Staffarda 1690

18 agosto 1690

La più grave sconfitta delle truppe sabaude nella Guerra della grande alleanza

Scarica le liste per le Guerra della grande alleanza (Guerra dei nove anni) e lo scenario in formato PDF. Scenari collegati: Marsaglia 1693.

Il duca Vittorio Amedeo II, contro il parere dei suoi consiglieri de Louvigny e Eugenio di Savoia-Carignano, decide di affrontare in campo aperto l’armata francese in Piemonte forte del vantaggio numerico senza attendere le truppe imperiali. In realtà la battaglia sarà la più dura sconfitta subita dagli alleati in Italia nel corso della guerra.

La battaglia della Staffarda

Legenda

Truppe
Fanteria di linea Granatieri Artiglieria Dragoni Fanteria leggera
Fanteria Granatieri Artiglieria Dragoni Fanteria leggera
Fanteria della guardia Picchieri Corazzieri Cavalleria pesante
Guardia Picchieri Corazzieri Cavalleria pesante
Traini o carriaggi Cavalleria della Guardia Cavalleria leggera
Traini o carriaggi Cavalleria della Guardia Cavalleria leggera
Nazionalità
Francia Piemonte-Savoia Spagna Ducato di MIlano
Francia Ducato di Savoia Spagna Ducato di Milano

Nella mappa ogni settore/quadrato misura 20cm nella scala 6mm o 10mm, 27cm nella scala 15mm (in questa scala si può arrotondare a 30cm la dimensione del quadrante), 40cm nella scala 20mm(1/72) e 25/28mm. Ogni unità sulla mappa rappresenta un reggimento di fanteria o di cavalleria. Le unità di artiglieria sono batterie di otto cannoni (a meno che non sia specificato diversamente).

Note

Le cascine (settori F5 ed F4) possono essere occupate da una batteria di artiglieria o da una base di fanteria e hanno vdf1. L’abbazia di Staffarda può essere occupata da una base di fanteria e una di artiglieria e ha anch’essa vdf1.

Il fiume Po è intransitabile se non attraverso e guadi che si trovano nel settore F1 e nel settore B3. Gli altri corsi d’acqua sono guadabili da fanteria e cavalleria (ma non dall’artiglieria) e costituiscono ostacolo di livello 1.

I boschi hanno tutti vdf1. I campi coltivati (settori B5-B6, H6, G5 e G2) come da regolamento.

La linea di comunicazione dell’esercito francese transita lungo la strada che porta a Revello ed esce dal tavolo nel settore F6. La linea di comunicazione degli alleati attraversa il Po ed esce dal tavolo nel settore F1.

Regole speciali

Non ci sono regole speciali per questo scenario.

Protagonisti

vittorioamedeoii Nicolas de Catinat de La Fauconnerie
Vittorio Amedeo II Francesco di Savoia
(Torino 1666 – Moncalieri 1732)
Nicolas de Catinat de La Fauconnerie
(Parigi 1637 – St.-Gratien 1712)

Esercito alleato

17.500 uomini: 11.000 fanti, 3.600 cavalieri, 2.000 dragoni e 18 cannoni da campo

  • Esercito alleato: Vittorio Amedeo II 0 8um – 4d6 [10]
    • PsMdArt 1/1/-   – PsLtArt 1/0/   – PsLtArt 1/0/
    • PsLn 1/1/0 –PsLn 1/1/0 (rgt. Guardie, Piemonte, Savoia)
    • PsLn 1/1/0 – PsLn 1/1/0 (rgt. Saluzzo, Mondovì, Croce Bianca, Fucilieri)
    • Eugenio +2 10um ala destra
      • PsCav 1/-/1 – PsCav 1/-/1 – (rgt. Gardes du Corps)
      • PsCav 1/-/1 – (rgt. Gens d’Armes)
      • PsDr 1/-2/-1 (1/1/-1 -) (rgt. SAR, Genevois)
    • de Louvigny 0 8um centro, destra
      • SpPk 2/-1/0 – SpPk 1/-1/0 – SpPk 1/-1/0 (rgt. Lombardia, Savoya, Napoli, San Pedro)
      • MiPk 1/-1/0 – MiPk 1/-1/0 (rgt. Benedetto Alì, Bonesana, Porlezza, Dentici)
      • MiPk 1/-1/0 – MiPk 1/1/-1 (rgt. Colonna, Ulbin, de Cabrera)
    • d’Arco 0 8um ala sinistra
      • MiCav 1/-/0 – MiCav 1/-/0 (rgt. …)
      • MiDr 1/-1/-1 – sk (1/0/-2 – sk) (rgt. …)
      • MiLC 1/-1/0 – sk/ln (rgt. …)

