Categoria: Seicento

Dadi.com 2016

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Siamo in partenza! Si inizia la campagna di Dadi.com (manifestazione sanmarinese in concomitanza con San Marino Game Convention). Quest’anno abbiamo pensato di allargarci un po’: saremo presenti sin dalla mattina di sabato con de diversi scenari:

  • Bruciate tutto! per il nuovissimo regolamento de cape et d’épée (di cappa e spada) per piccole schermaglie nell’era della picca e del moschetto. Lo scenario, intrigante, è ispirato a un evento narrato da Alexandre Dumas nel suo Il visconte di Bragelonne, ultimo romanzo del ciclo dei moschettieri. E infatti tra i protagonisti troverete il conte del la Fére, meglio noto come Athos, e il guascone d’Artagnan.
  • La battaglia delle dune, Dunkerque 1658. Una strana battaglia che vide l’esercito francese affrontare, sulle spiagge del nord della Francia, un armata spagnola con truppe inglesi (parlamentari) schierate a sostegno dei soldati di Luigi XIV e fanti inglesi sul fronte opposto, insieme ai francesi della Fronda. Un vero rompicapo.

Supplemento A

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Espansioni e regole opzionali per A la Guerre…

Supplemento A
Una pagina del supplemento A in cui si possono notare, in alto a destra, le icone relativa alle due versioni del regolamento. La presenza di entrambe segnala la possibilità di usare le regole contenute in questa pagina sia per il seicento che per il settecento.

Il Supplemento A espande i regolamenti della serie A la Guerre… con nuove possibilità e simulazioni sempre più interessanti e intriganti. Alcune delle espansioni si applicano sia alla versione seicentesca che a quella settecentesca del regolamento, altre sono specifiche per ¡¡No queda sino batirnos!!. Alcune icone poste in alto a destra delle pagina dispari segnalano visivamente se il capitolo/paragrafo è destinato a una, l’altra o entrambe le versioni.

Il supplemento A, come è consuetudine per A la Guerre…, è disponibile gratuitamente nella pagina Download o seguendo direttamente questo collegamento. Nella stessa pagina Download si può trovare altro materiale, in particolare le basi apparenti per la battaglia strategica e i segnalini evento per la regola A2.3 Eventi.

Battaglia strategica

Sicuramente è la parte più interessante e ricca del supplemento. È stata progettata per simulare le ore cruciali prima della battaglia, le manovre per schierare l’esercito nel modo migliore ricercando e sfruttando ogni possibile punto debole dell’avversario. Le procedure descrivono tutta una serie di meccanismi per schierare e manovrare le truppe fuori dal tavolo e nascondere le mosse del nemico. La fase di esplorazione diventa così essenziale per non trovarsi in difficoltà nella battaglia vera e propria.

Alla difficoltà di manovrare senza una perfetta conoscenza delle mosse dell’avversario si aggiunge la possibilità che le azioni delle proprie truppe scatenino eventi del tutto imprevisti, a volte favorevoli, a volte sfavorevole, sempre improvvisi. La sorpresa può essere evitata, ancora una volta, solo con un’efficace azione di esplorazione. Le fanterie e le cavallerie leggere, i dragoni, diventeranno davvero indispensabili prima che la battaglia cominci.

Visibilità

In questo capitolo troverete una serie di suggerimenti per regolamentare l’osservazione delle truppe sul campo di battaglia e per simulare l’effetto del meteo sulle manovre e sul combattimento. Perfette se usate in congiunzione con le regole per la battaglia strategica.

Opere militari

Simulazione e gestione della costruzione, ma anche della distruzione, di ponti, trinceramenti, ridotte e quant’altro possa servire a un esercito in battaglia. Un’oculato impiego del tempo prima dello scontro può permettervi di attendere il nemico al riparo di una trincea o distruggere edifici e villaggi che potrebbero favorire il vostro avversario.

Colonna di divisione

Infine, la colonna di divisione, per regolamentare grandi masse di uomini inquadrati in una grande formazione sul genere di quella usata dall’esercito inglese a Fontenoy.

Colonna di divisione inglese a Fontenoy
La colonna di divisione inglese a Fontenoy (miniature Baccus, materiale scenico autocostruito).

¡¡No queda sino batirnos!! versione 2.1

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La versione seicentesca di A la Guerre… è stata aggiornata: ora siamo alla versione 2.1. Tutte le regole sono le stesse della versione precedente, le modifiche non incidono sulla simulazione se non in un caso specifico.

