Categoria: Seicento

La battaglia di Honnecourt del 1642

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La Guerra dei trent’anni sta per finire, i protagonisti ancora non lo sanno, ma si trascinerà per sei anni e poi sarà finita. Manca meno di un anno alla battaglia di Rocroi che nell’immaginario generale porrà fine all’epoca dei tercios, la coraggiosa fanteria spagnola.

La battaglia di Honnecourt di Pieter Snayers
La battaglia di Honnecourt, dipinto di Pieter Snayers

Ma non è ancora il 1643. Siamo nella primavera dell’anno prima, i francesi assediano Perpignan. Il governatore delle Fiandre, Francisco de Melo, marchese di Terceira e Tor de Laguna e conte di Assumar, non sa ancora che guiderà le truppe del re di Spagna alla disastrosa sconfitta di Rocroi. Per ora Francisco fa il suo dovere e per distrarre i francesi dall’assedio di Perpignan entra in territorio francese e conquista Lens e la fortezza di La Basée e, non contento, infligge una sonora sconfitta al nemico nei pressi di Honnecourt-sur-Escaut. Uno degli ultimi colpi di coda delle armate spagnole nelle Fiandre. L’armata della Champagne è praticamente annientata ma de Melo sarà ricordato solo per Rocroi e non per la vittoria del maggio del 1642.

Lo scenario per rigiocare la battaglia di Honnecourt con il regolamento A la Guerre… lo trovate seguendo questo collegamento mentre le liste per la Guerra dei trent’anni sono qui, se volete sapere dove si trova Honnecourt-sur-Escaut consultate la mappa.

Su questo sito c’è anche lo scenario per la battaglia di Lens del 1648, quando gli spagnoli tentarono ancora una volta di assediare e conquistare Lens.

de cape et d’epée: liste per la Guerra dei trent’anni

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Dal 1618 al 1648 l’Europa fu attraversata in lungo e in largo da una moltitudine di eserciti che affrontandosi sui campi di battaglia in Germania, nelle Fiandre, ma anche in Italia, diedero vita a quella che successivamente fu chiamata la Guerra dei trent’anni. Un conflitto combattuto anche (o forse soprattutto) da mercenari, professionisti della guerra, che spesso non sapevano far altro nella vita. Personaggi magistralmente descritti da Arturo Perez-Reverte nei suoi romanzi della saga del capitano Alatriste.

Il regolamento de cape et d’epée è perfetto per rivivere su un tavolo di gioco e poi raccontare le storie di questi soldati, forse avventurieri, forse soldati di ventura.

Per meglio simulare le vicende dei soldati della Guerra dei trent’anni, di questo si tratta infatti, è ora disponibile una serie di liste e alcune regola speciali che specificano le caratteristiche dei combattenti della prima metà del seicento. Perfette per ambientare una partita, un’avventura, nell’Europa del XVII secolo, si integrano (e forniscono una base) con le liste che descrivono i personaggi dei romanzi di Alexandre Dumas – http://alaguerre.luridoteca.net/material/dcdedumas.pdf.

Le liste, come al solito gratuite, si possono trovare qui: alaguerre.luridoteca.net/?page_id=899, mentre il regolamento è disponibile nella pagina download del sito.

La battaglia di Newtown del 1689

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La scorsa settimana abbiamo giocato la battaglia di Newtown del 10 agosto 1689 (qui c’è lo scenario). La vittoria è andata agli inglesi, favoriti e in soprannumero, in poco meno di un’ora. Un breve racconto della partita lo potete trovare nella pagina Facebook della Lu(ri)doteca  https://www.facebook.com/pg/Luridoteca-Latina… o sul profilo G+ della stessa associazione https://plus.google.com/+LuridotecaLatina/posts/…

Per l’occasione è stato aggiornato e rivisto lo scenario, in modo particolare sono state aggiunte due regole speciali per caratterizzare meglio la battaglia e rendere la simulazione quanto più possibile simile alla realtà. In particolare il giocatore irlandese ha ora la possibilità di aumentare la coesione del proprio esercito, piuttosto scarsa in verità, spostando fuori dal tavolo di gioco alcune delle proprie basi e quindi cercando, come fu in realtà, di salvare quanti più uomini possibile.

