Un matrimonio inaspettato!

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Ovvero La dodicesima notte di William Shakespeare secondo la Lu(ri)doteca

Adattamento per OnStage! di Cinzia Cappadona

Una cupa trama si sviluppa nella lontana Illiria. Travestimenti, inclinazioni sessuali di dubbia moralità e assassini, o almeno tentati omicidi.

Dodicesima notte: la locandina
La locandina della tragi-commedia La dodicesima notte

La narrazione scorre senza scosse e anche tranquilla fin quando sir Toby, preoccupato di mantenere i propri privilegi come tutore di lady Olivia, assume un subdolo personaggio per assassinare Cesario, senza sapere che, in realtà, si tratta di Viola sotto mentite spoglie.

Il delitto non si compie per il coraggioso intervento di lady Olivia, innamorata, e di Maria. Scampato il pericolo i colpi di scena si susseguono fino alla inaspettata conclusione. Lady Olivia sposa Sebastiano, sotto le mentite spoglie di Rodrigo, mentre Viola, svelando il proprio travestimento proprio nell’ultima scena, ritrova il proprio fratello e corona il proprio sogno di continuare a indossare i panni di Cesario per vivere come un uomo!

Alla fine si ritrovano tutti: Viola, Sebastiano e lady Olivia, a vivere ospiti di quest’ultima mentre nulla si sa più di Antonio, finito tra le grinfie della giustizia dalmata, e del duca Orsino!

Una governante in paradiso

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Ovvero Cyrano di Edmond Rostand secondo la Lu(ri)doteca (breve cronaca di una sessione di OnStage!)

Locandina di Cyrano
La locandina della tragedia Cyrano

Cyrano Hercule Savinien de Bergerac rimase forse ucciso nell’assedio di Arras? Questo è l’atroce interrogativo che ha lasciato l’amaro in bocca ai protagonisti del Cyrano della Lu(ri)doteca. Lui, Cyrano, che in una scena memorabile e commovente aveva tentato di sedurre Maddalena Robin, a tutti più nota come Rossana. Senza riuscirci in verità,malgrado i suoi splendidi versi e l’ardore delle sue parole.

L’origine di questa malaugurata voce fu il barone Cristiano di Deuvillette, che, certo non saprà “parlar d’amore” come lo descrive Rostand, ma di sicuro è esperto in trame e sotterfugi. Pur di conquistare l’amore di Rossana infatti, ha fatto passare come propria la lettera di Cyrano all’amata, lettera ignobilmente strappata all’amico Raugueneau! E con pieno successo delle sue trame!

Ma nulla di tutto questo sarebbe stato possibile senza l’affannoso affaccendarsi di Luisa Moreau, governante di Rossana, che al grido di “… son tempi di guerra …” si è gettata anima e corpo (più corpo che anima, invero) tra le braccia di uno sconcertato, ma condiscendente, capitano Carbone di Castelgeloso conquistandone l’amore (e la posizione sociale).

Il bombardamento di Ancona: battle report

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Il battle report del bombardamento di Ancona

Giocato da Imperium – 21.05.14

Questo articolo è riportato dal blog Adriatico 1915 (che a breve non sarà più attivo) ed è relativo alla campagna in Adriatico del 2014.

Mare forza 8, pioggia, fulmini. Un combattimento violento e mortale. Tutto questo e altro ancora l’altra sera presso Imperium a Latina dove la Lu(ri)doteca ha organizzato, in occasione del 99° anniversario dell’evento, la simulazione del bombardamento del porto sull’Adriatico da parte di una squadra austro-ungarica. Potete scaricare lo scenario e le schede per le navi, entrambi in formato PDF.

Regolamento utilizzato: Fleet Action ImminentOld Dominion Game Works.

Meteo

Mare forza 8: vento a 40 nodi da occidente. Visibilità 7.000 yds, presenza di piovaschi. Velocità massima: 15 nodi per incrociatori e corazzate, 10 nodi per cacciatorpediniere e torpediniere.

La battaglia

Le condizioni del mare, una volta arrivati in vista della costa , sono pessime. Il vento e le onde impediscono il decollo dei velivoli italiani destinati alla sorveglianza delle coste e, eventualmente, al bombardamento del naviglio nemico. Ma agli austriaci non va meglio: la squadriglia di torpediniere al seguito della squadra ben presto, con il peggiorare delle condizioni, sarà ingovernabile e le piccole imbarcazioni costrette ad andare alla deriva in balia dei marosi. La visibilità è ridotta a 7000yds e anche le navi più possenti non riescono a superare i 15 nodi. Le casematte sono chiuse ermeticamente, inutilizzabili, a causa delle alte onde.

