri Artiglieria Dragoni Fanteria leggera
Fanteria della guardia Picchieri Corazzieri Cavalleria pesante
Guardia Picchieri Corazzieri Cavalleria pesante
Traini o carriaggi Cavalleria della Guardia Cavalleria leggera
Traini o carriaggi Cavalleria della Guardia Cavalleria leggera
Nazionalità
Prussia Austria
Prussia Austria

Nella mappa ogni settore/quadrato misura 20cm nella scala 6mm o 10mm, 27cm nella scala 15mm (in questa scala si può arrotondare a 30cm la dimensione del quadrante), 40cm nella scala 20mm(1/72) e 25/28mm. Ogni unità sulla mappa rappresenta un reggimento di fanteria o di cavalleria. Le unità di artiglieria sono batterie di otto cannoni (a meno che non sia specificato diversamente).

Note

Il Kleiner Bach è intransitabile, c’è un unico ponte tra i settori F1 ed F2. Gli altri corsi d’acqua sono torrentelli che dimezzano il movimento ma non costituiscono ostacolo. Tutti i villaggi hanno VDF 1. La collina al centro del campo di battaglia (principalmente settori C3-D3) è costituita da pendii normali. Il bosco nel settore C4 ha VDF 0, tutti gli altri VDF 1.

La linea di rifornimento dell’esercito Imperiale passa per la strada di Mollwitz (settore A1), la linea di rifornimento dell’armata prussiana passa per Neudorf (settore F2).

Regole speciali

Romer

Per simulare l’autonomia del generale comandante l’ala sinistra austriaca il giocatore che controlla gli austriaci nella fase di Attivazione tira 1d6 separato per questo generale (è un dado di attivazione in più rispetto a quanto specificato nell’ordine di battaglia), l’eventuale ordine corrispondente a questo d6 può essere assegnato solo al generale Romer.

Federico II

Se la brigata in cui è inserita la cavalleria della guardia prussiana carica o va a contatto con il nemico Federico deve essere aggregato alla brigata il prima possibile. Se una qualsiasi base di cavalleria dell’ala destra prussiana perde una mischia o è costretta a ripiegare o va in rotta Federico II abbandona il campo immediatamente ed il comandante in capo diventa Schwerin ma, come di consueto per la sostituzione di un generale, con un turno di ritardo e dal turno successivo i d6 di attivazione prussiani sono ricalcolati per tener conto dei cambiamenti.

Protagonisti

Federico II Wilhelm Reinhard von Neipperg
Federico II di Hohenzollern der Große
(Berlino, 24.01.1712 – Potsdam, 17.08.1786)

Wilhelm Reinhard von Niepperg (Neipperg)
(27.05.1684 – 26.05.1774)

Armata Imperiale

17.600 uomini: 9.000 fanti, 7.800 cavalieri e dragoni, 6 cannoni da campo

  • Armata Imperiale: Niepperg -1 6um – 2d6 [9]
    • AsMdArt 1/3/-
      • Ala sinistra: Romer +1 8um
      • AsCur 1/-2/2 – AsCur 1/-2/2 – AsCur 1/-2/2 (rgt. Hohenembs, Birkenfeld, Seherr)
      • AsCur 1/-2/2 – AsCur 1/-2/2 (rgt. Seherr, Lanthieri)
      • AsDr 1/-2/2 (1/-1/0) – AsDr 1/-2/2 (1/-1/0) (rgt.Althann, Ligne)
    • Centro: Browne +1 8um
      • Prima linea: AsGn 2/1/0 – AsGn 2/1/0 – AsLn 1/1/0 (rgt. Lothringen, Heister, Botta, d’Adorno, Browne)
      • Prima linea: AsLn 1/1/0 – AsLn 1/1/0 – AsLn 0/0/0 (rgt. Kollowrat, Baden-Baden, O’Glivy, Karl von Lothringen)
      • Seconda linea: AsLn 1/1/0 – AsLn 1/1/0 – AsLn 0/0/0 (rgt. Daun, Thungen, Grunne/Harrach)
    • Ala destra: Berlichingen 0 8um
      • AsCur 1/-2/2 – AsCur 1/-2/2 – AsCur 1/-2/2 (rgt. Hohenzollern, Cordua)
      • AsDr 1/-2/2 (1/-1/0) – AsDr 1/-2/2 (1/-1/0) – AsLC 0/-/0 Sk (rgt. Liechtenstein, Batthyany, Wurttemberg)