Esercito alleato

Armata francese

16.000 uomini: 9.000 fanti e 2.400 cavalieri, 3.000 dragoni e 12 cannoni da campo

  • Armata francese: de Catinat +1 8um – 4d6 [9]
    • FrLtArt 1/0/- – FrLtArt 1/0/-
    • de Servon 0 8um ala destra
      • FrCav 1/-/1 – FrCav 1/-/1 (rgt. Servon, Montgomery, Peleporte, Chastelet)
      • FrDr 1/-1/-1 – sk/ln (1/0/0 – sk) (rgt. Mestre de Camp, Grammont, Fimarcon)
    • d’Artois 0 8um centro
      • FrPk 1/0/2 – FrPk 1/0/2 – FrPk 1/-1/0 (rgt. Grancey, Flanders, Perigord, Hainaut, Boissiere)
      • FrPk 1/0/1 – FrPk 1/0/1 – FrPk 1/-1/0 bdg. d’Artois (rgt. Lagarde, Robecq, Cambresis, Bourbon, Artois)
      • FrPk 1/0/1 – FrPk 1/0/1 – FrPk 1/-1/0 bdg. de la Sarre (rgt. La Sarre, Dauphine, Clerambault, Vexin, Pondins, d’Aligny, Costrange)
    • de Lalande 0 8um ala sinistra
      • FrCav 1/-/1 – FrCav 1/-/1 (rgt. Giradin, St Maurice, Sovaire, Jusfreville)
      • FrDr 1/-1/-1 – sk/ln (1/0/0 – sk) – FrDr 1/-1/-1 – sk/ln (1/0/0 – sk) (rgt. Lalande, Languedoc, Catinat, Auxillion)

Armata francese

Scenario alternativo

Le fonti sono abbastanza contraddittorie sul numero degli effettivi in campo. In questo scenario, alternativo al precedente, i due ordini di battaglia sono costruiti attorno all’ipotesi minima, quella con meno truppe sul terreno. La mappa (che comunque riportiamo qui di seguito con i piccoli cambiamenti richiesti da questo scenario alternativo) e le relative annotazioni restano le stesse.

Mappa

Esercito alleato

15.600 uomini: 10.000 fanti, 3.000 cavalieri, 2.000 dragoni e 12 cannoni da campo

  • Esercito alleato: Vittorio Amedeo II 0 8um – 4d6 [10]
    • PsMdArt 1/1/-   – PsLtArt 1/0/
    • PsLn 1/1/0 –PsLn 1/1/0 (rgt. Guardie, Piemonte, Savoia)
    • PsLn 1/1/0 – PsLn 1/1/0 (rgt. Saluzzo, Mondovì, Croce Bianca, Fucilieri)
    • Eugenio +2 10um ala destra
      • PsCav 1/-/1 – PsCav 1/-/1 – (rgt. Gardes du Corps, Gens d’Armes)
      • PsDr 1/-2/-1 (1/1/-1 -) (rgt. SAR, Genevois)
    • de Louvigny 0 8um centro, destra
      • SpPk 2/-1/0 – SpPk 1/-1/0 – SpPk 1/-1/0 (rgt. Lombardia, Savoya, Napoli, San Pedro)
      • MiPk 1/-1/0 – MiPk 1/-1/0 – MiPk 1/-1/0 (rgt. Benedetto Alì, Bonesana, Porlezza, Dentici, Colonna, Ulbin, de Cabrera)
    • d’Arco 0 8um ala sinistra
      • MiCav 1/-/0 – MiCav 1/-/0 (rgt. …)
      • MiDr 1/-1/-1 – sk (1/0/-2 – sk) (rgt. …)
      • MiLC 1/-1/0 – sk/ln (rgt. …)

Esercito alleato scenario alternativo

Armata francese

13.000 uomini: 8.000 fanti e 2.400 cavalieri, 2.000 dragoni e 12 cannoni da campo

