Categoria: Guerra dei Trent’anni

La battaglia di Lens

Published / by gualtiero.grassucci / 2 commenti su La battaglia di Lens

La storia è stata riscritta

Domenica mattina abbiamo riscritto la storia della battaglia di Lens. L’esercito delle Fiandre, capitanato dall’arciduca Leopoldo (Maurizio Curti) e Carlo IV d’Austria (Andrea Raponi) ha avuto la meglio sull’armata francese, numericamente inferiore a onor del vero, guidata dal principe di Condé (Andrea Curti) e il conte de Guiche (Gualtiero Grassucci ).

Mauriio Curti (a sinistra) e Andrea Raponi: i comandanti spagnoli.
Maurizio Curti (a sinistra) e Andrea Raponi: i comandanti spagnoli.

La battaglia ha avuto un andamento diametralmente opposto a quella storica. Non appena terminato lo schieramento le truppe spagnole hanno iniziato a muovere, come un sol uomo, verso il nemico. Più lentamente le possenti formazioni di fanteria al centro, più rapidamente la numerosa cavalleria alle ali.

Il primo scontro, la prima scaramuccia, vede vittoriosi i francesi. Il reggimento di cavalleria francese Mazarin, schierato all’estrema sinistra, resiste a un attacco combinato di cavalleria leggera e pesante avversaria, la controcarica travolge il nemico costringendolo a una fuga precipitosa. Sarà solo un fuoco di paglia!

Incuranti di questo primo smacco gli spagnoli continuano ad avanzare. la cavalleria all’ala sinistra sfrutta abilmente lo spazio tra il campo di battaglia e il paese di Liévin ampliando lo schieramento. Condé risponde spostando rapidamente i reggimenti di cavalleria di Erlach, tenuti inizialmente in riserva, a supporto del fianco minacciato. Al centro le artiglieria ingaggiano un duello che, però, produrrà ben pochi risultati.

Il campo di battaglia visto da nord-est. Sulla destra l'armata delle Fiandre, sulla sinistra l'esercito francese.
Il campo di battaglia visto da nord-est. Sulla destra l’armata delle Fiandre, sulla sinistra l’esercito francese.

La battaglia entra nel vivo. La cavalleria lorenese e spagnola di Carlo IV respinge una carica dei francesi, forse prematura, e il reggimento di M. le Prince è preso sul fianco e travolto. I soldati a cavallo di Erlach, attardati, non riescono a schierarsi a supporto dell’ala destra francese e, presi di sorpresa, si disordinano. Condé stesso si mette alla testa del reggimento di S.A. Reale e coraggiosamente carica il nemico per cercare di guadagnare tempo ma è troppo tardi. L’intera ala destra francese è travolta.

Purtroppo per i francesi una tragedia simile, nelle stesse ore, si svolge nei pressi di Loos-en-Gohelle. Bucquoy trascina avanti l’ala destra spagnola, una carica dopo l’altra, costringendo infine il nemico ad abbandonare il campo. Il centro francese, che aveva colto qualche piccolo successo con l’artiglieria che iniziava a provocare vittime tra i fanti dei Tercios avanzanti, si trova improvvisamente scoperto su entrambi i fianchi e non può far altro che abbandonare il terreno dello scontro. La battaglia è perduta!

Tornavento battle report

Published / by gualtiero.grassucci

La narrazione della battaglia di Tornavento (qui c’è lo scenario) giocata a Latina il 2 dicembre 2012 (il post è riportato dalla versione precedente del sito).

Personaggi e interpreti

Martin de Aragòn, comandante della battaglia Bullet Francesco Ceccon
Carlo I de Blanchefort de Créquy, comandante del corpo francese Bullet Antonio Gaudino
Vittorio Amedeo I duca di Savoia, comandante dell’esercito alleato Bullet Gualtiero Grassucci
Diego Mexìa Felipez de Guzman y Dàvila, comandante dell’esercito spagnolo Bullet Massimo Petrini
César de Choiseul comte du Plessis-Praslin, comandante dell’ala sinistra Bullet Renzo Roberti

La battaglia

Latina, 2 dicembre 2012

La battaglia si apre con il tiro dell’artiglieria spagnola, piuttosto inefficace invero, situata proprio al centro dello schieramento, contro le fortificazioni difese dagli uomini dide Florainville. Gli spagnoli continuano a mantenere l’iniziativa e le truppe del generale Gambacorta iniziano ad avanzare verso il naviglio grande mentre la cavalleria leggera dei reggimenti imperiali (principalmente archibugieri a cavallo) si allarga sulla destra per aggirare le posizioni difensive nemiche immediatamente contrastata dalla cavalleria dei reggimenti francesi Lestang, Diximieux e Allencourt che carica gli archibugieri a cavallo avversari con impeto spingendoli verso la strada per Lonate Pozzolo.

Il tempo guadagnato dalla cavalleria francese è sufficiente perché il comando franco-savoiardo possa reagire prontamente. Le truppe di Vittorio Amedeo passano senza indugio il Naviglio Grande. L’artiglieria prende posizione alla sinistra della linea di fortificazioni, i picchieri e i moschettieri la supportano allargando il fronte ancora più a sinistra e la cavalleria dei reggimenti piemontesi Souvray e Castelan si unisce a quella francese nelle cariche che respingono ancora una volta gli archibugieri nemici versoLonate Pozzolo.

I generali spagnoli, francesi e savoiardi capiscono ben presto che quello che sta per iniziare è il combattimento cruciale, quello che risolverà lo scontro. E avverrà sul lato settentrionale del campo di battaglia.