Malgrado la lentezza imposta dalle avverse condizioni meteo le quattro corazzate dell’Imperiale e regia marina austro-ungarica riescono a portarsi a tiro del porto di Ancona e subito inizia un violento scambio di artiglieria tra le batterie da 12″ della Teghettof e della St. Istvan e quelle da 10″ del forte di monte Conero a cui si aggiunge, dopo una mezz’ora, la batteria su rotaia.

Lo scenario prevedeva di decidere casualmente se il treno armato fosse già pronto al tiro non appena avvistate le navi nemiche oppure avesse bisogno di 5 turni di gioco prima di essere operativo.

Il confronto è impari e i tre pezzi da 6″ del treno armato sono distrutti in breve tempo mentre la batteria sul Conero è colpita più volte perdendo una torretta. Al tiro delle due grandi navi si aggiungono la Sankt Georg e la Kaiser Karl VI che martellano le installazioni del porto. La nave Otranto è colpita più volte e affonda nella rada. Per la Kaiserliche und Königliche Kriegsmarine la giornata sembra garantire un ampio e innegabile successo.

Dopo mezz’ora di fuoco però si affacciano sulla scenauna squadra di soccorso composta, tra l’altro, dalle potenti Conte di Cavour e Caio Duilio. Approfittando della scarsa visibilità (il tempo è peggiorato nel corso della mattinata e ora la visibilità è solamente di 6.000yds) le due corazzate sorprendono la divisione austriaca Helgoland affondando con poche bordate sia l’incrociatore leggero che fungeva da capofila che i due caccia di scorta (le navi Tatra e Likra).

Ancona 1915: le manovre
Le manovre delle squadre italiana e austro-ungarica nel mare prospiciente il porto di Ancona.

Galvanizzati dall’insperato e immediato successo i marinai italiani rivolgono i cannoni contro la Radetzky e la Zriny, bersaglio anche della Regina Elena e della Vittorio Emanuele. I due vascelli austro-ungarici sono gravemente danneggiati tanto da perdere entrambi le batterie principali e da essere costretti ad abbandonare lo scontro, ormai indifesi.

Entrambi le parti dovevano obbligatoriamente far ripiegare le proprie corazzate se una di esse era affondata dal nemico, resa inutilizzabile o costretta a ritirarsi dallo scontro (regola dello scenario).

Lasciate la Regina Elena e la Vittorio Emanuele a inseguire le due navi nemiche danneggiate, la Cavour e la Duilio manovrano cercando di affiancare le due corazzate Teghettof e Szent Istvan che, con una complicata manovra, stanno cercando di interporsi tra i due vascelli danneggiati e le corazzate italiane. L’attenzione di comandanti e ammiragli si sposta allora sullo scontro che sta per iniziare tra le quattro potenti navi, vanto delle rispettive marine. Scontro che deciderà la battaglia.

Scontro che non ci sarà, un vero e proprio schermo di pioggia si interpone tra le due divisioni nemiche consentendo alla squadra austriaca di allontanarsi dalle coste italiane senza ulteriori danni. Il punteggio finale della battaglia, che ha visto una chiara vittoria della Regia Marina Italiana, è mostrato di seguito.

Punteggio finale
Il punteggio finale della battaglia davanti Ancona

Il fiasco di Sebenico

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L’affondamento dell’incrociatore Varese

Questo articolo è riportato dal blog Adriatico 1915 (che a breve non sarà più attivo) ed è relativo alla campagna in Adriatico del 2014.

Dal cacciatorpediniere Indomito in navigazione nell’Adriatico. 23 maggio 1915, ore 06.00. Cronaca di uno scontro della campagna Adriatico 1915: la battaglia del Medio Adriatico.

Il sole è sorto ormai da più di un’ora e le montagne della costa Dalmata si stagliano scure contro lo sfondo del cielo terso di una splendida mattina di maggio. La nave Varese guida la squadra, dietro di lei, accodati, i cacciatorpediniere Ardito e Indomito. Marinai e ufficiali sono irrequieti e irritabili, gli ordini di proseguire verso il porto nemico di Sebenico e di bombardarlo lasciando indietro le due corazzate Andrea Doria e Dante Alighieri hanno creato malumore e inquietudine.