  • Armata francese: de Catinat +1 8um – 4d6 [7]
    • FrLtArt 1/0/- – FrLtArt 1/0/-
    • de Servon 0 8um ala destra
      • FrCav 1/-/1 – FrCav 1/-/1 (rgt. Servon, Montgomery, Peleporte, Chastelet)
      • FrDr 1/-1/-1 – sk/ln (1/0/0 – sk) (rgt. Mestre de Camp, Grammont, Fimarcon)
    • d’Artois 0 8um centro
      • FrPk 1/0/2 – FrPk 1/0/2 – FrPk 1/-1/0 (rgt. Grancey, Flanders, Perigord, Hainaut, Boissiere)
      • FrPk 1/0/1 – FrPk 1/0/1 – FrPk 1/-1/0 bdg. d’Artois (rgt. Lagarde, Robecq, Cambresis, Bourbon, Artois)
      • FrPk 1/0/1 – FrPk 1/0/1 – FrPk 1/-1/0 bdg. de la Sarre (rgt. La Sarre, Dauphine, Clerambault, Vexin, Pondins, d’Aligny, Costrange)
    • de Lalande 0 8um ala sinistra
      • FrCav 1/-/1 – FrCav 1/-/1 (rgt. Giradin, St Maurice, Sovaire, Jusfreville)
      • FrDr 1/-1/-1 – sk/ln (1/0/0 – sk) – FrDr 1/-1/-1 – sk/ln (1/0/0 – sk) (rgt. Lalande, Languedoc, Catinat, Auxillion)

Armata francese scenario alternativo

La storia

Alla fine del XVII secolo il ducato di Savoia era stretto tra la Francia da una parte e il ducato di Milano, e quindi gli Asburgo, dall’altra. I due potentati tra loro nemici alternavano lusinghe a minacce perché il ducato si schierasse dalla loro parte, alla fina, dopo lunghe e faticose trattative, Vittorio Amedeo II scelse la Grande alleanza, in parte anche per sfuggire alle esose richieste del vicino d’oltralpe. Il ducato avrebbe ricevuto rinforzi spagnoli da Milano e truppe imperiali dall’Austria nonché sostegno economico da Inghilterra e Repubblica delle province unite (l’attuale Olanda).

Alla stipula dell’accordo i francesi passarono le Alpi con un’armata agli ordini di Nicolas Catinat, uno dei migliori comandanti dell’epoca, armata che in realtà aveva già messo piede in Piemonte con la scusa di combattere gli eretici valdesi. Nell’inviare de Catinat in Italia il marchese di Luvois, ministro della guerra francese, accompagna gli ordini con una frase molto esplicativa: Brulez, brulez bien leur pays! – Brucia, brucia bene il loro paese).

L’armata francese in Piemonte, secondo alcune fonti, poteva contare su 12.000 uomini e Vittorio Amedeo volle affrontare il nemico in campo aperto con le sue truppe e quelle spagnole del ducato di Milano malgrado de Louvigny (che comandava il contingente milanese) e il Principe Eugenio di Savoia-Carignano, ben più esperti, consigliassero una condotta più prudente in attesa delle truppe imperiali.

La vittoria di StaffardaI due eserciti si scontrarono sulle rive del Po, presso l’abbazia di Staffarda, in un campagna acquitrinoso e malsano. Gli alleati si schierarono con la destra protetta dal terreno paludoso e la sinistra dal fiume su due linee. Di fronte a loro l’armata nemica, meno numerosa ma molto meglio equipaggiata e addestrata, anch’essa su due linee, nel classico schieramento dell’epoca, con la cavalleria sulle ali e la fanteria al centro. Alcune cascine interrompevano la pianura, più o meno davanti all’ala destra alleata.

Il racconto della battaglia, di sola parte francese, riporta di duri scontri per il possesso di queste cascine perse e poi riprese, a costo altissimo in vite umane, dagli alleati mentre l’ala sinistra piemontese veniva minacciata dai dragoni francesi penetrati nella boscaglia.

Il combattimento coinvolse ben presto tutta la prima linea di entrambi gli schieramenti logorando soprattutto le fanterie alleate, quando i francesi attaccarono con la seconda linea, tenuta fino a quel momento di riserva, fu chiaro che Vittorio Amedeo non aveva più truppe da opporre e l’intero centro alleato crollò sotto la spinta avversaria.

I fanti milanesi e piemontesi fuggirono disordinatamente verso il Po ma il disastro fu evitato grazie al coraggio e all’abnegazione della cavalleria savoiarda che rallentò l’inseguimento nemico quel tanto che bastava per permettere all’esercito in rotta di attraversare il fiume.