La nuova versione è disponibile, come di consueto, nella pagina Download oppure direttamente seguendo questo collegamento. Le modifiche hanno riguardato:

  • la pagina 28, il capitolo 4.0 Vittoria! è ora completato da un esempio;
  • la pagina 46, anche il capitolo 6.0 Carica è ora completato da un esempio;
  • il paragrafo 9.1.1 Arretramento in mischia a pagina 59;
  • il paragrafo 9.4.1. Contro unità in ordine aperto che … a pagina 62 e successive.

Cavalleria e fanteria leggera

La modifica più evidente, in fondo l’unica che interesserà i giocatori, si trova a pagina 62 e riguarda i modificatori per le mischie. In particolare il modificatore Contro unità in ordine aperto che non si trova (con almeno metà
della base) in paludi, boschi, città/villaggi/fattorie la cui applicazione è ora illustrata con dovizia di particolari.

In pratica, le unità capaci di combattere e manovrare anche in ordine aperto (sostanzialmente cavallerie e fanterie leggere di vario tipo) sono considerate in ordine aperto, tranne poche eccezioni elencate a pagina 63, quando coinvolte in una mischia contro avversari in ordine chiuso senza il supporto di unità amiche anch’esse in ordine chiuso. Questo vuol dire che una cavalleria pesante, per esempio, che carica cavalleria leggera ha il vantaggio del modificatore Contro unità in ordine aperto che non si trova (con almeno metà della base) in paludi, boschi, città/villaggi/fattorie anche se la cavalleria leggera è schierata in ordine chiuso. In altre parole, non appena avviene il contatto la cavalleria leggera è considerata in ordine aperto. La modifica si è resa necessaria per ancorare meglio le cavallerie leggere al modo con cui erano realisticamente impiegate nel periodo coperto dal regolamento.

Le varie situazioni in cui si può o non si può applicare il modificatore sono esplicate con un buon campionario di esempi a pagina 93.

Arretramento in mischia

Qualche piccola modifica anche al paragrafo 9.1.1 Arretramento in mischia. Ora le unità che difendono una trincea o una ridotta o, ancora, occupano un edificio o una fortificazione, non sono costrette ad arretrare se perdono un round di mischia. Per conquistare l’area o il trinceramento l’avversario deve costringere le truppe che lo difendono a ripiegare scosse o a fuggire in rotta. Questo comportamento pare ora più realistico e rivaluta le fortificazioni costruite sul campo di battaglia.

Altre modifiche

Il capitolo dedicato alle mischie è stato arricchito con un esempio piuttosto realistico tratto dallo scenario Tornavento 1636. L’esempio mostra l’assalto di un Tercios spagnolo a un trinceramento difeso da picchieri francesi.

Allo stesso modo anche i capitoli 4.0 Vittoria! e 6.0 Carica si chiudono con un paio di esempi tratti dagli scenari disponibili su questo sito.

Un solo file, due possibilità

Il documento PDF è ora unico. Rimane però la possibilità di visualizzarlo o stamparlo senza la grafica di sfondo, è sufficiente selezionare il pulsante Livelli che si trova sulla sinistra della pagina e de-selezionare il livello Sfondo, livello che contiene la grafica di sfondo. Le immagini di esempio, le intestazioni dei capitoli, i diagrammi e le tabelle restano visibili; scompare solamente la filigrana che fa da sfondo alla pagina.

Mostrare/nascondere il livelli
Il regolamento A la Guerre … ¡¡No queda sino batirnos!! aperto con l’applicazione Adobe Acrobat Reader. Il pulsante Livelli mostra i livelli del documento permettendo di mostrare o nascondere il contenuto (testo e/o grafica di un livello)

La battaglia di Lens

Published / by gualtiero.grassucci / 2 commenti su La battaglia di Lens

La storia è stata riscritta

Domenica mattina abbiamo riscritto la storia della battaglia di Lens. L’esercito delle Fiandre, capitanato dall’arciduca Leopoldo (Maurizio Curti) e Carlo IV d’Austria (Andrea Raponi) ha avuto la meglio sull’armata francese, numericamente inferiore a onor del vero, guidata dal principe di Condé (Andrea Curti) e il conte de Guiche (Gualtiero Grassucci ).

Mauriio Curti (a sinistra) e Andrea Raponi: i comandanti spagnoli.
Maurizio Curti (a sinistra) e Andrea Raponi: i comandanti spagnoli.

La battaglia ha avuto un andamento diametralmente opposto a quella storica. Non appena terminato lo schieramento le truppe spagnole hanno iniziato a muovere, come un sol uomo, verso il nemico. Più lentamente le possenti formazioni di fanteria al centro, più rapidamente la numerosa cavalleria alle ali.