Le tre navi si avvicinano alla costa, il porto di Sebenico appare una vera trappola situato com’è in fondo a uno stretto canale il cui ingresso è dominato dal forte veneziano che gli austriaci avranno sicuramente munito di batterie.
La squadra si fa più vicina all’ingresso del canale. I cannoni austriaci, invisibili, tacciono ancora. Un momento ancora e il Varese, primo della fila, sarà entro il canale. All’improvviso l’incrociatore si anima: il comandante decide di virare e di entrare nel canale passando a sud dell’isola di San Nicola ma l’ordine, troppo tardivo o male interpretato, getta nella confusione la nave. L’isola è vicina, troppo vicina. La virata porta l’incrociatore a evitare San Nicola ma poi il vascello, vittima della propria inerzia, va ad incagliarsi su un isolotto boscoso poco più a sud.

Tutta la squadra italiana è nel caos. L’Ardito, che seguiva da presso il Varese, vira con le macchine indietro a tutta forza per non speronare la capofila. Meglio va all’Indomito, che chiudeva la formazione, che riesce a passare nel varco tra le due isole ed entrare nel canale.

È un momento. Poi il silenzio è infranto, spezzato, sgretolato dalle detonazioni della batteria austriaca di San Nicola. I due cannoni da 380mm spazzano il ponte del Varese, frantumano le corazze delle torrette, demoliscono le strutture della nave che è impotente davanti a tale sfacelo. Contemporaneamente le batterie campali della rada aprono il fuoco contro l’Indomito che, temerariamente, ha proseguito la propria corsa.

Gli uomini dell’Ardito invertono la rotta con tutta la solerzia possibile nel tentativo di rimorchiare l’incrociatore fuori dalle secche. Non c’è tempo! La nave, percossa dalla batteria nemica e impossibilitata a muovere, si inclina su un fianco e affonda.

L'isolotto boscoso e il forte
L’isolotto boscoso e il relativo forte situati all’ingresso del canale che porta a Sebenico

Il forte e l’isolotto boscoso

È la volta ora del cacciatorpediniere Ardito, che con generosa misericordia aveva tentato di salvare la nave amica, ma che si trova sulla linea di tiro della micidiale batteria austriaca. Ci vuole tempo per invertire ancora la rotta e manovrare in modo da portarsi fuori tiro. I colpi nemici cadono tutt’intorno, c’è ancora speranza. Poi, improvvisa, una detonazione. La nave è ferita a morte. Una falla si apre a babordo e il cacciatorpediniere si inabissa a pochi metri dalla compagna.

Per la Regia Marina è un vero tracollo. Solo l’Indomito riesce a portarsi fuori tiro manovrando abilmente sottocosta in modo da evitare il tiro delle batterie nemiche. I 32 ufficiali e 585 marinai del Varese e dell’Ardito sono tratti in salvo e catturati dai soldati asburgici. Il tentativo di vendicare il bombardamento di Venezia è miseramente fallito.

Alba letale

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Il primo scontro della guerra

Questo articolo è riportato dal blog Adriatico 1915 (che a breve non sarà più attivo) ed è relativo alla campagna in Adriatico del 2014.

Dalla Dante Alighieri in navigazione nell’Adriatico. 23 maggio 1915, ore 04.00. Cronaca di uno scontro della campagna Adriatico 1915: la battaglia del Medio Adriatico.

La nave è silenziosa. Silenziosa a all’erta. Da un’ora qualcosa ha stimolato l’attenzione delle vedette e gran parte dell’equipaggio è in attesa, attento e irrequieto. Il mare è silenzioso tranne che per il ritmo, regolare e rassicurante, delle potenti macchine che spingono le 22.000 tonnellate di acciaio, carbone e polvere da sparo che costituiscono la corazzata.

D’improvviso l’allarme rompe l’attesa, l’urlo delle sirene e gli ordini secchi degli ufficiali chiamano l’equipaggio al combattimento. Il cielo è ancora scuro, solo un tenue chiarore si distingue appena verso oriente. Proprio verso est emergono dal mare quattro onde. Veloci, troppo veloci, e vicine, troppo vicine. Il fragore delle mitragliere e dei cannoni da 76mm squarciano la notte scaricando il loro micidiale carico contro le guizzanti motosiluranti nemiche. Vicine, troppo vicine.

Le torpediniere austro-ungariche si infilano tra le corazzate e la scorta di cacciatorpedinieri e incrociatore, incuranti del fuoco di sbarramento, e d’improvviso otto tentacoli turchesi si distendono verso le due navi da battaglia. Altrettanti si protendono a minacciare l’incrociatore Varese e i due cacciatorpedinieri che lo seguono. Salve di siluri che possono essere devastanti. Il Varese vira bruscamente per offrire la poppa, e quindi un bersaglio quanto più possibile ridotto. Lo stesso fa l’Andrea Doria, subito seguita dalla Dante Alighieri. Ma la virata è troppo lenta, come un indolente pachiderma che fatica a cambiare direzione. Un siluro scorre al di sotto dello scafo, poi un’altro. È un giorno fortunato? Poi un violento urto, un boato squarcia la notte, la nave sbanda e rallenta appesantita dalle migliaia di litri di acqua che invadono le sue viscere. Un’altra esplosione sul ponte, a prua, distrugge una delle torri trinate da 205. Eppure sopravvive! Ferita ma non vinta, arranca verso un porto sicuro e la salvezza.