Due battaglioni di picche e moschetti giacobiti (irlandesi)

Lo scenario per la battaglia del Boyne

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Pubblicato lo scenario per la battaglia del fiume Boyne, combattuta nei pressi di Drogheda (Irlanda) il 12 luglio 1690.

Quella del fiume Boyne è la battaglia più famosa combattuto in Irlanda. Battaglia che vide in campo due re: Guglielmo III d’Orange, da due anni sul trono inglese, e Giacomo II, spodestato nel corso della Gloriosa rivoluzione che consegnò la corona di Inghilterra a Scozia proprio a Guglielmo III.
Sul terreno si affrontarono circa 30.000 sostenitori di Guglielmo III, detti guglielmiti dal nome del re, per lo più inglesi, scozzesi e nord-irlandesi, sostenuti da truppe ben addestrate e meglio equipaggiate provenienti dalla Repubblica delle Province unite (l’attuale Olanda) e dalla Danimarca. Contro di loro 25.000 giacobiti, i sostenitori di Giacomo II – Jacob, appoggiati da un contingente di soldati francesi inviati da Luigi XIV.
La battaglia si risolse a favore degli inglesi consegnando la capitale Dublino a Guglielmo III. La guerra però proseguì per un altro anno ancora, fino alla decisiva battaglia di Aughrim del 22 luglio 1691, quando gli insorti furono definitivamente sconfitti.
La battaglia di Oldbridge
Massimo Petrini e Gabriele Rodolico sono al comando delle truppe inglesi a Oldbridge

In realtà sono proposti due scenari. Il primo vuole simulare gli scontri principali, combattuti attorno ai guadi sul fiume Boyne, e si può giocare su un tavolo classico di wargame, anche se piuttosto grande. Il secondo ricostruisce l’intera battaglia strategica, l’avvicinamento delle truppe di Guglielmo III al fiume provenienti da nord e le conseguenti manovre dell’esercito irlandese; questa ampia simulazione può essere giocata con le regole per la battaglia strategica contenute nel supplemento A di A la Guerre… che si può scaricare, come sempre gratuitamente, nella pagina Download.

Il regolamento copre abbastanza bene la campagna in Irlanda del 1689-1691 infatti, oltre alle liste per le Guerre dei due re, ci sono ben quattro scenari storici e uno ipotetico mentre le liste e due scenari per il regolamento skirmish de cape et d’epée sono in preparazione:
– lo scontro principale della battaglia del Boyne al guado di Oldbridge
– uno scenario ipotetico sullo scontro a Duleek, nel corso della ritirata dell’esercito giacobita
Alcune foto dello scenario di quest’ultima battaglia, presentato a Livorno Wargames il 4 maggio 2014, le potete vedere qui. Ci sono anche alcune foto della battaglia di Oldbridge giocata a Latina l’undici dicembre 2013.

Aggiornati gli scenari per le Guerre dei due re

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Ci sono alcuni piccoli aggiustamenti agli scenari per le battaglie combattute in Irlanda tra Guglielmo III d’Orange e Giacomo II, parte di quelle che i britannici definiscono le Guerre dei due re ma che, in realtà, altro non sono che la Guerra della Lega di Augusta in terra irlandese.

Sostanzialmente sono state corrette le date cercando di chiarire meglio le differenze tra calendario giuliano e calendario gregoriano (adottato negli stati italiani sin dalla fine del ‘500 ma nel Regno unito solo nel 1752). Gli scenari interessati sono quelli delle battaglie di Newton (Newtownbutler) del 1689, di Oldbridge (parte della battaglie del fiume Boyne) del 1690, lo scenario ipotetico ambientato a Duleek nel 1690 e la battaglia di Aughrim del 1691. Ricordiamo che le liste per le campagne giacobite in Irlanda sono disponibili nella pagina liste eserciti ‘600.