Il primo scontro, la prima scaramuccia, vede vittoriosi i francesi. Il reggimento di cavalleria francese Mazarin, schierato all’estrema sinistra, resiste a un attacco combinato di cavalleria leggera e pesante avversaria, la controcarica travolge il nemico costringendolo a una fuga precipitosa. Sarà solo un fuoco di paglia!

Incuranti di questo primo smacco gli spagnoli continuano ad avanzare. la cavalleria all’ala sinistra sfrutta abilmente lo spazio tra il campo di battaglia e il paese di Liévin ampliando lo schieramento. Condé risponde spostando rapidamente i reggimenti di cavalleria di Erlach, tenuti inizialmente in riserva, a supporto del fianco minacciato. Al centro le artiglieria ingaggiano un duello che, però, produrrà ben pochi risultati.

Il campo di battaglia visto da nord-est. Sulla destra l'armata delle Fiandre, sulla sinistra l'esercito francese.
Il campo di battaglia visto da nord-est. Sulla destra l’armata delle Fiandre, sulla sinistra l’esercito francese.

La battaglia entra nel vivo. La cavalleria lorenese e spagnola di Carlo IV respinge una carica dei francesi, forse prematura, e il reggimento di M. le Prince è preso sul fianco e travolto. I soldati a cavallo di Erlach, attardati, non riescono a schierarsi a supporto dell’ala destra francese e, presi di sorpresa, si disordinano. Condé stesso si mette alla testa del reggimento di S.A. Reale e coraggiosamente carica il nemico per cercare di guadagnare tempo ma è troppo tardi. L’intera ala destra francese è travolta.

Purtroppo per i francesi una tragedia simile, nelle stesse ore, si svolge nei pressi di Loos-en-Gohelle. Bucquoy trascina avanti l’ala destra spagnola, una carica dopo l’altra, costringendo infine il nemico ad abbandonare il campo. Il centro francese, che aveva colto qualche piccolo successo con l’artiglieria che iniziava a provocare vittime tra i fanti dei Tercios avanzanti, si trova improvvisamente scoperto su entrambi i fianchi e non può far altro che abbandonare il terreno dello scontro. La battaglia è perduta!

La guerra franco-spagnola

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La pace di Vestfalia nel 1648 pose termine alla Guerra dei trent’anni (qui trovate le liste per questo conflitto), sanguinoso conflitto che aveva flagellato l’Europa, da cui usciva sconfitta la casa d’Asburgo. I due trattati, di Münster e Osnabrück, mettevano fine alle ostilità tra l’Austria degli Asburgo, la Francia, la Svezia e tutti i principati ed elettorati tedeschi. I trattati costituivano anche l’epilogo della centenaria lotta per l’indipendenza delle Province Unite dalla Spagna ma la situazione politica della Francia, con le  lotte intestine tra i frondisti e il cardinale Mazzarino, spinse Filippo IV, sovrano spagnolo, a proseguire la lotta con il potente vicino. Tanto più che nel 1646 Luigi II di Borbone-Condé, all’epoca al servizio della corona di Spagna aveva preso Dunkerque, preziosa base per minacciare i commerci inglesi nella Manica.

Guerra franco-spagnola: le liste
Guerra franco-spagnola: le liste

Il conflitto tra Francia e Spagna, che si protrasse fino al 1659, è la diretta conseguenza di quella mancata firma. Noto come Guerra franco-spagnola per gli anglosassoni è invece la Guerra anglo-spagnola, visto che dal 1655 il cardinale Mazzarino, primo ministro di Francia, e Oliver Cromwell, Lord Protector of the Commonwealth of England, diedero vita a un’alleanza a tempo, rinnovabile di anno in anno, che aveva come principale obiettivo, per gli inglesi, la riconquista dei porti sulla costa settentrionale della Manica, ora in mano spagnola.

Una guerra strana che vide gli inglesi su entrambi i fronti: i parlamentari, con e truppe del New Model Army, dalla parte di Mazzarino e della Francia, i realisti, i Cavalier, con Filippo IV e la Spagna. Anche i francesi non furono da meno, i frondisti, avversari di Mazzarino, combatterono sotto le bandiere spagnole. E tra di loro non mancarono fuoriusciti famosi, come il già citato principe di Condé.

Giocare la Guerra franco-spagnola

Per quanto periodo di nicchia è un, per certi versi, il paradiso dei wagamer. Innanzitutto le battaglie (la battaglia delle Dune, di Arras, di Valenciennes) sono di dimensioni ideali sia per gli effettivi, 15.000 – 20.000 uomini per parte, sia per le dimensioni del tavolo.