Il nemico, scaricato il suo carico di morte, fugge celere verso nord. Ma non abbastanza spedito. Un’ultima salva delle artiglierie, una detonazione, poi un’altra ancora. Una delle motosiluranti è centrata, deflagra e si inabissa. Un’altra è ferita, squarciata dalla detonazione, ma riesce ad allontanarsi.

Ordini campagna: alcuni esempi

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In questo articolo facciamo un esempio di come scrivere e assegnare gli ordini a una divisione in una campagna gestita con il regolamento Fleet Action Imminent. Il foglio ordini è disponibile:

Il bombardamento del faro di Senigallia

Foglio ordini campagna
Esempio di foglio ordini per la campagna con Fleet Action Imminent

In questo esempio vediamo gli ordini per la prima parte di una missione che ha come obiettivo principale il bombardamento del faro di Senigallia da parte di una divisione austriaca. La divisione salpa dal porto di Zara (non indicato nel foglio ordini). Il foglio ordini compilato è mostrato qui accanto.

La formazione

Il foglio ordini riguarda la divisione Helgoland, il nome è riportato nella sezione in testa al foglio ordini, quella in colore rosa più scuro. La divisione naviga in linea di fila (è contrassegnata la casella corrispondente nella sezione Formazione, quella in colore rosa) con l’incrociatore Helgoland in testa, seguito dai due cacciatorpediniere Tatra e Lika nell’ordine. Così come descritto nella sezione Ordine di navigazione.

Gli ordini

L’ordine per il primo turno è di salpare a mezzanotte (ore 00.00), navigare mezz’ora in direzione nord-ovest e fermarsi per minare il lato sud-ovest dell’esagono in cui si trovano le tre navi (12-20), turni 00.00 e 01.00. Ė bene notare che la tre navi hanno una velocità di crociera di 15-20 nodi e quindi possono spostarsi per due esagoni in ogni turno. Dopo più di un’ora di lavoro le due navi si mettono in viaggio verso la costa italiana dove contano di arrivare alle 6.00 (appena dopo l’alba per avere abbastanza luce per individuare le installazioni nemiche), turni dalle 02.00 alle 06.00. Qui (nell’esagono 11-12) si trova il faro posto a nord di Senigallia, l’ordine è di bombardarlo. Nella prima parte del turno delle 07.00 (nella prima mezz’ora) l’ordine è di bombardare ancora il faro e poi abbandonare la costa dirigendosi a nord-est. La notazione … – 11-12 fa capire all’arbitro che nella prima parte del turno la nave non deve spostarsi dall’esagono in cui si trova, mentre deve navigare verso l’esagono 11-12 nella seconda parte del turno.

Per maggiore chiarezza il giocatore spiega più in dettaglio le proprie intenzioni nell’ultima parte del foglio ordini, dedicato per l’appunto alle annotazioni.

La campagna del 1915

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Le prime due settimane di guerra

Voglio delle navi tali da servire in tutto il mediterraneo, capaci di portare le più potenti artiglierie, di possedere la massima velocità, di contenere una grande quantità di combustibile. Consacrerò tutte le mie forze […] affinché l’organizzazione della nostra Marina Militare risponda alle esigenze del Paese.
Camillo Benso Conte di Cavour

L’Italia nel maggio del 1915 dichiara guerra all’Austria ed entra in campo al fianco della Triplice Intesa. La Regia Marina Italiana è impegnata da subito a proteggere il traffico mercantile italiano e a garantire i rifornimento per l’esercito serbo impegnato sul fronte balcanico. La controparte, la Regia e Imperiale Marina austriaca – Kaiserliche und Königliche Kriegsmarine, inferiore per numero al nemico, decide di sfruttare la migliore e più difendibile conformazione delle coste dalmate per rimanere una ostile presenza in Adriatico, minaccia permanente alle coste italiane poco difendibili e poco difese.