Fleurus 1690: il capolavoro del duca di Luxembourg

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Si amplia l’offerta degli scenari per l’ultima parte del XVII secolo con la battaglia di Fleurus del 1690. Uno scontro un po’ fuori dai canoni classici del secolo (e della prima parte del secolo successivo) che prevedevano lo schieramento delle truppe su lunghe linee parallele con la fanteria a presidiare il centro e le cavallerie sulle ali nel tentativo di aggirare il nemico. In realtà a Fleurus il duca di Luxembourg progetta e realizza una vera e propria manovra di aggiramento ben più ardita, impegnando l’avversario al centro e portando una colonna di fanteria e cavalleria oltre l’ala sinistra dell’esercito confederato. Manovra magistralmente eseguita che in poche ore provocò la sconfitta del principe di Waldeck.

Si tratta in realtà di tre scenari: il primo, classico, ricostruisce la battaglia a partire dai primi scontri, con la colonna aggirante già sul fianco del nemico, uno scenario per un classico tavolo di wargame. Il terzo scenario, che richiede meno miniature e si può concludere in un tempo davvero ristretto, simula lo scontro che decise la battaglia proprio tra la colonna guidata dal duca di Luxembourg e le truppe frettolosamente inviate dal principe di Waldeck per impedire l’avvolgimento della propria linea di battaglia.

La proposta più interessante è però la ricostruzione della battaglia strategica, con i francesi che hanno appena lasciato il proprio accampamento e si accingono a raggiungere il campo di battaglia tra Fleurus e St. Amand. In questo scenario l’aggiramento non è ancora avvenuto e i due comandanti in capo possono ancora decidere come schierare le proprie truppe. Questo scenario si può simulare con le regole per la battaglia strategica contenute nel Supplemento A (e che si possono scaricare gratuitamente nella pagina Download).

Un primo tutorial per la battaglia strategica

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Tra i tutorial per la serie di regolamenti A la Guerre… (ancora troppo pochi purtroppo) ora ce n’è uno davvero interessante – Avanzata sull’ala sinistra – che illustra le principali caratteristiche delle regole per la battaglia strategica che sono esposte nel Supplemento A.

Si illustrano le  manovre di una divisione spagnola (in realtà parlamentari inglesi a supporto dell’armata spagnola) che a Dukerque si mette in marcia prima dell’alba per raggiungere la posizione assegnatale nello schieramento per la battaglia del giorno che sta per iniziare, ma l’avanzata richiede precauzione perché il nemico francese è (o sembra?) vicino! La minaccia nemica (vera o presunta) richiederà un’accurata esplorazione (non troppo accurata, come vedremo) di una fattoria per evitare sorprese.

Miniature 10mm imbasettate come 15mm

Published / by gualtiero.grassucci / 2 commenti su Miniature 10mm imbasettate come 15mm

Alla ricerca di un maggiore impatto visivo dei reggimenti di picche e moschetti ultimamente ho pensato di sperimentare una nuova soluzione: sistemare le miniature 10mm sulle basi pensate per i 15mm, basi quindi con il fronte ampio 8cm e profonde 4cm (anzichè su basi 6cm x 3cm, come quelle per le miniature in 6mm), a questo proposito si può consultare questo collegamento: Basi ‘600. La scelta si è orientata sulle miniature Pendraken, range Legue of Augsburg – http://www.pendraken.co.uk/Catalog.aspx?CategoryId=12&SubCategoryId=258. A seguire le prime basi completate.

Artiglieria e fanteria francese
Artiglieria francese e un reggimento di fanteria, stessa nazionalità. Miniature e gabbioni Pendraken, materiale scenico autocostruito.