In secondo luogo le miniature. Se avete un po’ di miniature per la Guerra civile inglese (qui trovate le liste per la Guerra dei tre regni, nome anglosassone per la guerra civile) e un po’ di miniature per la Guerra dei trent’anni le potete schierare sullo stesso campo di battaglia e su entrambi i fronti.

Infine le truppe. Nei due eserciti combatterono, in quegli anni, praticamente solo soldati veterani con anni di campagne alle spalle, reggimenti forgiati dalla Guerra dei trent’anni o dalla Guerra civile inglese, e quindi le vostre schiere di miniature avranno caratteristiche di assoluto rilievo!

La Guerra franco-spagnola si può giocare con A la Guerre…, ora sono disponibili le liste per questo conflitto, le potete trovare qui ed è già pronto lo scenario per la battaglie delle Dune o battaglia di Dunkerque.

Ora è tutto pronto, quindi … a la guerre …

I luoghi delle battaglie su Google Maps

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I luoghi delle battaglie simulate con A la Guerre… si possono ritrovare su Google Maps. Una mappa interattiva per conoscere le località dove si svolsero le campagne che gli scenari per il regolamento vogliono ricreare. In questa pagina del sito è incorporata una mappa creata con MyMaps, un’applicazione Google che utilizza il motore di Google Maps e permette di personalizzare la mappa, questa possibilità è stata utilizzata per localizzare sulla mappa il luogo corrispondente a ogni scenario!

La Guerra della lega di Augusta

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La Guerra della lega di Augusta (o Guerra della grande alleanza, riferita all’alleanza che unì contro la Francia la maggior parte degli stati dell’Europa occidentale) è stato un conflitto che ha chiuso un secolo già martoriato da una serie infinita di conflitti. La causa scatenante, poco più di una scusa, fu l’invasione francese del Palatinato destinata a sostenere il proprio candidato al principato tedesco. In realtà il problema era, ancora una volta, quello di bilanciare il potere di Luigi XIV che minacciava di egemonizzare l’Europa sotto il trono di Francia.

Liste per la Guerra della lega di AugustaLa guerra vide coalizzarsi nella lega di Augusta l’Inghilterra, da poco governata da William III d’Orange, la Repubblica delle province unite, gli Asburgo, i regni nordici di Danimarca e Svezia, la Spagna e, infine, il ducato di Savoia. Dalla Germania lo scontro si estese all’Irlanda, dove gli Stuart, finanziati dalla Francia, cercarono di riguadagnare il trono inglese, e al Nord-America.

Dopo nove anni di assedi e sanguinosi scontri la situazione il trattato di Ryswick del 1697 lasciò praticamente invariata la situazione dell’inizio del conflitto, lasciando quindi insoluti tutti i problemi che, nei progetti dei regnanti europei, la guerra avrebbe dovuto risolvere e seminando i germi di una nuova grande guerra che di lì a poco avrebbe di nuovo sconvolto il continente.

Le battaglie della Guerra della grande alleanza possono essere giocate con la versione seicentesca di A la Guerre…: ¡¡No queda sino batirnos!! La versione 2.0 del regolamento propone alcune tipologie specifiche di truppe per questo periodo di transizione, le profonde formazioni di fanteria armate di picche di inizio secolo stanno per essere soppiantate dalla fanteria di linea che avrà nel fuoco dei moschetti la principale arma offensiva e difensiva.

Le liste sono state appena riviste e si possono scaricare seguendo questo collegamento: alaguerre.luridoteca.net/material/alglaw.pdf mentre sono disponibili sin da ora due scenari entrambi relativi a scontri combattuti in Piemonte e che hanno tra i protagonisti i Savoia e il loro ducato: la battaglia di Staffarda del 1690 e quella della Marsaglia del 1693. Le liste e gli scenari per la Guerra della lega di Augusta si affiancano alle liste e agli scenari (Newtown 1689Oldbridge 1690, Aughrim 1691) per la Guerra dei due re, ambientazione irlandese dello stesso conflitto, già presenti sul sito.

Oldbridge battle report

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La narrazione della battaglia al guado di Oldbridge (qui c’è lo scenario) giocata a Latina il giorno 11 dicembre 2013 (il post è riportato dalla versione precedente del sito).