L’assalto spagnolo

Due grandi quadrati di picche e moschetti avanzano lentamente ma inesorabilmente verso le linee nemiche, più a sinistra i reggimenti tedeschi Kas e Fuchs, a destra e poco più indietro i famigerati Carlo della Gatta, Giulio Cesare Borromeo e Luzio Bocapianola. È uno spettacolo bello e terribile, i veterani di tante battaglie procedono solennemente mentre i picchieri francesi si dispongono per accoglierli con le picche in resta. Lo scontro è violento e rapido allo stesso tempo, pochi minuti e i soldati di re Luigi devono cedere terreno e ripiegare in gran confusione verso il Naviglio Grande e la salvezza.

La situazione per i franco-savoiardi è davvero pericolosa, due grandi Tercios stanno avvolgendo l’ala sinistra e il rischio che le fortificazioni difensive, costruite in gran fretta nel corso della notte appena passata, è più che reale!

Per fortuna degli alleati l’impeto e l’iniziativa spagnole sembrano scemare dopo questo primo successo. Le truppe piemontesi provenienti dal ponte sul naviglio hanno il tempo di schierarsi formando due solide linee di picche mentre l’artiglieria inizia a bombardare con inaudita violenza la massa compatta dei fanti nemici provocando gravissime perdite, la famigerata solidità dei Tercios è messa a dura prova dalla violenza del bombardamento di artiglieria. Ancora una volta i soldati del re di Spagna trovano la forza di avanzare sotto il fuoco incrociato dei mercenari scozzesi e dei cannoni francesi, l’artiglieria è travolta e le bocche da fuoco distrutte. Ma a che prezzo! I reggimenti imperiali sono decimati e, con la cavalleria lontana e inattiva, esposti in una posizione troppo avanzata.

Il contrattacco franco-savoiardo

Vittorio Amedeo e Créquy vedono la possibilità di un contrattacco, le picche piemontesi avanzano verso il nemico sottoponendo i soldati dell’odiato Asburgo a un violento fuoco di moschetteria per poi lanciarsi all’assalto con veemenza. Il quadrato spagnolo ondeggia, si disordina e poi cede di schianto fuggendo disordinatamente verso le retrovie.

I compagni italiani avanzano a loro volta per fermare l’avanzata nemica ma sono circondati su tre lati: sul fronte le picche piemontesi galvanizzate dal successo, sulla propria sinistra gli scozzesi di Crequy mentre il fianco sinistro è minacciato dalla cavalleria pesante piemontese dei reggimenti Souvray, Castelan. Lo scontro riprende con vigore da entrambe le parti ma gli italiani al servizio del re di Spagna sono costretti a cedere terreno e piano piano la compattezza del Tercio inizia a vacillare, il panico inizia a serpeggiare tra le file dei fanti fino a che la famosa fanteria spagnola è costretta a cedere di schianto e fuggire per salvare la vita. Meschini! La cavalleria piemontese è in agguato e con una carica irrefrenabile travolge quel che resta del Tercio. L’ala destra spagnola cessa di esistere e le truppe franco-savoiarde iniziano a riorganizzarsi prima di riprendere l’avanzata con l’obiettivo di avvolgere il centro nemico.

Fasi finali

La vittoria sull’ala sinistra galvanizza l’intero esercito alleato e le truppe di Pressi-Praslin, abbandonate le fortificazioni, iniziano ad avanzare verso il nemico, a dire il vero piuttosto inattivo nel settore meridionale del campo di battaglia.

I combattimenti si accendono anche a sud e ben presto diventano feroci e brutali. La cavalleria spagnola, in un disperato tentativo di guadagnare tempo, si lancia all’attacco sia al centro, dove ingaggia un violento combattimento con le truppe di Prassi-Praslin, sia sull’estrema sinistra, dove viene fieramente contrastata dalla cavalleria francese del generale de Florainville. E finalmente anche i Tercios del generale de Aragòn avanzano per supportare la cavalleria amica aggredendo i fanti nemici che hanno appena lasciato le fortificazioni.

I reggimenti italiani Lombardia, Mortara e Fijo de la Mar de Napoles tengono alto l’onore della fanteria spagnola travolgendo e annientando le picche francesi Peyregourdee de Florainville e la speranza sembra rinascere nei cuori dei duri soldati iberici.

Ma è un attimo. La cavalleria all’ala sinistra è spazzata via dalla controparte nemica. Non c’è nemmeno il tempo di programmare una contro manovra che il Tercio formato dai reggimenti Gaspare Visconti, Principe Borso di Modena e Gilles de Haes, già da qualche tempo impegnato in un aspro combattimento che ha provocato perdite sanguinose, crolla sotto i colpi del nemico fuggendo disordinatamente.

È il colpo decisivo. L’intera armata spagnola è scossa dalla perdita dei migliori reggimenti e ondeggia sotto i colpi del nemico. La battaglia è perduta e non resta che tentare di salvarsi la vita!

Prosegue il trasferimento del materiale nel nuovo sito

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Anche se un po’ a rilento prosegue l’upload del materiale nel nuovo sito dedicato al regolamento A la Guerre… Due scenari per il settecento (Chiari 1701 e Luzzara 1702) e due per il seicento (Wimpfen 1622 e Stadtlohn 1623) sono ora disponibili anche direttamente sul web e non solo in formato PDF.

Nei prossimi giorni saranno caricati via via tutti gli altri scenari che però, ricordiamo, sono comunque accessibili in formato PDF dalle pagine Scenari ‘600 e Scenari ‘700.