L’artiglieria è sistemata su una base 4cm x 4cm, i gabbioni e le protezioni sono a parte e separabili dalla base. Nelle due foto che seguono si apprezza meglio l’imbasettamento dell’artiglieria. Sulla base c’è spazio, oltre al pezzo di artiglieria vero e proprio, per quattro serventi e qualche elemento di attrezzatura.

Artiglieria francese e gabbioni
Batteria di artiglieria francese con serventi e gabbioni di protezione. Miniature e gabbioni Pendraken, materiale scenico autocostruito.
Batteria di artiglieria dall'alto
La batteria di artiglieria vista dall’alto. Miniature e gabbioni Pendraken, materiale scenico autocostruito.

Sulla base di fanteria (reggimento francese La Marche) sono sistemate 24 miniature, oltre al caduto ci sono otto picchieri e dodici moschettieri più il comando del reggimento. Le due foto qui sotto mostrano la sistemazione delle miniature sulla base.

Reggimento francese di fanteria La Marche
Reggimento francese di fanteria La Marche. Miniature Pendraken, materiale scenico autocostruito.
Reggimento di fanteria La Marche
Reggimento di fanteria La Marche. Miniature Pendraken.

Per fare un confronto qui di seguito un reggimento di fanteria irlandese dello stesso periodo, fine del XVII secolo, con miniature 15mm. Rispetto alla base in 10mm si perde la divisione tra il blocco centrale composto dai picchieri e le due ali di moschettieri.

Reggimento di fanteria irlandese
Reggimento di fanteria irlandese (giacobita). Miniature Venexia, materiale scenico autocostruito.

Duleek 1690, uno scenario ipotetico

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Il primo luglio 1690 l’esercito irlandese che sosteneva Giacomo II fu sconfitto sulle rive del fiume Boyne dai seguaci di William III d’Orange. Abbiamo raccontato una parte di questa battaglia nello scenario Oldbridge 1690, qui vogliamo concentrare l’attenzione sulle ore immediatamente successive alla battaglia, che si concluse all’inizio del pomeriggio del primo luglio.

La ritirata giacobita avvenne nel caos, senza ordini. Solo il desiderio di allontanarsi dal campo di battaglia guidava i soldati irlandesi che, per guadagnare velocità avevano abbandonato armi ed equipaggiamento lungo la strada. La direzione era verso sud, verso Dublino e la salvezza. Tra Donore e Dublino la strada attraversa il fiume Nanny su uno stretto ponte di pietra. Le rive scoscese del fiume e le dimensioni del ponte crearono uno spaventoso assembramento di fanti e carri, tutti in attesa di passare. Nella confusione più generale la cavalleria di Berwick, che sopraggiungeva al galoppo, fu scambiata per il nemico scatenando un breve combattimento fratricida.

Per fortuna dell’esercito irlandese, la spossatezza del nemico e la distanza della riserva nemica (ancora impegnata ad attraversare il Boyne), avevano rallentato l’inseguimento nemico. Fu solo nel tardo pomeriggio che il duca di Schomberg, alla testa della cavalleria inglese, raggiunse sulla strada verso Dublino la brigata francese che marciava nelle retrovie dell’armata giacobita in ritirata. I fanti francesi furno capaci di schierarsi a battaglia e impegnare il nemico in una breve scaramuccia prima di attraversare il fiume Naul. Sugli argini di questo corso d’acqua Tyrconnell (già calavano le prime ombre della sera) fu in grado di schierare parecchi battaglioni di fanteria e alcuni squadroni di cavalleria, sufficienti per impensierire il nemico che, schierato a sua volta aldilà del fiume, fu costretto a fermare la sua corsa e, considerata l’ora e la stanchezza degli uomini, a rinunciare all’inseguimento.

L’esercito giacobita, malgrado la sconfitta e la fuga disordinata, raggiunse in gran parte Dublino, ma non sarebbe stato facile rimpiazzare le armi e e l’equipaggiamento abbandonato lungo la strada tra Oldbridge e Dublino.