Personaggi e interpreti

Guglielmo III d’Inghilterra e II di Scozia, esercito inglese Bullet Massimo Petrini
Ferdinand Wilhelm duca di Württenberg-Neuestadt,
comandante del corpo danese
Bullet Gabriele R. Rodolico
Giacomo II d’Inghilterra e VII di Scozia, esercito irlandese Bullet Gualtiero Grassucci
Richard Hamilton, comandante della fanteria irlandese Bullet Pierluigi Locarini

La battaglia

Latina, 11 dicembre 2013

 

IL guado di Oldbridge figura 1È freddo in questa mattina di luglio sulla collina di Donore. Il sole si è appena alzato ma ancora i suoi raggi non riescono a scacciare l’umidità della notte. I soldati di Giacomo, le membra ancora intirizzite, guardano in direzione del fiume Boyne, invisibile dal loro punto di osservazione, in attesa del nemico. Poi un violento boato risuona nella valle. L’artiglieria inglese, appostata appena di là dal fiume, ha aperto il fuoco. La battaglia sta per iniziare. La battaglia per il guado di Oldbridge ma anche per Dublino e il trono d’Inghilterra.

Duello di artiglierie

È l’artiglieria inglese ad aprire il fuoco per prima, forte della propria superiorità. Bersaglio la batteria franco-irlandese ubicata appena fuori dal borgo di Oldbridge. Lo scontro a fuoco non dura più di mezz’ora, gli artiglieri giacobiti subiscono perdite significative e preferiscono agganciare i pezzi ai traini e ripiegare riparandosi a sud di Oldbridge. La via per il guado è aperta, la battaglia non inizia con i migliori auspici per gli irlandesi!

Il generale Hamilton, al quale Giacomo II ha affidato la responsabilità del grosso della fanteria giacobita, decide di correre subito ai ripari e ordina alla guardia (Irish Foot Guards) e ai reggimenti de Boisseleau e Antrim di avanzare rapidamente verso il fiume. Si tratta del grosso della fanteria irlandese.

Sull’altra sponda del corso d’acqua i soldati ugonotti e nord-irlandesi di Schomberg si muovono verso il Boyne con l’intenzione di sfruttare Grove Island per attraversare e sorprendere il nemico. Li attende, però, un’amara sorpresa: la marea ha ingrossato il fiume che ora risulta impossibile da attraversare (nella simulazione si è usata la regola speciale Guadi e marea dello scenario Il guado di Oldbridge).

La strategia inglese, che prevedeva di varcare il Boyne in quattro punti diversi con tre colonne di fanteria e una di cavalleria, costringendo così il nemico a disperdere le forze per difendere l’intero tratto del fiume, è già fallita ancora prima di iniziare. Ora sarà possibile valicare l’ostacolo d’acqua in due punti soltanto. Per un’ora la confusione sembra travolgere i comandanti inglesi prima che Guglielmo decida di puntare su un massiccio attacco al guado del mulino, dove gli irlandesi sembrano più deboli. Il ritardo però ha consentito a Giacomo II e ai suoi generali di riorganizzare la schieramento difensivo. La cavalleria di Tyrconnel è spostata a est (a destra nelle immagini), a supporto dei dragoni di Liam O’Neill, insieme con i picchieri e i moschettieri di Carney, mentre le due brigate di Hamilton sono ormai a ridosso del corso d’acqua a Oldbridge, pronte ad accogliere il nemico.

Il guado del mulino

L’azione si sposta adesso sul lato orientale del campo di battaglia. Il contingente danese è ormai presso la riva del fiume e si accinge a varcarlo attraverso il guado del mulino, a fronteggiarli solo i dragoni di Liam O’Neill mentre la cavalleria di Tyrconnell affretta la marcia per supportarli. I danesi di Wurttenberg attraversano il fiume risolutamente e si schierano sulla riva opposta continuando ad avanzare, trattenendo il fuoco per la corta gittata. I dragoni attendono smontati, nervosamente, il nemico che si avvicina. Un breve scontro a fuoco e O’Neill capisce che nulla possono i suoi uomini contro i soldati danesi, un ordine secco e i dragoni montano a cavallo e ripiegano velocemente, giusto il tempo di scambiare una salva di moschetti con il nemico per disordinarlo.

Il guado del mulino figura 1
Il guado del mulino 1: La fanteria danese si avvicina al fiume mentre la cavalleria irlandese manovra per supportare i dragoni.
Il guado del mulino figura 2
Il guado del mulino 2: La Garden til Fods apre il fuoco a distanza ravvicinata contro i dragoni di Liam O’Neill.

