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| Regole per battaglie nell'era dei lumi - di Gualtiero Grassucci | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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L’esercito imperiale, attestato presso Wittstock, attende l’armata svedese protetto dalle fortificazioni costruite nei giorni precedenti, ma il generale Banér, eseguendo un doppio aggiramento, sorprende e sconfigge il nemico.
LegendaNella mappa ogni settore/quadrato misura 20cm nella scala 6mm o 10mm, 27cm nella scala 15mm (in questa scala si può arrotondare a 30cm la dimensione del quadrante), 40cm nella scala 20mm(1/72) e 25/28mm. Ogni base sulla mappa rappresenta un reggimento di fanteria o di cavalleria. Le unità di artiglieria sono batterie di sei cannoni (a meno che non sia specificato diversamente).
Note
Le linee di comunicazione dell’Esercito imperiale passano per la due strade che escono dal tavolo sul lato nord (settori C6-H6). Le linee di comunicazione dell’Esercito svedese escono dal tavolo dal lato sud nei settori C3 e H3. Protagonisti
Regole specialiLa battaglia iniziò intorno alle ore 15.00. Aggiramento svedeseIl distaccamento comandato dal generale King e destinato ad aggirare le posizioni imperiali attaccandole da ovest arriva sul campo di battaglia nel 14° turno dalla strada verso Papenbruch (settore C5). La riserva svedese, comandata da Vitzthum, può entrare a partire dal 16° turno facendo il suo ingresso sul tavolo di gioco dal settore C3 oppure dal settore H3 (decidere casualmente al momento dell’apparizione sul campo di battaglia). In entrambi i casi è possibile utilizzare la regola avanzata 11.7 Eventi casuali del regolamento. Lega cattolica18.600 uomini: 8.500 fanti. 9.100 cavalieri. 1000 dragoni e 30 cannoni
Esercito svedese17.700 uomini: 7.700 fanti, 10.000 cavalieri e 60 cannoni
Scenario strategicoL’abilità dei comandanti svedesi nella battaglia di Wittstock si manifestò soprattutto nell’astuta manovra di aggiramento di entrambi i fianchi dello schieramento imperiale rendendo del tutto vane le fortificazioni costruite nei pressi di Papenbruch. Per meglio ricreare questa situazione, nei limiti delle possibilità di un wargame, si può giocare lo scenario strategico che mostra le posizioni delle truppe all’inizio della giornata e il terreno nei dintorni del campo di battaglia vero e proprio. La mappa strategica
NoteI boschi hanno tutti vdf1. La fortificazione imperiale (settori C3-D3) ha vdf2. I villaggi hanno tutti vdf1. I rilievi sono tutti normali a eccezione di … Le linee di comunicazione dell’Esercito imperiale passano per la due strade che escono dal tavolo sul lato nord (settori F8-G8) e vanno verso Wittstock. Le linee di comunicazione dell’Esercito svedese escono dal tavolo dal lato sud nei settori A1 e N1 e vanno verso Havelberg da una parte e verso ... La storiaL’esercito imperiale di Hatzfeld e dell’elettore Giovanni Giorgio di Sassonia all’inizio dell’autunno del 1636 era attestato su una forte posizione nei pressi di Wittstock e nel corso dei giorni precedenti la battaglia era stata allestita una serie di fortificazioni rivolte verso sud che rafforzavano lo schieramento imperiale. I generali cattolici confidavano nell’impossibilità di attraversare la foresta Natte e consideravano la scarpata che divideva lo Schreckenberg dalla collina di Scharfenberg un ostacolo insormontabile per cui non avevano predisposto difese né truppe su quel lato supponendo obbligata la direzione di avanzata del nemico. In realtà le esplorazioni effettuate con poca cura avevano spinto Hatzfeld e il suo stato maggiore a sopravvalutare gli ostacoli naturali che dovevano coprire i fianchi della linea di difesa. Infatti, nella notte