Lo scenario

Il ponte di Duleek sul fiume NannyA partire da questo fatto storico, abbiamo pensato di creare uno scenario ipotetico: Duleek 1690. Abbiamo supposto che Tyrconnell ed Hamilton siano stati capaci di radunare e riordinare un numero sufficiente di reggimenti di fanteria per difendere il ponte sul Nanny: in tutto 4000 fanti e 1.600 tra dragoni e cavalleggeri. Tra loro parte della brigata francese che tanto bene si comportò nel corso della ritirata reale. Dal’altra parte, una volta raggiunta la retroguardia nemica schierata sulle rive del Nanny, la cavalleria guglielmita arresta la sua corsa e attende la fanteria inglese e olandese in marcia, a propria volta, verso Dublino.

Da qui nasce lo scenario Duleek 1690, scontro tra retroguardia giacobita e avanguardia anglo-inglese, che immaginiamo avvenga il giorno seguente alla battaglia. In palio c’è la strada verso Dublino!

Nello scenario, visto il piccolo numero di effettivi delle due parti, ogni base di fanteria rappresenta 500 uomini mentre una base di cavalleria è composta da 300 soldati a cavallo. Allo stesso modo, una base di artiglieria è scalata per rappresentare una batteria di soli tre cannoni.

Le regole speciali

Lo scenario, come detto, è del tutto ipotetico e quindi abbiamo una certa libertà per renderlo interessante. È uno scontro casuale, non pianificato, avvenuto quasi per caso, senza che nessuno dei contendenti abbia potuto scegliere il terreno dello scontro o predisporre una strategia. Inoltre la velocità, per gli inseguitori, è un requisito essenziale: più rapidmente si travolge la difesa avversaria, maggiori sono le possibilità di raggiungere il grosso dell’esercito in fuga. D’altra parte gli irlandesi sono in ritirata, il giorno prima hanno perso una battaglia decisiva, il morale non è alle stelle.

Per stimolare i giocatori a rivivere questa situazione abbiamo introdotto due regole speciali:

  • Giacomo II, considerando in pericolo la sua vita, abbandonò ben presto l’Irlanda lasciando il compito di continuare la resistenza ai suoi generali. Immaginiamo che la notizia della sua partenza per la Francia abbia raggiunto i soldati giacobiti a difesa del Nanny, il loro morale, già in bilico, potrebbe cedere di schianto e indurli a abbandonare la lotta. Ecco il motivo della regola speciale La fuga di Giacomo II.
  • Al contrario, una tenace resistenza irlandese potrebbe indurre gli inglesi a ripensare la loro strategia. Perchè rischiare vite umane, che potrebbero rivelarsi preziose nel seguito della campagna, per vincere una battaglia che, se prolungata, non porterebbe nessuna vantaggio strategico? Ecco il perchè della regola La rapidità dell’inseguimento.

Infine, opzionale, una terza regola: sul campo di battaglia, se il tempo è sufficiente, potrebbero arrivare altri reggimenti guglielmiti provenienti dal Boyne: è la regola Rinforzi guglielmiti.

In conclusione. Né gli uni, né gli altri possono giocare questa partita tergiversando o perdendo tempo. Per entrambi la rapidità è essenziale! Ne potrebbe scaturire una battaglia davvero interessante.

Aggiornato l’elenco degli scenari per ¡¡No queda sino batirnos!!

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Gli scenari per la Guerra civile inglese (ECW), anche detta Guerra dei tre regni, sono ora visibili anche direttamente sul sito, senza la necessità di scaricare il documento in formato PDF. Si tratta degli scenari per la battaglia di Edgehill, quella di Newbury, ancora la battaglia di Cheriton (Arlesford) e infine quella di Rathmines in Irlanda.

Come di consueto un elenco degli scenari per la versione seicentesca del regolamento sono qui: Scenari ‘600.