Il primo scontro della giornata è stato favorevole alle truppe guglielmite, ma la battaglia per il guado del mulino non è finita. Per gli irlandesi c’è ancora una possibilità per fermare il nemico! La cavalleria di Tyrconnell, arrivata appena in tempo, carica la guardia danese ancora disordinata con una manovra da manuale che costringe i fanti a scaricare i propri moschetti sui reggimenti Parker e Sutherland rimanendo indifesi sulla successiva carica del fior fiore della cavalleria giacobita: i reggimenti Tyrconnell eGalmoy. Per i soldati danesi in prima linea non c’è scampo, la Garden til Fods, orgoglio di re Cristiano V è in rotta (la manovra della cavalleria irlandese è descritta, con i dettagli regolamentari, nel tutorial del regolamento).

Ma non è finita qui. La cavalleria irlandese non arresta il proprio impeto e travolge i reggimenti Prince Frederick e Prince Christian che si trovavano in seconda linea, facendone strage. In meno di mezz’ora il contingente danese è praticamente scomparso dal campo di battaglia.

Il guado del mulino figura 3
Il guado del mulino 3: La cavalleria irlandese di Tyrconnell carica la Garden til Fods sfruttando la superiorità numerica.
Il guado del mulino figura 4
Il guado del mulino 4: I reggimenti irlandesi Tyrconnell e Galmoy travolgono la Garden til Fods e piombano sulla fanteria danese ancora nel guado facendone strage. In figura si intravedono già arrivare le fanterie di Schomberg.

Le truppe guglielmite non proveranno più ad attraversare il fiume al guado del Mulino, mantendo comunque la minaccia dei reggimenti ugonotti e nord-irlandesi diSchomberg per impedire alla cavalleria nemica di tornare verso Oldbridge. A loro volta Giacomo II sposterà le fanterie di Carney a ridosso del fiume per respingere ogni ulteriore attacco sull’ala destra mentre i dragoni, ormai inutili in questo settore, sono inviati a Oldbridge dove risulteranno decisivi per le sorti della battaglia.

Il guado di Oldbridge

I combattimenti sull’ala sinistra guglielmita hanno fornito agli irlandesi il tempo necessario per rinforzare le difese di Oldbridge dove adesso sono schierati ben sei reggimenti di fanteria su due linee con l’artiglieria giacobita che, pur danneggiata, è ora trincerata all’interno dell’abitato e pronta a sparare. È questo l’apparato difensivo che deve scardinare la Gardes te Voet olandese per guadare il Boyne.

Le fanterie olandesi, 4.000 uomini in tutto, si mettono in moto e iniziano l’attraversamento del fiume. Il fuoco dei moschetti e dei pochi cannoni irlandesi è intenso ma non eccessivamente preciso e il primo battaglione della guardia riesce a mettere piede sulla riva opposta dove è immediatamente attaccato dalle Irish Foot Guards (vedi Il guado di Oldbridge 1 più sotto).

Gli olandesi combattono con tenacia e riescono a difendere la sottile striscia di terreno che hanno conquistato consentendo così al secondo battaglione di attraversare il Boynea sua volta e schierarsi in seconda linea a supporto. Dietro di loro i reggimenti di fanteria Brandenburg e NNassau hanno iniziato l’attacco a Oldbridge, fieramente difesa dal reggimento irlandese Clanrickarde (vedi Il guado di Oldbridge 2 più sotto).

La fanteria giacobita è pericolosamente esposta al fuoco dei moschetti olandesi e Hamilton non ha altra possibilità che ordinare alla propria prima linea di caricare il nemico nella speranza di ributtarlo in acqua. Le picche della guardia di re Giacomo avanzano compatte verso il nemico che le aspetta a pié fermo fino all’ultimo istante e poi scarica una micidiale salva di fucileria che apre larghi varchi nelle file irlandesi e costringe alla rotta o alla fuga l’intera prima linea giacobita. La Gardes te Voet, a prezzo di gravi perdite, ha resistito al primo controassalto.

Il guado di Oldbridge figura 1
Il guado di Oldbridge 1: La Gardes te Voet guida la colonna olandese verso Oldbridge.
Il guado di Oldbridge figura 2
Il guado di Oldbridge 2: Lo scontro tra gli olandesi e le truppe giacobite a difesa di Oldbridge.

La battaglia è ora nel suo momento cruciale. Hamilton, conscio del pericolo, lancia all’assalto la sua seconda linea di picche e moschetti che, coraggiosamente, si gettano sul primo battaglione della Gardes te Voet prima che possa riordinarsi. Questa volta il fuoco dei moschetti olandesi non è così letale da arrestare la carica nemica e nel corpo a corpo i fanti irlandesi riescono a farsi valere. Lo scontro è feroce e gli olandesi, inferiori anche per numero, sono costretti alla rotta, immediatamente sostituiti, però, dal secondo battaglione della guardia che si trovava subito dietro (vedi Il guado di Oldbridge 3 e 4 più sotto).