tra il tre e il quattro ottobre, Banér con una parte dell’armata svedese avanzò verso la sinistra imperiale coperto dalle colline di Vardtorn e Schreckenberg sorprendendo,verso le tre di mattina, l’accampamento sassone. Immediatamente, non appena avvistato il nemico, gli imperiali si resero conto del pericolo e Hatzfeld stesso guidò quante più truppe poté verso lo Scharfenberg. Torstensson, che copriva il fianco destro del corpo principale, reagì a sua volta alla minaccia imperiale avanzando con tutte le truppe a sua disposizione. La confusione, nelle ore prima dell’alba, regnava sovrana nel campo sassone e tedesco. L’avanzata dell’ala imperiale fu infatti fermata dal reggimento di corazzieri Schonickel che, rifiutando di obbedire agli ordini, bloccò l’unico passaggio che portava alle colline situate a est dello schieramento difensivo. L’assenza di un comando superiore, Hatzfeld era all’avanguardia con tre reggimenti di corazzieri, creò un parapiglia indescrivibile a tutto vantaggio del nemico che riprese l’avanzata respingendo l’avanguardia imperiale priva di supporto e in inferiorità che combatté, però, con coraggio, sacrificandosi perché il generale Ulhefeld avesse il tempo di riordinare l’ala sinistra imperiale e di spingerla di nuovo all’assalto delle colline su cui si andavano via via attestandosi gli svedesi. Adesso era la destra svedese, in inferiorità numerica, a dover cedere terreno. Addirittura i rinforzi imperiali che arrivavano iniziarono una manovra sulla propria destra con lo scopo di aggirare le truppe svedesi prive di supporto. Ma nel corso della mattinata un nuovo colpo di scena cambiò ancora le carte in tavola. Sul campo di battaglia, proveniente da sud, arrivò il corpo di Leslie che con un veemente assalto impedì sul nascere la manovra aggirante nemica e consentì alle stanche truppe di Banér e Torstensson di ripiegare per riprendere fiato. Lo scontro ora era tra le fanterie imperiali e quelle svedesi, queste ultime iniziarono ben presto ad avere la meglio grazie al maggiore supporto di artiglieria. Fu la cavalleria imperiale a venire in aiuto delle provate fanterie di Hatzfeld attaccando sul fianco le brigate svedesi. La carica dei corazzieri provocò ai fanti nemici perdite ingentissime e costrinse l’intero fronte svedese a ripiegare. La battaglia divenne di nuovo uno scontro di cavalleria e gli imperiali, Hatzfeld in testa, ormai confidavano nella vittoria quando arrivarono sul campo di battaglia, tra le sei e le sette di sera e in colpevole ritardo, le truppe svedesi di Vitzhum, facendo ora di nuovo pendere l’ago della bilancia a favore dell’esercito scandinavo. Le ultime riserve di cavalleria imperiale furono immediatamente gettate nella mischia per fermare l’avanzata nemica ma ormai il buio rendeva difficile combattere e con lo scendere delle tenebre i combattimenti scemarono via via di intensità. Gli imperiali avevano perso gran parte del treno dei bagagli e la loro artiglieria pesante mentre una parte dell’esercito nemico, truppe fresche non ancora impegnata in battaglia, costituivano una seria minaccia. Hatzfeld e Giovanni Giorgio decisero che una ripresa dei combattimenti, il giorno successivo, avrebbe potuto trasformarsi in un disastro e, quindi, l’esercito imperiale abbandonò il campo di battaglia nella notte sfuggendo all’inseguimento nemico al prezzo degli ultimi carriaggi e dei rimanenti pezzi di artiglieria. Alcune fonti, soprattutto di parte svedese e protestante, raccontano che nella notte gli imperiali persero altri 5000 uomini in una ritirata che si trasformò in rotta ma, più verosimilmente, queste perdite non superarono i 500 uomini, probabilmente sbandati o dispersi.
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