Nei primi giorni di guerra però la marina imperiale sferrò un improvviso e violento attacco alle installazioni nemiche. Il 24 maggio 1915 gran parte della flotta austro-ungarica levò le ancore e salpò dal porto di Pola alla volta della sponda italiana dell’Adriatico. Le navi della Regia e Imperiale Marina colpirono Potenza Picena, Senigallia, Rimini, Torre Mileto, Ancona e Vieste. La marina italiana fu sorpresa dalla rapidità e dalla prontezza del nemico e non seppe reagire per tempo, lasciando, in quelle settimane, le coste indifese.

Questa campagna vuole ricreare e simulare quei primi giorni di guerra immaginando una reazione della Regia Marina Italiana pronta ed efficace! Gli ammiragli e contrammiragli italiani e austriaci sono al comando delle proprie navi, è il 23 maggio 1915, la guerra è iniziata! Si tratta di colpire il nemico e rendere impossibile i suoi movimenti, ma le informazioni sono scarse e la conoscenza della forza dell’avversario carente.

Premio Conan a Lucca Comix&Games

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Lucca, 02.11.12

Attenzione: post riportato dal (vecchio) sito non più attivo solo per motivi storici (ndr).

Il premio per la Personalità Wargamistica dell’anno (Wargamer dell’anno), premio dedicato a Valerio Laurenzi, in arte Conan, recentemente scomparso, è stato assegnato a Gualtiero Grassucci, dellaLu(ri)doteca.

È un onore, per l’associazione e per il nostro associato, ricevere questo premio, nella sua prima edizione, ancora di più perché ricevuto per il grande lavoro di diffusione e di coinvolgimento che quotidianamente la Lu(ri)doteca svolge. Davvero un grandissimo e graditissimo riconoscimento, il cui valore sta soprattutto nella motivazione con cui è stato assegnato. Tra gli album fotografici della Lu(ri)doteca potete trovare le foto della premiazione, avvenuta venerdì 2 novembre 2012 nella Sala Ingellis, presso il padiglione Games, nell’ambito della manifestazione Lucca Comix&Games.

Lucca Comics&Games: premio Conan
Lucca Comics&Games 2012: Gualtiero Grassucci riceve il premio Conan

Dadi.com 12: Dettingen 1743 premiato con un Dadi Award

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Attenzione: post riportato dal (vecchio) sito non più attivo solo per motivi storici (ndr).

Dettingen 1743, oltre che la nota battaglia, è ora anche un progetto del consiglio della classe 4°H del liceo scientifico statale G.B. Grassi di Latina.Il progetto aveva come obiettivo finale la ricostruzione di una battaglia settecentesca su un tavolo da wargame. Ricostruzione che doveva, per quanto possibile, basarsi su fonti storiche coeve o quasi. Gli insegnanti con questo progetto avevano l’obiettivo di sviluppare negli studenti la capacità di collaborare alla progettazione e alla realizzazione di un obiettivo condiviso. Lo scenario è stato premiato con un Dadi Award a Dadi.com 12. È stato un successo!

Dadi.com 12: Dettingen 1745
Dettingen 1745, scenario presentato a Dadi.com 12

Contestualmente è stato organizzato un workshop in cui gli studenti potessero spiegare agli astanti come è nato il progetto, come si è sviluppato e come è arrivato a compimento.

Alcune foto dello scenario e del workshop si possono trovare qui.

Dadi.com 12: il workshop
Una fase del workshop a San Marino in occasione della presentazione da parte degli studenti dello scenario Dettingen 1745 e del progetto correlato.

 

Fontenoy 1745: Miglior scenario dimostrativo a Dadi.com 09

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Attenzione: post riportato dal (vecchio) sito non più attivo solo per motivi storici (ndr).

Lo scenario della Lu(ri)doteca sulla battaglia di Fontenoy ha vinto il premio quale miglior scenario dimostrativo – Dadi Awards – a Dadi.com, Festival Nazionale del Gioco di Simulazione: si tratta della più grande manifestazione italiana dedicata al wargame e al gioco di simulazione. Lo scenario ricostruiva la battaglia decisiva della Guerra di Successione Austriaca utilizzando il regolamento della Lu(ri)doteca A la guerre….

È la prima volta che la Lu(ri)doteca riesce ad ottenere un riconoscimento così importante e questo premio fa seguito al premio Stefano Bonazzi ottenuto nella scorsa edizione della manifestazione – Dadi.com 08per la continua e costante opera di diffusione del gioco intelligente e del wargame dei soci dell’associazione

Alcune foto dello scenario le potete trovare tra gli album fotografici della Lu(ri)doteca.

Dadi.com 09: Fontenoy 1745, la premiazione
Gualtiero Grassucci riceve il Dadi Awards, a nome della Lu(ri)doteca, per lo scenario Fontenoy 1745