Il guado di Oldbridge figura 3
Il guado di Oldbridge 3: Respinta la prima linea irlandese la Gardes te Voet è attaccata dalla seconda.
Il guado di Oldbridge figura 4
Il guado di Oldbridge 4: Il primo battaglione della Gardes te Voet è in rotta. Il combattimento è sostenuto ora dal secondo battaglione

Siamo però all’epilogo. La fanteria olandese dei reggimenti Brandenburg e Nassau, dopo ripetuti e sanguinosi assalti all’abitato di Oldbridge, è costretta alla rotta. Il secondo batttaglione della Gardes te Voet è isolato sulla sponda meridionale del Boyne, bersaglio dell’artiglieria irlandese che lo colpisce sul fianco, attaccato sul fronte dai reggimenti de Boisseleau eAntrim e sul proprio fianco sinistro è caricato dai dragoni di Maxwell e Donagan. Contro ogni speranza gli olandesi resistono e respingono la carica di cavalleria mantenendo la posizione con ostinazione, irriducibili!

Il guado di Oldbridge figura 5

È solo un’illusione, però. Ancora sul fianco sinistro si materializzano i dragoni di O’Neill, ansiosi di vendicare la sconfitta subita all’inizio della battaglia. La carica questa volta è travolgente. I fanti olandesi, stremati e decimati, cedono di schianto fuggendo disordinatamente al di là del fiume.

Per Guglielmo III l’ultima speranza di forzare il passaggio del Boyne è ormai svanita. La battaglia è perduta!

Il guado di Oldbridge 11.12.13
La battaglia di Oldbridge – 11.12.13

Tornavento battle report

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La narrazione della battaglia di Tornavento (qui c’è lo scenario) giocata a Latina il 2 dicembre 2012 (il post è riportato dalla versione precedente del sito).

Personaggi e interpreti

Martin de Aragòn, comandante della battaglia Bullet Francesco Ceccon
Carlo I de Blanchefort de Créquy, comandante del corpo francese Bullet Antonio Gaudino
Vittorio Amedeo I duca di Savoia, comandante dell’esercito alleato Bullet Gualtiero Grassucci
Diego Mexìa Felipez de Guzman y Dàvila, comandante dell’esercito spagnolo Bullet Massimo Petrini
César de Choiseul comte du Plessis-Praslin, comandante dell’ala sinistra Bullet Renzo Roberti

La battaglia

Latina, 2 dicembre 2012

La battaglia si apre con il tiro dell’artiglieria spagnola, piuttosto inefficace invero, situata proprio al centro dello schieramento, contro le fortificazioni difese dagli uomini dide Florainville. Gli spagnoli continuano a mantenere l’iniziativa e le truppe del generale Gambacorta iniziano ad avanzare verso il naviglio grande mentre la cavalleria leggera dei reggimenti imperiali (principalmente archibugieri a cavallo) si allarga sulla destra per aggirare le posizioni difensive nemiche immediatamente contrastata dalla cavalleria dei reggimenti francesi Lestang, Diximieux e Allencourt che carica gli archibugieri a cavallo avversari con impeto spingendoli verso la strada per Lonate Pozzolo.

Il tempo guadagnato dalla cavalleria francese è sufficiente perché il comando franco-savoiardo possa reagire prontamente. Le truppe di Vittorio Amedeo passano senza indugio il Naviglio Grande. L’artiglieria prende posizione alla sinistra della linea di fortificazioni, i picchieri e i moschettieri la supportano allargando il fronte ancora più a sinistra e la cavalleria dei reggimenti piemontesi Souvray e Castelan si unisce a quella francese nelle cariche che respingono ancora una volta gli archibugieri nemici versoLonate Pozzolo.

I generali spagnoli, francesi e savoiardi capiscono ben presto che quello che sta per iniziare è il combattimento cruciale, quello che risolverà lo scontro. E avverrà sul lato settentrionale del campo di battaglia.

L’assalto spagnolo

Due grandi quadrati di picche e moschetti avanzano lentamente ma inesorabilmente verso le linee nemiche, più a sinistra i reggimenti tedeschi Kas e Fuchs, a destra e poco più indietro i famigerati Carlo della Gatta, Giulio Cesare Borromeo e Luzio Bocapianola. È uno spettacolo bello e terribile, i veterani di tante battaglie procedono solennemente mentre i picchieri francesi si dispongono per accoglierli con le picche in resta. Lo scontro è violento e rapido allo stesso tempo, pochi minuti e i soldati di re Luigi devono cedere terreno e ripiegare in gran confusione verso il Naviglio Grande e la salvezza.