Armata imperiale

 Esercito prussiano

20.100 uomini: 14.000 fanti, 4.900 cavalieri e dragoni, 12 cannoni da campo

  • Esercito prussiano: Frederick II +2/10um – 5d6 (Schwerin +1 8um – 4d6) [18]
    • PrLtArt 1/2/- PrMdArt 1/3/-
    • Ala sinistra: Posadowsky -1 6um
      • PrCur 2/-/2 – PrDr 2/-/2 (2/-1/0) – PrDr 2/-/2 (2/-1/0) (dragoni von Platen, Bayreuth, corazzieri Brandenburg-Schwedt, Leib Hussars)
    • Centro: Dietrich +1 8um
      • PrGd 2/1/0 – PrGn 2/1/2 – PrLn 1/1/1 (Garde, granatieri 1/25, 13/29, 20/22, rgt. Kleist)
      • PrLn 1/1/1 – PrLn 1/1/1 – PrLn 1/1/1 (rgt. Brandenburg, Klackstein, Waldburg, Prinz Leopold)
      • PrLn 1/1/1 – PrLn 1/1/1 – PrLn 1/1/0 (rgt. von Schwerin, Anhalt-Dessau, Glasenapp, von Borcke)
      • PrLn 1/1/1 – PrLn 1/1/0 – PrLn 1/1/0 (rgt. Saxe-Eisenach, Brandenburg-Schwedt, von Bredow, von Sydow)
    • Ala destra: Schulemburg 0 8um
      • PrGn 2/1/2 – PrGn 2/1/2 (rgt. 5/21, 3/22)
      • PrGC 2/-/2 – PrCur 2/-/2 (rgt. Gens d’Armes, Leib-Carabinier)
      • PrDr 2/-/2 (2/-1/0) – PrDr 2/-/2 (2/-1/0) (rgt. Schulenberg, …)

Esercito prussiano

La storia

Mollwitz, in pratica, è la battaglia che apre la Prima Guerra di Slesia, uno dei tanti conflitti che sui libri di storia sono riportati sotto il nome di Guerra di Successione Austriaca. È anche la prima battaglia campale che vede scendere in campo Federico II ed il suo comportamento quel giorno non fu certo degno della sua fama.

Antefatto

Il 16 dicembre 1740 Federico II aveva dato il via alla già citata Guerra di Successione Austriaca invadendo, a sorpresa, la Slesia. La reazione austriaca fu abbastanza rapida, in particolare un’armata comandata dal maresciallo Neipperg nella primavera del 1741, dopo aver abilmente eluso la sorveglianza prussiana, si diresse verso Neisse, assediata dal nemico. Federico II si precipitò all’inseguimento ed i due eserciti si incontrarono nei pressi di Mollwitz.

L’armata austriaca poteva contare su 18.000 uomini circa, equamente divisi tra cavalleria e fanteria, ma aveva pochissima artiglieria. L’avversario aveva una consistenza numerica superiore, quasi 24.000 uomini con la classica proporzione di due terzi di fanti, 17.000 moschetti, ed un terzo cavalleria, 4.500 sciabole, ed il supporto dell’artiglieria.

La battaglia

Lo schieramento prussiano non era da manuale: l’ala destra era decisamente inferiore alla cavalleria che il nemico aveva disposto sulla propria sinistra mentre la fanteria prussiana, decisamente superiore in numero a quella nemica, non aveva trovato lo spazio sufficiente per schierarsi nel modo migliore. Lo stato maggiore prussiano aveva pensato di ridurre lo svantaggio spostando in quel settore anche due battaglioni di granatieri.

La prima mossa della partita fu del comandante dell’ala sinistra austriaca, Romer, che, accortosi dell’inferiorità del nemico che lo fronteggiava, senza aspettare ordini superiori attaccò violentemente la cavalleria prussiana, tra le file della quale si trovava lo stesso Federico II. L’impeto della cavalleria imperiale schiantò il nemico e travolse anche i granatieri che si trovavano nelle retrovie della cavalleria sconfitta, l’ala sinistra austriaca era rimasta completamente padrona della zone attorno a Hermsdorf e, malgrado le pesantissime perdite subite, si apprestava ad aggirare il centro prussiano.

Neipperg cercò di sfruttare il vantaggio avanzando una parte della fanteria per supportare l’attacco e spostando alcuni reggimenti della cavalleria dell’ala destra dalla parte opposta del campo di battaglia per dare maggiore impeto alla manovra di aggiramento. Nello stesso tempo, scagliava in avanti anche quel che rimaneva della sua ala destra nel tentativo di avvolgere i prussiani da entrambi i lati annientandoli. La situazione era davvero grave per l’esercito prussiano e Federico II, anche su pressione dei suoi generali, abbandonò il campo convinto ormai di aver perso la battaglia.

Sul campo, invece, la sua fanteria dava il meglio di sé, evidenziando, forse per la prima volta, l’efficacia dell’addestramento a cui si era sopposta per anni. La seconda linea prussiana si dispose sulla propria destra, quasi ad angolo retto con i compagni della prima linea, e affrontò senza paura le ondate successive di cavalleria austriaca, falcidiando il nemico ad ogni carica con un rapido ed efficiente tiro di moschetto che ebbe un parziale rallentamento solo quando iniziarono a scarseggiare le munizioni. Ma usando la baionetta i fanti di Brandeburgo non furono, quel giorno, meno efficaci.

Schwerin, intravista la possibilità di cogliere la vittoria, ordinò un generale avanzamento del centro prussiano verso i resti dell’esercito austriaco che, travolti, ruppero le fila e fuggirono disordinatamente.

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