La situazione per i franco-savoiardi è davvero pericolosa, due grandi Tercios stanno avvolgendo l’ala sinistra e il rischio che le fortificazioni difensive, costruite in gran fretta nel corso della notte appena passata, è più che reale!

Per fortuna degli alleati l’impeto e l’iniziativa spagnole sembrano scemare dopo questo primo successo. Le truppe piemontesi provenienti dal ponte sul naviglio hanno il tempo di schierarsi formando due solide linee di picche mentre l’artiglieria inizia a bombardare con inaudita violenza la massa compatta dei fanti nemici provocando gravissime perdite, la famigerata solidità dei Tercios è messa a dura prova dalla violenza del bombardamento di artiglieria. Ancora una volta i soldati del re di Spagna trovano la forza di avanzare sotto il fuoco incrociato dei mercenari scozzesi e dei cannoni francesi, l’artiglieria è travolta e le bocche da fuoco distrutte. Ma a che prezzo! I reggimenti imperiali sono decimati e, con la cavalleria lontana e inattiva, esposti in una posizione troppo avanzata.

Il contrattacco franco-savoiardo

Vittorio Amedeo e Créquy vedono la possibilità di un contrattacco, le picche piemontesi avanzano verso il nemico sottoponendo i soldati dell’odiato Asburgo a un violento fuoco di moschetteria per poi lanciarsi all’assalto con veemenza. Il quadrato spagnolo ondeggia, si disordina e poi cede di schianto fuggendo disordinatamente verso le retrovie.

I compagni italiani avanzano a loro volta per fermare l’avanzata nemica ma sono circondati su tre lati: sul fronte le picche piemontesi galvanizzate dal successo, sulla propria sinistra gli scozzesi di Crequy mentre il fianco sinistro è minacciato dalla cavalleria pesante piemontese dei reggimenti Souvray, Castelan. Lo scontro riprende con vigore da entrambe le parti ma gli italiani al servizio del re di Spagna sono costretti a cedere terreno e piano piano la compattezza del Tercio inizia a vacillare, il panico inizia a serpeggiare tra le file dei fanti fino a che la famosa fanteria spagnola è costretta a cedere di schianto e fuggire per salvare la vita. Meschini! La cavalleria piemontese è in agguato e con una carica irrefrenabile travolge quel che resta del Tercio. L’ala destra spagnola cessa di esistere e le truppe franco-savoiarde iniziano a riorganizzarsi prima di riprendere l’avanzata con l’obiettivo di avvolgere il centro nemico.

Fasi finali

La vittoria sull’ala sinistra galvanizza l’intero esercito alleato e le truppe di Pressi-Praslin, abbandonate le fortificazioni, iniziano ad avanzare verso il nemico, a dire il vero piuttosto inattivo nel settore meridionale del campo di battaglia.

I combattimenti si accendono anche a sud e ben presto diventano feroci e brutali. La cavalleria spagnola, in un disperato tentativo di guadagnare tempo, si lancia all’attacco sia al centro, dove ingaggia un violento combattimento con le truppe di Prassi-Praslin, sia sull’estrema sinistra, dove viene fieramente contrastata dalla cavalleria francese del generale de Florainville. E finalmente anche i Tercios del generale de Aragòn avanzano per supportare la cavalleria amica aggredendo i fanti nemici che hanno appena lasciato le fortificazioni.

I reggimenti italiani Lombardia, Mortara e Fijo de la Mar de Napoles tengono alto l’onore della fanteria spagnola travolgendo e annientando le picche francesi Peyregourdee de Florainville e la speranza sembra rinascere nei cuori dei duri soldati iberici.

Ma è un attimo. La cavalleria all’ala sinistra è spazzata via dalla controparte nemica. Non c’è nemmeno il tempo di programmare una contro manovra che il Tercio formato dai reggimenti Gaspare Visconti, Principe Borso di Modena e Gilles de Haes, già da qualche tempo impegnato in un aspro combattimento che ha provocato perdite sanguinose, crolla sotto i colpi del nemico fuggendo disordinatamente.

È il colpo decisivo. L’intera armata spagnola è scossa dalla perdita dei migliori reggimenti e ondeggia sotto i colpi del nemico. La battaglia è perduta e non resta che tentare di salvarsi la vita!